Non solo il premierato, anche l’autonomia slitta a dopo le Europee: la fragile tregua FdI-Lega
di Giovanna CasadioROMA – L’autonomia differenziata avrà il lasciapassare nella prossima settimana: mercoledì nell’aula della Camera è previsto il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità. Spiega Igor Iezzi, il leghista che sta seguendo la partita, che si andrà poi avanti in modo “semplice e veloce”. Fino a incrociare il voto con il premierato. Il 18 giugno al Senato la “madre di tutte le riforme” arriva al voto (il primo di quattro) e quello stesso giorno, o il giorno precedente, a Montecitorio sarà davvero l’ultimo miglio dell’autonomia.
Un intreccio che le opposizioni definiscono “uno scambio”, alla faccia della democrazia parlamentare e della Costituzione. Le tensioni tra i meloniani e i leghisti hanno raggiunto una tregua. Fragile per la verità e che sarà messa…
ROMA – L’autonomia differenziata avrà il lasciapassare nella prossima settimana: mercoledì nell’aula della Camera è previsto il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità. Spiega Igor Iezzi, il leghista che sta seguendo la partita, che si andrà poi avanti in modo “semplice e veloce”. Fino a incrociare il voto con il premierato. Il 18 giugno al Senato la “madre di tutte le riforme” arriva al voto (il primo di quattro) e quello stesso giorno, o il giorno precedente, a Montecitorio sarà davvero l’ultimo miglio dell’autonomia.
Un intreccio che le opposizioni definiscono “uno scambio”, alla faccia della democrazia parlamentare e della Costituzione. Le tensioni tra i meloniani e i leghisti hanno raggiunto una tregua. Fragile per la verità e che sarà messa alla prova del voto post europee. Il presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa ha dovuto ieri mediare, dopo che la Lega aveva messo paletti e sollevato dubbi sul premierato così com’è stato scritto e soprattutto sul legame con la nuova legge elettorale di cui non c’è neppure una bozza, tanto per capire quali saranno le linee di indirizzo che la ministra delle Riforme, Elisabetta Casellati vuole imprimere. Matteo Salvini e Roberto Calderoli, il ministro che ha materialmente scritto la riforma, non sono a loro volta riusciti nell’accelerazione su cui puntavano, cioè l’approvazione definitiva a Montecitorio prima delle europee. Però neppure Giorgia Meloni ha ottenuto il primo ok al premierato prima dell’8 e 9 giugno. Lega e Fratelli d’Italia sulle riforme si marcano a vista.
Dopo il richiamo del cardinale Zuppi sul premierato, oggi sarà il giorno di un documento della Cei di preoccupazioni proprio sull’autonomia. Reagisce Calderoli, che parla di un pregiudizio della Cei: “Apprendo con stupore che ci sarà un documento dell’episcopato italiano sulle preoccupazioni in merito all’autonomia differenziata. Ma non abbiamo avuto occasione di un confronto, l’abbiamo chiesto, abbiamo provato a organizzarlo, ma non ci è stato risposto”. E in queste ultime settimane di campagna elettorale per le europee partono le iniziative sull’autonomia. Calderoli sarà in Veneto, roccaforte della richiesta di federalismo “fai da te” della Lega. Mentre a Napoli sabato, domani, sarà la volta di una grande manifestazione per la Costituzione organizzata da “La via maestra”, coordinamento nazionale di oltre 150 associazioni e movimenti tra cui la Cgil e proprio il segretario Maurizio Landini concluderà gli interventi in piazza Dante.
La Lega tira dritto. Iezzi ricorda che dei circa duemila emendamenti presentati, neppure uno è della maggioranza di centrodestra. Segno che sgambetti non dovrebbero essercene, come invece gli stessi leghisti temevano. Il malumore dei forzisti del Sud era, ed è, piuttosto forte. Perché, insistono le opposizioni, l’autonomia differenziata “spacca l’Italia”. Comunque i tempi anche per l’autonomia saranno contingentati. Simona Bonafè, capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali della Camera, denuncia un metodo che non rispetta neppure la normale dialettica democratica. Pd, M5Stelle, Avs, +Europa, Azione e Italia viva sono in trincea. L’ostruzionismo è dietro l’angolo.