Meloni trasforma l’inaugurazione di Caivano in uno sgambetto a De Luca: “Ecco la stronza. Qui per una passeggiata? Porto risultati”
dal nostro inviato Tommaso CiriacoCAIVANO – Alla fine si capirà che era tutto pianificato. “Presidente De Luca, la stronza della Meloni!’’. La premier stringe la mano al governatore della Campania così, ricordandogli come il dem l’aveva apostrofata alcuni mesi fa. Il video sarà rilanciato al termine della visita dal sito ufficiale di Atreju. Tutto questo però si saprà a un’ora dalla fine dell’evento.
È una mattinata che contiene molto: metri quadrati di terreno strappati al degrado, Esopo, l’impegno civile contro la camorra, sacerdoti di periferia, rane e scorpioni, governatori e prefetti, presidenti del Consiglio e spot elettorali. C’è tutto, nella missione di Giorgia Meloni nel cuore del Parco Verde di Caivano, periferia napoletana che arranca e soffre. La premier arriva per inaugurare …
CAIVANO – Alla fine si capirà che era tutto pianificato. “Presidente De Luca, la stronza della Meloni!’’. La premier stringe la mano al governatore della Campania così, ricordandogli come il dem l’aveva apostrofata alcuni mesi fa. Il video sarà rilanciato al termine della visita dal sito ufficiale di Atreju. Tutto questo però si saprà a un’ora dalla fine dell’evento.
È una mattinata che contiene molto: metri quadrati di terreno strappati al degrado, Esopo, l’impegno civile contro la camorra, sacerdoti di periferia, rane e scorpioni, governatori e prefetti, presidenti del Consiglio e spot elettorali. C’è tutto, nella missione di Giorgia Meloni nel cuore del Parco Verde di Caivano, periferia napoletana che arranca e soffre. La premier arriva per inaugurare il nuovo centro sportivo e culturale, riqualificato assieme a Sport e Salute. È un piccolo miracolo, a vederlo da fuori: ovunque abbandono, dentro un’oasi verde. Di certo una prova di forza del governo decisa dopo lo stupro di due quattordicenni a pochi passi da qui. Fu lo stimolo per il decreto Caivano e per una promessa: strapperemo questa terra e questo parco alla droga e alla criminalità. Nove mesi dopo - ovviamente a dieci giorni dalle elezioni, che non guasta - Meloni inaugura il parco Pino Daniele, circondata da giovani sportivi arrivati direttamente da una palestra di Fuorigrotta.
Ci sono tutti, a partire da don Patriciello, che esalta l’azione e l’attenzione di Meloni, leggendo gli sms con cui lanciò il grido d’allarme. Lo ascoltano anche i ministri Piantedosi e Abodi, a rappresentare il governo per il Viminale e lo Sport. Poi interviene Meloni.
A tre minuti dalla conclusione del suo discorso, tutto sembra perfetto. La premier racconta della commozione, della promessa rispettata, del messaggio di legalità. Tutto vero, anche se di Caivano ne esistono a centinaia e non sembra invece esistere un piano organico di riqualificazione per quelle aree. Una goccia nel mare, Caivano: ma una goccia che è comunque un simbolo. “ un modello che ripeteremo, questa è solo una tappa’’, promette la presidente del Consiglio. Poi però succede qualcosa. In platea c’è anche il governatore Vincenzo De Luca, che da un anno si scontra in ogni occasione con Meloni. La premier neanche lo guarda. Ma a un certo punto decide di complicare tutto, rompendo il clima di unità di un evento istituzionale al quale presenziano tutte le autorità politiche, religiose e delle forze dell’ordine. "Lo dico senza alcuna polemica…”. Pausa. “Dico al governatore della Campania, che ieri ha parlato di passeggiata del governo qui a Caivano: se tutte le passeggiate hanno questi risultati, continueremo a passeggiare”.
C’è una sproporzione tra la commozione e questa polemica. È come un fulmine inatteso, che stona con la giornata, a tratti anche toccante per la presenza di giovani e il senso di riscatto. È però uno spartito che Meloni ama e sceglie, divisivo e forse anche utile, impegnata com’è in campagna elettorale. La platea è divisa, non tutti applaudono. Lo fa don Patriciello, apertamente, che era stato aspramente criticato da De Luca. E lo fa Abodi, che siede accanto al governatore.
Il diretto interessato resta immobile, testa piegata su un lato. Al termine, loderà l’inaugurazione del centro e dirà ai cronisti: “Parlavo di una passeggiata al molo Beverello”. Poi aggiunge: “Il governo deve stare sereno”. Uno spot a ridosso delle elezioni, gli chiedono: “Una pura casualità…”.
Qualcosa si è rotto. Conveniva a Meloni gettare benzina su una giornata che era funzionata a perfezione, rischiando di rovinare tutto? Lo chiediamo direttamente a De Luca, che sorride: “Lasciamo perdere, va…”. Forse pensa alla favola della rana e dello scorpione, che la tradizione attribuisce - con qualche incertezza - ad Esopo.