Europee, sette i candidati "impresentabili" per l’Antimafia. C’è anche Milazzo, che ieri era a Palermo con Meloni
di Emanuele LauriaROMA - Si erano incontrati lunedì, al Teatro Massimo di Palermo, nel corso della cerimonia istituzionale (trasformata in ribalta elettorale) per la presentazione dell’accordo di programma da otto miliardi fra Stato e Regione Siciliana: e c’è una foto che ritrae insieme Giorgia Meloni e Giuseppe Milazzo, eurodeputato uscente che 20 ore dopo quel selfie è finito nella lista degli “impresentabili” diffusa dalla commissione antimafia. Milazzo è l’unico parlamentare europeo in carica a entrare nell'elenco. Fa parte di un elenco di sette candidati che violano – secondo la commissione – le prescrizioni del codice di autoregolamentazione. Milazzo, palermitano, è stato rinviato a giudizio per tentata concussione ed è sotto processo assieme a un altro “impresentabile”, l’assessore regionale siciliano Marco Falcone (esponente di FI). Il processo ruota attorno alle pressioni che Milazzo, attraverso Falcone, avrebbe esercitato per far nominare il cognato Giuseppe Piazza nella segreteria dell’Istit…
ROMA - Si erano incontrati lunedì, al Teatro Massimo di Palermo, nel corso della cerimonia istituzionale (trasformata in ribalta elettorale) per la presentazione dell’accordo di programma da otto miliardi fra Stato e Regione Siciliana: e c’è una foto che ritrae insieme Giorgia Meloni e Giuseppe Milazzo, eurodeputato uscente che 20 ore dopo quel selfie è finito nella lista degli “impresentabili” diffusa dalla commissione antimafia. Milazzo è l’unico parlamentare europeo in carica a entrare nell'elenco. Fa parte di un elenco di sette candidati che violano – secondo la commissione – le prescrizioni del codice di autoregolamentazione. Milazzo, palermitano, è stato rinviato a giudizio per tentata concussione ed è sotto processo assieme a un altro “impresentabile”, l’assessore regionale siciliano Marco Falcone (esponente di FI). Il processo ruota attorno alle pressioni che Milazzo, attraverso Falcone, avrebbe esercitato per far nominare il cognato Giuseppe Piazza nella segreteria dell’Istituto autonomo case popolari di Palermo. La prossima udienza è prevista per il 26 settembre. Falcone, in un altro procedimento sullo scandalo di Interporti siciliani, è sotto accusa per induzione indebita a dare e promettere utilità.
I guai, invece, per Milazzo non si fermano qui. L’eurodeputato di FdI ha nel suo staff a Bruxelles l’ex assessore comunale ai servizi sociali di Paternò Carmelo Frisenna, condannato nel 2010 a 5 anni di carcere per mafia, dopo l'arresto nel 2008. Un particolare che non ha inciso sulla dichiarazione di “impresentabilità” di Milazzo. Ma la presidenza della commissione antimafia, ieri, ha deciso comunque di approfondire la vicenda.
Nella lista degli “impresentabili” c’è anche il presidente del consiglio regionale della toscana Antonio Mazzeo, eletto nel Pd e sotto processo per bancarotta fraudolenta.
Forza Italia ha il numero maggiore di candidati con guai giudiziari ritenuti gravi, tre su sette: sono Falcone, Angelo Antonio D’Agostino e Luigi Grillo. FdI è a quota due: Milazzo e Alberico Gambino. I dem (Mazzeo) ne hanno uno come Stati uniti d’Europa, che vede Filomena Greco fra i candidati nel mirino.
L’elenco è stato reso noto dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, nel corso della seduta che ha preceduto l'audizione del procuratore di Genova Nicola Piacente. Gli elenchi dei candidati sono stati trasmessi il 7 maggio scorso alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo: la rilevazione ha interessato 817 nominativi. Poi una scrematura a venti nomi, scesi a nove con l’esclusione di chi non ha un rinvio a giudizio o ha patteggiato una condanna. Il rito degli “impresentabili”, puntualmente, ha suscitato polemiche. Diversi rappresentanti del Pd, ma anche del centrodestra, difendono Mazzeo, che è finito nella lista perché nel 2012, per sei mesi, ha fatto parte del Cda del quotidiano “L’Unità”. E un dirigente di FdI, il viceministro Edmondo Cirielli, mette nel mirino il codice di autodisciplina dei partiti applicato dalla commissione guidata dalla collega Colosimo: “E’ contrario alla Costituzione”, scandisce Cirielli per difendere Gambino, ex sindaco di Pagani, che è stato assolto dall’accusa di camorra. Ma è rimasto impigliato nelle maglie degli “impresentabili” perché ha fatto parte di una giunta comunale sciolta per mafia. Per tutti resta uno stigma, senza alcun obbligo di dimettersi. Una valutazione di natura etica viene lasciata agli interessati (che non si tirano indietro) e, ovviamente, agli elettori.
Angelo Antonio D'Agostino lista 'Forza Italia-Noi Moderati Ppe'
Colosimo ha poi spiegato per quali motivi le sette candidature risultano in violazione del codice di autoregolamentazione. Come ha riferito la presidente, nei confronti di Angelo Antonio D'Agostino, candidato al parlamento europeo per la lista 'Forza Italia Noi Moderati Ppe' Circoscrizione Italia meridionale "risulta emesso in data 25 marzo 2016 il decreto del gup presso il Tribunale di Roma che dispone il giudizio per il reato di cui agli articoli 319 e 321 del codice penale (corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio), e la prossima udienza dibattimentale innanzi alla II sezione penale del Tribunale di Roma è fissata al 26 giugno 2024".
Marco Falcone lista 'Forza Italia Noi Moderati Ppe'
Nei confronti di Marco Falcone, candidato per la lista 'Forza Italia Noi Moderati Ppe' Circoscrizione Italia insulare, "nel luglio 2023, è stato disposto il rinvio a giudizio per il reato di cui all'articolo 81, 110, 117, 319-quater del codice penale (induzione indebita a dare e promettere utilità) - ha spiegato Colosimo - È in corso il giudizio di primo grado, davanti al Tribunale di Palermo, con prossima udienza fissata al 26 settembre 2024". Per lo stesso candidato "in data 22 dicembre 2020, è stato inoltre disposto il rinvio a giudizio per il reato di cui agli articoli 56, 81, 110, 317 del codice penale (tentata concussione). È in corso il giudizio di primo grado, davanti al Tribunale di Catania, con prossima udienza fissata al 28 maggio 2024", ha sottolineato Colosimo.
Alberico Gambino per FdI
Quanto ad Alberico Gambino, candidato per FdI nella Circoscrizione Italia meridionale, "con ordinanza dell'1 ottobre 2019 il Tribunale di Nocera Inferiore - ha spiegato Colosimo - ha dichiarato la decadenza del predetto candidato dalla carica di sindaco del comune di Pagani, essendo divenuta definitiva la sentenza con la quale era stata dichiarata la temporanea incandidabilità di Gambino, quale amministratore che ha dato causa allo scioglimento del consiglio comunale di Pagani, disposto con dpr del 26 luglio 2011, ex articolo 143 comma 1, Tuel", ha spiegato Colosimo, risultando "in violazione dell'articolo 1, comma 2, lettera c) del codice di autoregolamentazione".
Filomena Greco per la lista 'Stati Uniti di Europa
Nei confronti della candidata "Filomena Greco, per la lista 'Stati Uniti di Europa' nella circoscrizione Italia meridionale", ha sottolineato Colosimo, "in data 9 gennaio 2024, è stato disposto il rinvio a giudizio per i reati di cui agli articoli 81, 110, 353-bis del codice penale (turbata libertà del procedimento di scelta del contraente) ed è in corso il giudizio di primo grado, davanti al Tribunale di Castrovillari, con prossima udienza fissata al 21 giugno 2024".
Luigi Grillo lista 'Forza Italia Noi Moderati Ppe'
Riguardo alla candidatura di "Luigi Grillo, candidato al parlamento europeo per la lista 'Forza Italia Noi Moderati Ppe' Circoscrizione Italia nord-occidentale", ha aggiunto Colosimo, "dal certificato del casellario giudiziale risulta emessa dal gip del Tribunale di Milano sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti del 27 novembre 2014, irrevocabile il 19 dicembre 2014, con condanna alla pena di 2 anni e mesi 8 di reclusione, e con la pena accessoria dell'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per 5 anni, per i reati di cui agli articoli: 416, commi 1, 2 e 3, codice penale, (associazione per delinquere), commesso dal settembre al 2012 e fino al maggio 2014; 110, 353, 353-bis, codice penale, (turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente), commesso fino al marzo 2014; 110, 319, 321, 353-bis codice penale (corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente), commesso dall'ottobre 2013 e fino al marzo 2014; 110, 81, comma 2, 353, commi 1 e 2, 353-bis codice penale (turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente), commesso dal settembre 2012 e fino al febbraio 2014; 110, 319, 321 codice penale (corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio), commesso dall'ottobre 2012 e fino al marzo 2014; 110, 81, comma 2, 326, commi 1 e 3, codice penale (utilizzazione di segreti d'ufficio), commesso dall'ottobre 2012 e fino al marzo 2014".
Antonio Mazzeo per la lista Partito Democratico
In violazione del codice di autoregolamentazione risulta anche, ha sottolineato Colosimo, "la candidatura di Antonio Mazzeo, candidato per la lista Partito Democratico nella circoscrizione Italia centrale". Nei suoi confronti, ha spiegato, "in data 5 settembre 2022, risulta emesso dal gup presso il Tribunale di Roma il decreto che dispone il giudizio per il reato di cui agli articoli 216, 219, 223 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (bancarotta fraudolenta) e la prossima udienza dibattimentale innanzi alla II sezione penale del Tribunale di Roma è fissata al 4 luglio 2024".
Giuseppe Milazzo per la lista 'Fratelli d'Italia'
C'è poi, ha concluso Colosimo, la "candidatura di Giuseppe Milazzo, candidato al Parlamento europeo per la lista 'Fratelli d'Italia' Circoscrizione Italia insulare" e nei suoi confronti, ha sottolineato, "in data 22 dicembre 2020, è stato disposto il rinvio a giudizio per il reato di cui agli articoli 56, 81, 110, 317 del codice penale (tentata concussione) ed è in corso il giudizio di primo grado, davanti al Tribunale di Palermo, con prossima udienza fissata al 26 settembre 2024".