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Gozi: “Solo l’attuale assetto può garantire un futuro alla Ue. Meloni è abituata a mentire”

Sandro Gozi 

 
Lo spitzenkandidat di Renew: “Nel 2019 il Pis votò per Von der Leyen e rimase all’opposizione, Meloni farà lo stesso”
2 minuti di lettura

«Capisco che in campagna elettorale si possa sognare e anche che Giorgia Meloni non possa smettere di mentire, visto che è un’abitudine compulsiva, però stavolta siamo oltre la propaganda: in Europa non c’è alcun margine per una maggioranza diversa dall’attuale», sbotta Sandro Gozi, uno dei tre spitzenkandidaten del gruppo macroniano Renew, scelto dal Partito democratico europeo di cui è segretario generale.

La premier è convinta si possa virare la Commissione a destra. Perché per lei è impossibile?

«Perché non ci sono i numeri. In nessun caso. Si tratta dell’ennesima bugia di una premier abituata a raccontarle. D’altronde la sua stessa candidatura è un inganno, dal momento che corre in tutte e cinque le circoscrizioni ma non metterà mai piede al Parlamento europeo».

«Capisco che in campagna elettorale si possa sognare e anche che Giorgia Meloni non possa smettere di mentire, visto che è un’abitudine compulsiva, però stavolta siamo oltre la propaganda: in Europa non c’è alcun margine per una maggioranza diversa dall’attuale», sbotta Sandro Gozi, uno dei tre spitzenkandidaten del gruppo macroniano Renew, scelto dal Partito democratico europeo di cui è segretario generale.

La premier è convinta si possa virare la Commissione a destra. Perché per lei è impossibile?

«Perché non ci sono i numeri. In nessun caso. Si tratta dell’ennesima bugia di una premier abituata a raccontarle. D’altronde la sua stessa candidatura è un inganno, dal momento che corre in tutte e cinque le circoscrizioni ma non metterà mai piede al Parlamento europeo».

Il Ppe non potrebbe rompere con i socialisti e sostituirli con Ecr e Id?

«Questo ritornello ripetuto da Meloni, Salvini e Tajani, ossia che l’Europa è una grande Italia, che a Strasburgo si può replicare il governo tricolore, non è credibile. Per due ragioni. Primo: oggi, stando ai sondaggi, se anche volessero, Ppe, Id e Ecr non avrebbero la maggioranza necessaria. Secondo, è vero che dentro il Ppe c’è Tajani che, andato a rimorchio dell’estrema destra a Roma, vorrebbe rifarlo in Europa, e c’è pure Weber che si è mosso un po’ a zig zag, però dubito che un leader come Donald Tusk voglia allearsi con il Pis di Morawiecki appena battuto alle elezioni in Polonia».

Ma se ci fosse un exploit delle destre Renew che farebbe?

«Noi restiamo convinti che l’unica alleanza possibile per governare la Ue sia quella fra Renew, Ppe e socialisti: solo così si può continuare a rafforzare l’Europa contro chi vorrebbe distruggerla. Quindi sta ai popolari decidere se vogliono proseguire il cammino virtuoso intrapreso cinque anni fa, oppure mettersi al traino degli estremisti di destra che hanno ormai sostituito la destra conservatrice. Per noi Meloni, Vox e Zemmour che stanno in Ecr non sono diversi da Salvini, Le Pen e Democratici svedesi che sono in Id».

Von der Leyen però ha aperto a Meloni...

«Deve essere chiaro che ogni passo che Von der Leyen fa verso Meloni ed Ecr è un passo che l’allontana da noi perché Renew un’intesa con Meloni non la farà mai. Tajani dice il falso quando sostiene il contrario, che noi saremmo pronti a parlare con la premier italiana. Credo che dovrebbe smetterla».

Eppure almeno sull’atlantismo e le posizioni pro-Ucraina Renew non è così distante dalla leader di Ecr.

«La premier italiana è passata da “Putin grande leader europeo” scritto nella sua autobiografia al sostegno incondizionato a Zelensky: ha cioè firmato una polizza di assicurazione sulla vita con Washington. Ma siamo sicuri che non sarebbe pronta a un nuovo dietrofront se Trump tornasse alla Casa Bianca?».

Meloni ha detto che non voterà mai una Commissione Ue di centrosinistra. Ma può esimersi, da capo di un governo del G7?

«Nel 2019 il Pis votò per Von der Leyen alla presidenza, rimanendo fuori dalla maggioranza. Credo che lei farà lo stesso».

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