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Bloccati ad Haiti dopo l’adozione, l’odissea dei bimbi italiani e l’appello dei genitori: “Il governo si prodighi anche per loro”

(reuters)
Hanno dai 4 ai 10 anni: terminato l’iter legale, non possono partire per la situazione del Paese. Nelle ultime ore l’escalation di violenza ha accelerato il rilascio di documenti. Ma il viaggio è ancora a rischio: servirebbe un volo dedicato
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MILANO - Cinque bambini dai 4 ai 10 anni, bambini italiani a tutti gli effetti in quanto legalmente adottati tra fine 2023 e inizio 2024 da quattro coppie del nostro Paese (tre venete e una di Milano) eppure ancora niente da fare, portarli in Italia è più complicato del previsto.

Si trovano ad Haiti, paese scosso dalle violenze delle bande e giovedì, dopo settimane di speranze e tentativi andati a vuoto di trovare una soluzione, era arrivata la mazzata finale: una lettera della direzione generale della Farnesina dove si diceva, in sostanza, niente da fare, la situazione è troppo pericolosa per farli arrivare a casa. Con la domanda che aleggiava forte tra i genitori: possibile che il governo, così solerte nell'andare a prendere con un Falcon dell'Aeronautica e poi accogliere con tutti gli onori un ergastolano dagli Stati Uniti, non si prodighi seriamente per dei bambini? Poi però venerdì tre missionari, due americani e un creolo, sono stati uccisi dentro un orfanotrofio e lì deve esser…

MILANO - Cinque bambini dai 4 ai 10 anni, bambini italiani a tutti gli effetti in quanto legalmente adottati tra fine 2023 e inizio 2024 da quattro coppie del nostro Paese (tre venete e una di Milano) eppure ancora niente da fare, portarli in Italia è più complicato del previsto.

Si trovano ad Haiti, paese scosso dalle violenze delle bande e giovedì, dopo settimane di speranze e tentativi andati a vuoto di trovare una soluzione, era arrivata la mazzata finale: una lettera della direzione generale della Farnesina dove si diceva, in sostanza, niente da fare, la situazione è troppo pericolosa per farli arrivare a casa. Con la domanda che aleggiava forte tra i genitori: possibile che il governo, così solerte nell'andare a prendere con un Falcon dell'Aeronautica e poi accogliere con tutti gli onori un ergastolano dagli Stati Uniti, non si prodighi seriamente per dei bambini? Poi però venerdì tre missionari, due americani e un creolo, sono stati uccisi dentro un orfanotrofio e lì deve essere scattato qualcosa anche a Roma, con la soluzione che sembra vicina grazie al rilascio dei lasciapassare.

Silvia Giraldi, vicentina e avvocato, è la madre di C., 4 anni e tre mesi. Nel raccontare la storia si commuove: « In una delle ultime ci ha detto: “Mamma, papà, I love you”, poi in creolo: “ma io sono ancora qui...”. Gli Stati Uniti e il Canada hanno evacuato i bambini nelle condizioni simili ai nostri con un volo diplomatico, la Germania lo ha fatto con un volo europeo. Da settembre vediamo i nostri figli in videochiamata». L'iter per l'adozione di Giraldi e del marito è cominciato molto tempo fa, nel 2018. A settembre 2023 è arrivata l'assegnazione, a febbraio il tribunale ha certificato con una sentenza l'adozione. Haiti però sta vivendo anni di caos, la situazione è degenerata a luglio del 2021 a seguito dell’omicidio del presidente Jovenel Moïse. L'Italia lì non ha un'ambasciata, quella più vicina è nella Repubblica Dominicana, e i voli sono stati bloccati per mesi. Una delle coppie coinvolte ha il bambino che si trova in un orfanotrofio vicino a uno dei palazzi presidenziali, fuori sentono gli spari. Tanto che l’orfanotrofio si è dovuto spostare due volte per ragioni di sicurezza.

Da settimane le famiglie si sono attivate in tutti i modi possibili, coinvolgendo anche il Ministero degli Esteri e trovando l'assistenza dei loro enti. Così hanno fatto richiesta di un laissez-passer, che finalmente è arrivato ieri. «La situazione ad Haiti resta fortemente instabile e la sicurezza degli spostamenti non è garantita. Appare necessario evitare di correre rischi e, soprattutto, di farli correre a vostro figlio in un eventuale tentativo di trasferimento da Haiti a Santo Domingo. L'ambasciata nella Repubblica Dominicana e il consolato onorario a Port-au-Prince continuano comunque a monitorare da vicino la situazione», recitava la missiva ministeriale spedita alle famiglie la scorsa settimana. Per fortuna invece ora i visti ci sono in qualche modo andrà organizzato il trasbordo in sicurezza.

Della vicenda si è interessata l'eurodeputata del Pd Alessandra Moretti, secondo la quale «ora bisogna fare lo sforzo finale per favorire il passaggio dei bambini in Italia, perché vivono una situazione di estremo pericolo e perché chi adotta fa già un gesto di grande generosità e merita quindi un'attenzione in più». Mentre Maria Elena Boschi (Iv) ricorda quanto avvenne 10 anni fa: «Ci trovammo in una situazione simile con dei bambini adottati da famiglie italiane bloccati in Congo. Allora Matteo Renzi riuscì a sbloccare personalmente la situazione ed io andai a prendere quei bambini in Congo con un aereo dell’aeronautica militare, fu uno dei momenti più belli ed emozionanti della mia esperienza politica».

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