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La premier lancia 'Telemeloni' e attacca: “Libertà limitata da sinistra”. Schlein replica: “Non si è liberi con salari da fame e malasanità”

La leader FdI ribattezza gli “appunti di Giorgia”: “Accusa singolare per chi ha votato i provvedimenti per chiudere la gente in casa nella pandemia”. La segretaria ribatte sull’autonomia
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Replica frontalmente alle critiche di Elly Schlein, attacca l’Unione europea per le richieste “folli” sull’assegno unico, torna sul redditometro difendendo le politiche fiscali dal Governo, rivendica l’accordo sugli immigrati con l’Albania e respinge le accuse di abusi edilizi relativi al decreto salva-casa. Giorgia Meloni interviene con toni da campagna elettorale in un un video postato sui social, ultima puntata dei suoi periodici “Appunti di Giorgia”. Controreplica da Napoli Elly Schlein: “Se hai un salario da fame e non puoi pagare l'affitto”, "se ti ammali di tumore e non riesci a prenotare le visite successive con la sanità pubblica”, allora “non sei libero”. Quanto all’autonomia differenziata, “non si è mai vista una sedicente patriota spaccare in due il paese”, dice la segretaria dem.

(ansa)

"Ecco Telemeloni”

"Eccomi qui in una nuova puntata degli 'Appunti di Giorgia'”, ha esordito la premier,…

Replica frontalmente alle critiche di Elly Schlein, attacca l’Unione europea per le richieste “folli” sull’assegno unico, torna sul redditometro difendendo le politiche fiscali dal Governo, rivendica l’accordo sugli immigrati con l’Albania e respinge le accuse di abusi edilizi relativi al decreto salva-casa. Giorgia Meloni interviene con toni da campagna elettorale in un un video postato sui social, ultima puntata dei suoi periodici “Appunti di Giorgia”. Controreplica da Napoli Elly Schlein: “Se hai un salario da fame e non puoi pagare l'affitto”, "se ti ammali di tumore e non riesci a prenotare le visite successive con la sanità pubblica”, allora “non sei libero”. Quanto all’autonomia differenziata, “non si è mai vista una sedicente patriota spaccare in due il paese”, dice la segretaria dem.

(ansa)

"Ecco Telemeloni”

"Eccomi qui in una nuova puntata degli 'Appunti di Giorgia'”, ha esordito la premier, “che però ho deciso di ribattezzare 'Telemeloni' perché l'unica Telemeloni che esiste è questa, tutto il resto sono fake news di una sinistra che essendo abituata a occupare la televisione pensa che gli altri siano come lei ma poiché noi siamo molto e orgogliosamente diversi dalla sinistra, abbiamo già smontato questa bufala dati alla mano".

Contro Schlein

"La segretaria del Pd ha detto di recente che in questo anno e mezzo starei cancellando la libertà delle persone”, ha detto Meloni, “accusa singolare per chi ha votato i provvedimenti per chiudere la gente in casa nella pandemia: ma chiedo a Schlein quali sono le libertà cancellate da questo governo. Le nostre sono battaglie di libertà. Ci dica di cosa parla ma ci dica qualcosa di concreto perché la libertà è stata sempre limitata solo alla sinistra e il punto è che i cittadini lo hanno capito".

Premierato, Schlein a Meloni: "Sedicente patriota che spacca l'Italia"

Il redditometro

Il governo non ha mai voluto reintrodurre il redditometro, afferma Giorgia Meloni. "Si è detto che il governo ha reintrodotto un meccanismo di grande fratello fiscale. Non è così. Noi siamo contrari al redditometro tanto caro alla sinistra", osserva la premier. Meloni ha ricordato la necessità di fissare dei paletti all'accertamento sintetico che "continua a esistere". L'obiettivo è stabilire i limiti ad un accertamento che "è del tutto arbitrario e discrezionale", e per la premier si tratta di "una situazione pericolosa": da qui la genesi del "decreto ministeriale che era stato predisposto". "Ci siamo confrontati con il viceministro Leo e siamo giunti alla conclusione di sospendere" il decreto. "Ci siamo presi del tempo" per "assicurare maggiori garanzie ai contribuenti e lavorare a una norma diversa sulla quale ci sono due ipotesi”, ha proseguito Meloni: “Superare in toto il principio dell'accertamento sintetico oppure lavorare a una norma che circoscriva questo strumento a fenomeni inaccettabili, senza vessare i cittadini comuni". Secondo Meloni "l'obiettivo è creare un fisco amico" che non contenga "norme astruse e un livello di tassazione insopportabile".

Da Ue richieste “folli”

"L'assegno unico è uno strumento efficace, riguarda sei milioni di famiglie, ma la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione con motivazioni che non esito a definire folli", ha detto Meloni: "Spero che la prossima commissione Ue abbia approccio diverso". Secondo la premier, “se dovessimo dare seguito alle indicazioni dell'Ue la misura sarebbe insostenibile e si presterebbe a diverse truffe. Spero che la prossima Commissione abbia un approccio più ragionevole, se non è così daremo battaglia".

L’accordo con l’Albania

Secondo la premier, “con buona pace della sinistra nostrana l'Italia sull'immigrazione sta facendo scuola. Qualche giorno fa – ha detto Meloni – quindici paesi europei su ventisette, quindi, la maggioranza dei paesi europei, ha firmato un appello alla Commissione europea sull'immigrazione nel quale tra le altre cose c'è scritto che l'Ue deve seguire il modello italiano dell'accordo con l'Albania. La lettera dice testualmente che bisogna costruire modelli come quelli del protocollo tra Italia e Albania. Insomma, con buona pace della sinistra nostrana e dei suoi tentativi di far fallire qualsiasi risposta sul fronte dell'immigrazione illegale, l'Italia sull'immigrazione sta facendo scuola".

Nessun abuso edilizio

Ieri il Consiglio dei ministri, ha detto Meloni, ha approvato "un provvedimento di buon senso che permetterà di dare risposta ella esigenze abitative e dare un po' di respiro al mercato immobiliare, che noi vogliamo aiutare a rilanciare. La norma consente di porre rimedio alle tante difformità che oggi si trovano nelle case di milioni di italiani e che impediscono di acquistare o vendere quegli immobili perché sono considerati formalmente irregolari. Non parliamo di abusi edilizi che nessuno di noi intende sanare, contrariamente a quello che dice l'opposizione". Meloni aggiunge: “Per noi la casa è sacra e per molti è l'investimento di una vita e non trovo giusto che lo Stato non ti impedisca di venderla per questioni di lana caprina. Lo stesso Stato che in alcuni casi non ti risponde per anni".

(fotogramma)

Schlein al contrattacco

A Napoli, dove partecipa alla manifestazione contro l'autonomia promossa dalla Cgil con 150 associazioni, Schlein replica a Meloni: "Se hai un salario da fame e non puoi pagare l'affitto, non sei pienamente libero”, afferma la segretaria del Pd, “mentre il governo Meloni blocca la proposta sul salario minimo su cui raccogliamo firme in tutta Italia e cancella i fondi per l'affitto da 330 milioni". E ancora: “Se ti ammali di tumore e non riesci a prenotare le visite successive con la sanità pubblica non sei libero o lo sei se faticosamente trovi 500 euro. Io - aggiunge Schlein - mi preoccupo di quelli che 500 euro non provano neanche a cercarli. Queste sono le libertà compresse dalle scelte dissennate del governo". Da Aversa, dove era in mattinata, la segretaria dem aveva ribattuto a quanto affermato ieri dalla premier: "Ieri la presidente del consiglio Giorgia Meloni ha detto, in riferimento al premierato, 'o la va o la spacca', ma qui non si tratta della sua poltrona, si tratta dell'Italia che si spacca”, ha detto Schlein. “Non si è mai vista una sedicente patriota spaccare in due il paese con l'autonomia differenziata che – accusa la segretaria del Pd – è il cinico baratto che la Giorgia Meloni ha fatto con la Lega di Salvini sul premierato. Noi – ha detto Schlein a margine di un'iniziativa elettorale ad Aversa – ci batteremo contro un'autonomia differenziata che vuole tenere i divari territoriali e aumentarli. Pensiamo non ci possa essere un riscatto per l'Italia senza il riscatto del sud. Questo è ancora l'antico disegno secessionista della Lega. Non hanno messo un euro su questa riforma, il che vuol dire che non gli interessa ridurre le diseguaglianze territoriali e sociali. Noi – ha detto ancora la segretaria dem – non accettiamo questa autonomia che sarebbe il colpo di grazia sulla sanità pubblica che il governo di Giorgia Meloni sta già tagliando. Per noi non ci sono pazienti di serie A e di serie B a seconda della regione in cui nascono. Dietro questo nome tecnico, autonomia differenziata, si cela la negazione dell'accesso ai servizi fondamentali per i cittadini, scuola, salute, trasporto pubblico locale". Gli stessi motivi per cui “ci batteremo contro una riforma costituzionale che vuole accentrare tutti i poteri nelle mani del capo del governo”, dice Schlein: “C'è una sola cosa che tiene unite queste due riforme apparentemente diverse: è la legge del più forte e con la legge del più forte sappiamo che fine fanno le persone più fragili. Come Pd ci batteremo contro l'autonomia differenziata e in questo modo fermeremo anche la pericolosa riforma del premierato".

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