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A Madrid feeling Meloni-Le Pen, prove di dialogo da Vox per pesare in Europa. Proteste in piazza

(ansa)
Nel fine settimana la convention annuale 'Europa Viva 2024’. La leader francese parlerà sul palco, l’italiana in video. Ospite d'onore il presidente Argentino Javier Milei
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Madrid — Che il punto di contatto avvenga in una ex plaza de Toros, l’arena Vista Alegre di Madrid, è soltanto un dettaglio che aggiunge gusto a un duello che potrebbe essere destinato a diventare un idillio. Le due prime donne della destra europea, Giorgia Meloni e Marine le Pen, condivideranno il palco di Europa Viva 24, la convention convocata da Vox e Ecr per lanciare il programma delle europee che ha chiamato a raccolta l’ultradestra internazionale. Con loro dall’ex primo ministro polacco Mateusz Morawiecki alla nuova stella portoghese André Ventura, fino al premier ungherese Viktor Orbán, che apparirà in video. Ed è arrivato in città anche il presidente argentino Javier Milei che nella prima visita in Spagna ha ignorato il protocollo saltando l’incontro con premier e casa reale e ha scatenato anche le proteste di piazza degli “anti-ultraderecha”.

Nonostante il rumore, il peso in termini di assetti futuri lo spostano le due signore della destra. Le Pen interverrà dal palco, …

Madrid — Che il punto di contatto avvenga in una ex plaza de Toros, l’arena Vista Alegre di Madrid, è soltanto un dettaglio che aggiunge gusto a un duello che potrebbe essere destinato a diventare un idillio. Le due prime donne della destra europea, Giorgia Meloni e Marine le Pen, condivideranno il palco di Europa Viva 24, la convention convocata da Vox e Ecr per lanciare il programma delle europee che ha chiamato a raccolta l’ultradestra internazionale. Con loro dall’ex primo ministro polacco Mateusz Morawiecki alla nuova stella portoghese André Ventura, fino al premier ungherese Viktor Orbán, che apparirà in video. Ed è arrivato in città anche il presidente argentino Javier Milei che nella prima visita in Spagna ha ignorato il protocollo saltando l’incontro con premier e casa reale e ha scatenato anche le proteste di piazza degli “anti-ultraderecha”.

Nonostante il rumore, il peso in termini di assetti futuri lo spostano le due signore della destra. Le Pen interverrà dal palco, Meloni invece si collegherà in video, forse per evitare una photo opportunity sconveniente e continuare a giocare la partita delle alleanze europee su due tavoli. Oltre le strette di mano con Von der Leyen che la volevano sempre più vicina a un’alleanza con il Partito Popolare Europeo, l’incontro al meeting con la francese potrebbe aprire nuovi scenari a Bruxelles. Meloni presiede il partito europeo dei Conservatori e Riformisti (Ecr) — scelta normalizzante rispetto alla destra ultrà che in passato ha contribuito ad aprirle le porte di Palazzo Chigi — Le Pen è nelle fila di Identità e democrazia, compagine sovranista che conta la presenza, tra gli altri, del tedesco Afd e della Lega di Salvini. Ora le due, dal palco di Madrid, portano avanti un avvicinamento che potrebbe convenire a entrambe: Meloni marginalizza così lo scomodo alleato Salvini — grande assente della convention spagnola — e in una mossa, che però rischia di isolarla dall’establishment, punta a stabilire un legame più forte con chi quasi certamente sarà il primo partito in Francia il 9 giugno; Le Pen si distanzia da compagnie troppo scomode (vedi Afd) che in passato le hanno ostacolato la strada verso l’Eliseo. Le due, con il sostegno di Orbán ormai da mesi in odore Ecr, potrebbero addirittura puntare a costruire un gruppo insieme, visto che da sole varranno fra i 55 e i 60 eurodeputati, anche se per Meloni sono evidenti i costi politici di un’operazione del genere. «Se Giorgia parla qui e parla Le Pen, vuol dire che non ci sono problemi. Ci possono essere delle momentanee incomprensioni ma parliamo di leader di altissimo livello, è del tutto naturale che ci siano momenti di dialogo», così Antonio Giordano, segretario generale di Ecr.

Non è un caso che l’incrocio della due contendenti alla leadership della destra europea avvenga a Madrid. O almeno così sostiene il premier spagnolo Pedro Sánchez dichiarando che «l’internazionale di estrema destra ha scelto la Spagna per incontrarsi perché rappresenta tutto ciò che detestano». A Madrid non si tiene soltanto il meeting dei leader ma la città ha ospitato anche l’ultima tappa degli incontri europei di Ecr: una due giorni tra under 30 e dibattiti sul futuro dell’Europa. Da Ecr spiegano che la manifestazione ha raccolto una presenza in crescita di giovani e donne stanchi della burocrazia europea e desiderosi di una Bruxelles che in fatto di ragazzi non si limiti più soltanto al progetto Erasmus. «Mi sorprende che Ecr si presenti come difensore di giovani e donne — dichiara a Repubblica Sira Rego, ministra della Gioventù e dell’Infanzia del governo Sanchez — quando alcuni dei suoi rappresentanti criminalizzano gli studenti che difendono i diritti umani e Meloni vuole che le donne che scelgono di abortire si sottopongano a un colloquio con organizzazioni antiabortiste».

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