✕

Casa, mini condono e salva-grattacieli: il blitz di Salvini con l’ok di Meloni

Giorgia Meloni e Matteo Salvini

 
Il decreto in arrivo la prossima settimana in cdm non convince ancora Forza Italia. Il vicepremier sente Sala: nel testo anche la norma per Milano
2 minuti di lettura

ROMA — Le carte e la data che conta, questa volta davvero. Dopo settimane di annunci, il decreto “salva-casa” caro a Matteo Salvini è atteso mercoledì sul tavolo del Consiglio dei ministri. Appena quindici giorni fa Giorgia Meloni si era detta contraria, anteponendo ragioni di contenuto al pressing elettorale del suo vice: nulla che assomigli neppure lontanamente a un aumento delle cubature, recitava il diktat della premier. Fuori dal linguaggio tecnico: stop a qualsiasi norma che trasformi le case degli italiani in un cantiere a piacimento, con balconi strabordanti o muri esterni spostati.

Ma nelle ultime ore qualcosa è cambiato. Ieri a Palazzo Chigi non si escludeva il disco verde al decreto alla riunione del Cdm di settimana…

ROMA — Le carte e la data che conta, questa volta davvero. Dopo settimane di annunci, il decreto “salva-casa” caro a Matteo Salvini è atteso mercoledì sul tavolo del Consiglio dei ministri. Appena quindici giorni fa Giorgia Meloni si era detta contraria, anteponendo ragioni di contenuto al pressing elettorale del suo vice: nulla che assomigli neppure lontanamente a un aumento delle cubature, recitava il diktat della premier. Fuori dal linguaggio tecnico: stop a qualsiasi norma che trasformi le case degli italiani in un cantiere a piacimento, con balconi strabordanti o muri esterni spostati.

Ma nelle ultime ore qualcosa è cambiato. Ieri a Palazzo Chigi non si escludeva il disco verde al decreto alla riunione del Cdm di settimana prossima, in linea con le parole “morbide” di Salvini che ha dettagliato il suo disegno in una forma ritenuta «più rassicurante rispetto alle esternazioni precedenti». «La maggioranza delle case degli italiani — ha detto il leader della Lega — ha piccoli problemi interni, bagnetti, finestre, verande, soppalchi, tende: milioni di case bloccate dalla burocrazia, il nostro obiettivo è sanare queste piccole irregolarità interne». Non è la prima volta che nega l’arrivo di un condono. Ma ora il titolo della “pace edilizia” è più vicino ai contenuti del decreto.

La stesura del testo è ancora in corso, ma lo schema delle norme chiarirebbe già due aspetti fondamentali per la validazione della premier. Il primo riguarda la cosiddetta abitabilità: gli interventi che saranno autorizzati non stravolgeranno le regole per il rilascio del certificato che attesta l’uso abitativo dell’immobile. Il secondo elemento riguarda il “rigonfiamento” delle cubature: gli interventi esterni non rientrerebbero nel perimetro dei lavori. Quindi no al balcone che si fa più largo nè ad altre modifiche alla “sagoma” del fabbricato”. Sì, invece, alle tolleranze costruttive interne, per altezze, superfici e distacchi: per regolarizzare «le lievi difformità», si legge in un documento del Mit, la percentuale della tolleranza potrebbe arrivare all’8% nelle abitazioni fino a 100 metri quadri, per poi scendere, progressivamente, fino al 2% per quelle oltre i 500 mq. Se tra Salvini e Meloni sono in corso prove di “riconciliazione”, lo stesso non si può dire per il resto della maggioranza. Forza Italia rimane scettica. «Siamo tendenzialmente favorevoli a tutte quelle norme che vanno nella direzione di sbloccare situazioni incagliate per problemi burocratici», dice il deputato e portavoce di FI Raffaele Nevi. Che però, quando passa dai contenuti al metodo, aggiunge: «Prima dobbiamo leggere il testo per poter dire sì, le decisioni comunque si prendono in Consiglio dei ministri, che è un organo collegiale». Gli azzurri temono di essere stretti di nuovo all’angolo, dopo aver mal digerito la linea dura sul Superbonus del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il via libera al “decreto Salvini”, infatti, spazzerebbe via le proposte di legge sulla rigenerazione urbana depositate in Parlamento. Già, il decreto. Per ottemperare al carattere d’urgenza del provvedimento, Salvini ha pensato di introdurre nel testo una norma “salva-Milano” con l’obiettivo di blindare i lavori nei grattacieli meneghini dopo lo stop della Procura a diversi progetti. Una mossa che può tornare utile in vista delle elezioni europee, così come l’intero decreto.

Un segnale elettorale tutt’altro che isolato. Alla Camera, nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, è rispuntato il disegno di legge Sicurezza. Presentato il 22 gennaio e discusso a febbraio, era poi uscito di scena. Ora la maggioranza vuole portarlo rapidamente in aula. Il Pd attacca: «Un’ennesima forzatura». A tre settimane dal voto vale tutto.

Leggi i commenti