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Salvini sente Le Pen per allontanare Afd, sulla leader francese altra lite con Tajani

Matteo Salvini e Marine Le Pen (ansa)
Krah si ritira per salvare il suo partito isolato. Weber: il Ppe collabora con Pse e liberali
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Il cantiere della destra europea ha già fatto crollare la maggioranza in Italia. Da un lato Matteo Salvini, che davanti al ritrovato feeling di Marine Le Pen con Giorgia Meloni, si premura di incontrare in videocollegamento la leader di Rassemblement national e di annunciare una posizione comune: il possibile “allontamento” dal gruppo di Id degli ultranazionalisti tedeschi di Afd. Sul fronte opposto l’altro vicepremier, Antonio Tajani, che rilancia la posizione del Ppe: bene il no a Afd, fa sapere il segretario forzista, ma «il problema è anche Le Pen, che vuole uscire dalla Nato. Non è certo un europeista». È una rissa senza precedenti fra i due esponenti di maggior rilievo dell’esecutivo. Salvini risponde dicendo che Tajani «fa male a prendersela con Le Pen». Fonti del Carroccio dicono che il segretario forzista «preferisce il bellicista Macron a Marine». A fare da contorno persino la lite sullo slogan: «Meno Europa? Sorprendente che Tajani - dicono le stesse fonti vicine a Salvini …

Il cantiere della destra europea ha già fatto crollare la maggioranza in Italia. Da un lato Matteo Salvini, che davanti al ritrovato feeling di Marine Le Pen con Giorgia Meloni, si premura di incontrare in videocollegamento la leader di Rassemblement national e di annunciare una posizione comune: il possibile “allontamento” dal gruppo di Id degli ultranazionalisti tedeschi di Afd. Sul fronte opposto l’altro vicepremier, Antonio Tajani, che rilancia la posizione del Ppe: bene il no a Afd, fa sapere il segretario forzista, ma «il problema è anche Le Pen, che vuole uscire dalla Nato. Non è certo un europeista». È una rissa senza precedenti fra i due esponenti di maggior rilievo dell’esecutivo. Salvini risponde dicendo che Tajani «fa male a prendersela con Le Pen». Fonti del Carroccio dicono che il segretario forzista «preferisce il bellicista Macron a Marine». A fare da contorno persino la lite sullo slogan: «Meno Europa? Sorprendente che Tajani - dicono le stesse fonti vicine a Salvini - critichi la parola d’ordine scelta da Berlusconi per la campagna delle Europee del 2014». Controreplica: «Macché, la Lega sbaglia: Berlusconi - filtra da FI - diceva meno Europa in Italia e più Italia in Europa. Era per la sussidiarietà». Ma non finisce qui. Perché Manfred Weber, segretario del Ppe, sceglie il giorno meno adatto per rimettere sul tappeto una «cooperazione con socialisti e liberali». E a quel punto è Meloni a sobbalzare sulla sedia: Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo Ecr, parla di “sconcerto” per le dichiarazioni di Weber: «Il patto scellerato dell’ultima legislatura diventerebbe nella prossima un tradimento delle ragioni popolari». Una bufera scatenata dall’intervista a Repubblica di Maxilimian Krah, lo spitzenkandidat dell’Afd che ha sostenuto che «non tutte le SS erano criminali».

Aveva resistito agli scandali più neri, Krah, dagli spioni cinesi che si nascondevano nel suo ufficio alle relazioni pericolose con Mosca e ai video sessisti, omofobi e xenofobi postati su Tiktok. Tanto che nei giorni scorsi si era paragonato persino a “Mad Max”, l’eroe invincibile dell’apocalittica saga cinematografica. Ma ieri il capolista dell’Afd ha dovuto gettare la spugna. Si è visto costretto alle dimissioni dai vertici del partito, comunicate durante una riunione straordinaria. E l’eurodeputato ha anche promesso che non farà alcuna campagna elettorale. Krah sarà un fantasma in un partito di paria: lunedì Marine Le Pen aveva deciso il divorzio a Strasburgo dai nazionalisti tedeschi, gettandoli nel panico. Ieri sembra che i vertici dell’Afd abbiano cercato una sponda nei cugini austriaci dell’ultradestra Fpoe, dove il leader Herbert Kickl potrebbe diventare cancelliere in autunno. L’Afd non vuole perdere l’aggancio agli Identitari. Ma potrebbe essere già troppo tardi. Le Pen e Salvini stanno cercando di ottenerne l’espulsione già prima delle elezioni. La leader di Rassemblement national ha segnalato infatti ai vertici che il problema non è solo Krah, ma anche i numeri due e tre della lista europea: Petr Bystron e René Aust. Bystron è sospettato di aver preso soldi da Mosca, Aust di essere un estremista vicino al leader della Turingia Björn Höcke. Ieri, una parte dell’Afd e la Cdu/Csu hanno chiesto persino misure più drastiche: l’espulsione del partito, rispettivamente, e la cacciata dal Parlamento europeo. Il caso Krah non ha spaccato solo l’Europa sovranista, potrebbe spaccare anche l’Afd.

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