Europee, dimettersi per far eleggere Ilaria Salis? Smeriglio lancia la proposta, i no degli altri candidati Avs Ignazio Marino e Leoluca Orlando
di Giovanna CasadioROMA – Farsi da parte per Ilaria Salis, se non è in testa alle preferenze. La parola d’ordine l’ha lanciata Massimiliano Smeriglio, leader della sinistra, compagno rosso e verde, europarlamentare uscente che ha lasciato il Pd e si è candidato con Avs, in nome del pacifismo “senza se e senza ma”. Smeriglio ha fatto negli anni tante battaglie di testimonianza. A questa, per la giovane insegnante antifascista arrestata in Ungheria per avere manifestato contro un raduno neo nazista, in procinto di passare dal carcere in ceppi ai domiciliari a Budapest, non rinuncia.
Salis è candidata con Avs alle europee come capolista nella circoscrizione di Nord Ovest: possono cioè votarla gli elettori piemontesi, valdostani, lombardi e liguri. In lista ci sono in quel collegio …
ROMA – Farsi da parte per Ilaria Salis, se non è in testa alle preferenze. La parola d’ordine l’ha lanciata Massimiliano Smeriglio, leader della sinistra, compagno rosso e verde, europarlamentare uscente che ha lasciato il Pd e si è candidato con Avs, in nome del pacifismo “senza se e senza ma”. Smeriglio ha fatto negli anni tante battaglie di testimonianza. A questa, per la giovane insegnante antifascista arrestata in Ungheria per avere manifestato contro un raduno neo nazista, in procinto di passare dal carcere in ceppi ai domiciliari a Budapest, non rinuncia.
Salis è candidata con Avs alle europee come capolista nella circoscrizione di Nord Ovest: possono cioè votarla gli elettori piemontesi, valdostani, lombardi e liguri. In lista ci sono in quel collegio sia Ignazio Marino, l’ex sindaco di Roma, che Smeriglio stesso. Inoltre Salis è seconda in lista nelle Isole dopo Leoluca Orlando, storico e popolare primo cittadino di Palermo.
Ma l’invito di Smeriglio diventa un caso. Un dilemma. Soprattutto per Marino, che si trova in bella posizione, in cima alla lista, nella circoscrizione di Nord Ovest appunto, che è la prima a fare scattare il seggio una volta raggiunto il 4%. Orlando ritiene di essere meno interessato alla cosa: nelle Isole l’impresa di vincere un seggio per la sinistra-verde è già più ardua. Lui tuttavia se riuscisse nelle “mission impossible” di recuperare tanti consensi per Strasburgo sarebbe pronto a farsi da parte per la giovane attivista? “Per Ilaria il seggio scatta sicuramente nel Nord Ovest, è stata candidata giustamente nella circoscrizione più sicura”: risponde.
E quindi, tornando al Nord. Il meccanismo delle europee funziona così: scattano tanti seggi quanti sono i voti alla lista. Si siedono in quei seggi i canididati eletti sulla base delle preferenze, non importa se primi, secondi o ultimi in elenco. E cosa farebbe Marino? Impegnato in un tour de force da mattina a sera, replica il suo staff a lume di logica: una volta fatta la battaglia sostenendo che chi si candida deve andare all’europarlamento, anche se la motivazione è nobilissima, va mantenuta la parola.
È Smeriglio a tenere il punto: “Sono convinto che Ilaria prenderà una barca di preferenze. Però voglio ricordare che abbiamo un vincolo di solidarietà verso questa nostra compagna che è ostaggio di Orban, mentre noi siamo liberi. Se qualcun altro dovesse prendere un voto in più, deve lasciarle il seggio perché è troppo importante rispetto alla battaglia che ci siamo assunti”.
Nelle file rosso-verdi si ricorda che Salis avrebbe potuto candidarsi con il Pd, e che è stata coraggiosa a scegliere una forza politica che lotta per il 4%. Avs nei sondaggi è stimata al 4,6% e in crescita. Tradotto, significa 4 o 5 seggi all'europarlamento. E a proposito di solidarietà, Avs ha avviato una staffetta democratica di campagna elettorale: quando non è Roberto Salis, il padre di Ilaria, in giro per incontri e iniziative, sono i candidati come Smeriglio a supplire.