Ad Haiti bambini bloccati dopo l’adozione, il cavillo diplomatico che complica il caso
di Matteo PucciarelliQuando la burocrazia pone cavilli, allora forse manca la volontà politica. Il caso raccontato da Repubblica dei bambini italiani bloccati ad Haiti, dove infuriano le violenze, si arricchisce di un nuovo rompicapo che ne mette a repentaglio il ritorno nel nostro Paese. L'ambasciatore italiano della Repubblica Dominicana pretende infatti che il console di Haiti identifichi personalmente i bambini in questione, altrimenti non consegnerà i documenti utili alla partenza. Non basta insomma una identificazione via Skype alla presenza della direttrice degli orfanotrofi che può garantire quindi chi sono. Il paradosso è che a sua volta il console chiede che siano i bambini a raggiungerlo. Questo mentre fuori la situazione è nota: bande di ribelli che terrorizzano gli abitanti e che solo tre giorni fa hanno ucciso tre volontari proprio negli orfanotrofi.
Quando la burocrazia pone cavilli, allora forse manca la volontà politica. Il caso raccontato da Repubblica dei bambini italiani bloccati ad Haiti, dove infuriano le violenze, si arricchisce di un nuovo rompicapo che ne mette a repentaglio il ritorno nel nostro Paese. L'ambasciatore italiano della Repubblica Dominicana pretende infatti che il console di Haiti identifichi personalmente i bambini in questione, altrimenti non consegnerà i documenti utili alla partenza. Non basta insomma una identificazione via Skype alla presenza della direttrice degli orfanotrofi che può garantire quindi chi sono. Il paradosso è che a sua volta il console chiede che siano i bambini a raggiungerlo. Questo mentre fuori la situazione è nota: bande di ribelli che terrorizzano gli abitanti e che solo tre giorni fa hanno ucciso tre volontari proprio negli orfanotrofi.
L'impasse riguarda cinque bambini dai 4 ai 10 anni, bambini italiani a tutti gli effetti in quanto legalmente adottati tra fine 2023 e inizio 2024 da quattro coppie del nostro Paese (tre venete e una di Milano). Gli Stati Uniti e il Canada hanno evacuato i bambini nelle condizioni simili ai nostri con un volo diplomatico, la Germania lo ha fatto con un volo europeo. L'Italia invece era impegnata in altro, forse a organizzare un volo dell'aeronautica per gli Stati Uniti per riprendersi un condannato all'ergastolo, Chico Forti, accolto come un eroe da Giorgia Meloni.
Ora che finalmente sono arrivati i visti per far uscire i bambini da Haiti, e richiesti dalle famiglie da settimane al ministero degli Esteri, ecco il cavillo posto dal diplomatico, Stefano Queirolo Palmas. «Così siamo bloccati e non possiamo far uscire i nostri figli», è sconsolata Silvia Giraldi, una delle madri. «Le autorità italiane, in particolare la Farnesina, hanno il dovere di intervenire e risolvere questo stallo che si protrae da troppi mesi - dice Alessandra Moretti, eurodeputata del Pd che si sta occupando della vicenda - I bambini sono italiani e vanno tutelati a maggior ragione. Deve essere predisposto dalle nostre autorità il trasporto in sicurezza affinché possano riabbracciare i loro genitori. La burocrazia e le formalità stanno mettendo in pericolo la vita di queste creature che hanno tutto il diritto di arrivare in Italia».