Sandra Lonardo a caccia di voti “casa per casa”. E suo marito Mastella lancia la volata su Whatsapp
dal nostro inviato Dario Del PortoBENEVENTO - “Andate e moltiplicatevi”, dice Sandra Mastella. Benevento, le 10 del mattino. Intorno alla scrivania del comitato elettorale di via Aldo Moro ci sono la signora Anna che arriva da Montesarchio, Nicoletta che ha un’impresa di mobili, due sorelle di 29 e 23 anni, Eva e Carmen, una esperta di comunicazione, l’altra studentessa in psicologia, un ragazzo con la maglietta della squadra locale, un anziano che con orgoglio dice “Ceppaloni è presente”. Ma come si fa a moltiplicarsi? “Andando nelle case, soprattutto delle persone meno giovani, con il fac-simile della scheda per spiegare come si vota”.
Il voto dell’8 giugno è dietro l’angolo. Già presidente del consiglio regionale della Campania, senatrice dal 2018 al 2022, Alessandrina Lonardo corre nella circoscrizione Sud per un seggio all’Europarlamento con “Stati Uniti d’Europa”. Sulla scheda ha fatto aggiungere Sandra Mastella perché è così che la conoscono tutti, con il cognome del marito Clemente, democristiano di lunghissim…
BENEVENTO - “Andate e moltiplicatevi”, dice Sandra Mastella. Benevento, le 10 del mattino. Intorno alla scrivania del comitato elettorale di via Aldo Moro ci sono la signora Anna che arriva da Montesarchio, Nicoletta che ha un’impresa di mobili, due sorelle di 29 e 23 anni, Eva e Carmen, una esperta di comunicazione, l’altra studentessa in psicologia, un ragazzo con la maglietta della squadra locale, un anziano che con orgoglio dice “Ceppaloni è presente”. Ma come si fa a moltiplicarsi? “Andando nelle case, soprattutto delle persone meno giovani, con il fac-simile della scheda per spiegare come si vota”.
Il voto dell’8 giugno è dietro l’angolo. Già presidente del consiglio regionale della Campania, senatrice dal 2018 al 2022, Alessandrina Lonardo corre nella circoscrizione Sud per un seggio all’Europarlamento con “Stati Uniti d’Europa”. Sulla scheda ha fatto aggiungere Sandra Mastella perché è così che la conoscono tutti, con il cognome del marito Clemente, democristiano di lunghissimo corso, oggi sindaco di Benevento al secondo mandato, più volte parlamentare che nel 2008 si dimise da ministro della Giustizia del secondo governo di Romano Prodi nei giorni traumatici dell’inchiesta nella quale era rimasto coinvolto con la moglie e altri esponenti del partito di cui era leader, l’Udeur. Vicenda chiusa con l’assoluzione dopo oltre dieci anni. “Ma è una ferita che ancora sanguina – commenta non senza emozione - non c’erano appalti né mazzette. Ciò nonostante, tante vite sono state spezzate. Clemente ed io ne siamo venuti fuori grazie al rapporto fortissimo che abbiamo da sempre, alla nostra famiglia e alla gente che non ci ha mai abbandonato. E forse anche perché non chiudiamo mai la campagna elettorale”. E dunque ora l’obiettivo è Strasburgo.
La giornata inizia presto. “Alle 5 del mattino scrivo i primi messaggi”, racconta Sandra. A casa, dalle 9, comincia la “processione” con Clemente a fare da anfitrione agli ospiti. Poi si va in giro “a fare incontri”, mentre lo staff composto da tre giornalisti e una segretaria lavora alla macchina social. Un mese fa, Clemente Mastella ha inviato un messaggio whatsapp nel quale rimarca “il coraggio e la pazienza” della moglie durante gli anni di “umiliazione frutto di una giustizia ingiusta e ritardataria” e chiede ai sostenitori di “recuperare 5 voti”.
Ma la vera campagna è “porta a porta”. Sandra arriva da tre giorni in Calabria e ha l’agenda piena: visite alle aziende del territorio sannita, un aperitivo a mezzogiorno e dopo pranzo la grande kermesse con Matteo Renzi. Un abbinamento che fino a qualche anno fa sarebbe stato impossibile da prevedere. “In politica, come nella vita, mai dire mai”, sorride lady Mastella.
I suoi collaboratori la chiamano “moto perpetuo”. In auto, il telefono non sta mai zitto. “Anna, come stai? Mi hai chiamato per dirmi che mi voti? Mi raccomando, anche la tua famiglia”. E ancora: “Grazie per il vostro sforzo, facciamo una grande campagna elettorale”. “Dove siete? A Polignano? Perfetto, vi vengo a trovare”. La rete ex Udeur, sottolinea lady Sandra, “sta funzionando alla grande. Eravamo in gruppo coeso, fidelizzato. È come se fosse una chiamata alle armi, uno scatto di orgoglio”. Lei si mette in gioco in prima persona. “La donna deve sempre dimostrare qualcosa in più”. Come compagni di viaggio, un ventaglio e una sciarpa che le fa da “coperta di Linus”.
La prima tappa è un’azienda di alluminio per infissi che conta 25 operai. “Sono già tutti confessati”, assicura il titolare. “Ciao, ragazzi, sono Sandra Mastella e sono candidata”, esordisce. E ai saluti: “Mi raccomando, devono uscire i voti”.
Stessa scena in un’azienda con 55 dipendenti che realizza zanzariere e tendaggi, poi tocca a un’impresa di trasporti. Siamo a Benevento, si gioca in casa. “Ma non bisogna mai dare nulla per scontato – replica - le persone devono vederti, ascoltarti, rivolgerti qualche domanda se vogliono”. A mezzogiorno, passeggiata in corso Garibaldi. Sandra si avvicina a quattro ragazzi seduti al tavolino di un bar che mangiano un kebab: “Buongiorno, posso chiedervi se andate a votare?”. Tutti fanno cenno di no con la testa. Uno di loro spiega: “Non mi sento rappresentato”. “Dovete partecipare, siete voi che dovete scegliere. Poi votate per chi volete, ma votate”, li esorta lei. Un ragazzo la guarda: “Io vi conosco, siete la moglie di Mastella”. E Sandra annuisce: “Sapete dove trovarmi, andate a votare”.
Durante l’aperitivo, la parola d’ordine è “arrivare il più possibile nelle case”. Stretta di mano con tutti: “Siete la mia adrenalina”. Pranzo veloce, cambio d’abito e poi tutti a teatro per la kermesse con Renzi.
A fine giornata, lady Sandra è stanca ma soddisfatta. “Domani si ricomincia. A proposito – dice rivolta al cronista – ma posso chiedere il voto anche a te?”.