Meloni riceve il premier palestinese: “Sforzo per cessate il fuoco sostenibile”
di Emanuele LauriaLa bandiera della Palestina accanto al Tricolore e al vessillo dell’Ue. Il governo italiano rende omaggio così alla visita del primo ministro Mohammad Mustafa: Giorgia Meloni, al termine dell’incontro di mezz’ora che si consuma in tarda mattinata, indica il «due popoli due Stati» come obiettivo. Ma non corre troppo, su questa strada. Si mantiene distante dalla posizione di pieno riconoscimento dei confini ufficiali palestinesi che nei giorni scorsi avevano espresso Spagna, Norveglia e Irlanda. La premier parla della «necessità di riavviare un processo politico che conduca a una pace duratura».
L’esecutivo, in sostanza, ribadisce che il riconoscimento non può essere unilaterale ma deve far parte di un negoziato più ampio, «con un forte appoggio della comunità internazionale», come dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che garantisca anche «le legittime esigenze di sicurezza di Israele». È la linea che già è emersa, il 10 maggio, con il voto di astensione dell’Italia alla risol…
La bandiera della Palestina accanto al Tricolore e al vessillo dell’Ue. Il governo italiano rende omaggio così alla visita del primo ministro Mohammad Mustafa: Giorgia Meloni, al termine dell’incontro di mezz’ora che si consuma in tarda mattinata, indica il «due popoli due Stati» come obiettivo. Ma non corre troppo, su questa strada. Si mantiene distante dalla posizione di pieno riconoscimento dei confini ufficiali palestinesi che nei giorni scorsi avevano espresso Spagna, Norveglia e Irlanda. La premier parla della «necessità di riavviare un processo politico che conduca a una pace duratura».
L’esecutivo, in sostanza, ribadisce che il riconoscimento non può essere unilaterale ma deve far parte di un negoziato più ampio, «con un forte appoggio della comunità internazionale», come dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che garantisca anche «le legittime esigenze di sicurezza di Israele». È la linea che già è emersa, il 10 maggio, con il voto di astensione dell’Italia alla risoluzione dell’Assemblea generale dell’Onu. Fra gli altri Paesi astenuti, Gran Bretagna e Germania. Contrari gli Stai Uniti.
Meloni si spinge a chiedere un «cessate il fuoco sostenibile» nel conflitto israelo-palestinese che comprende — spiegano fonti dell’esecutivo — anche una sostanziale adesione alla decisione della Corte di giustizia internazionale di intimare lo stop dell’offensiva a Rafah. Ma da Palazzo Chigi giunge un nuovo segnale certamente non gradito a Benjamin Netanyahu: in primis l’erogazione di 35 milioni a favore della popolazione palestinese, cinque dei quali destinati al rifinanziamento dell’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi.
I finanziamenti all’agenzia Onu erano stati bloccati dall’Italia e da numerosi Paesi occidentali nello scorso gennaio, in seguito alla pubblicazione di un report da parte del governo israeliano che accusava alcuni dipendenti dell’Unrwa di aver partecipato al massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre. Il ministro Tajani, nell’annunciare a Mustafa il contributo dell’Italia, ha accennato al lavoro svolto dalla commissione indipendente guidata dall’ex ministra francese Catherine Colonna, che ha reputato non sufficienti le prove fornite da Tel Aviv sul coinvolgimento dei dipendenti dell’Unrwa negli attacchi del 7 ottobre.
D’altronde, a sollecitare il governo era stato anche il Capo dello Stato Sergio Mattarella: «Occorre considerare l’essenziale funzione svolta dall’Agenzia e di conseguenza l’importanza di continuare a finanziarla». L’esecutivo recepisce il monito del Quirinale ed estende il sostegno ai civili palestinesi con trenta milioni indirizzati al progetto Food for Gaza, che vede la partecipazione di Fao, Programma alimentare mondiale e Fincross. L’Italia rafforza la via degli aiuti umanitari, demandando la soluzione politica della crisi a un accordo sovranazionale. Con l’unico segnale offerto dalla bandiera palestinese issata a Palazzo Chigi.