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Al Twiga di Forte dei Marmi per riprendersi la spiaggia, la proposta di legge di Bonelli e Fratoianni

Avs vuole la riduzione del 70 per cento delle attuali concessioni con conseguenze drastica riduzione delle spiagge oggi affidate ai privati; l’aumento del 300 per cento dei canoni e l’avvio immediato delle nuove gare
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ROMA – La riduzione del 70 per cento delle attuali concessioni con conseguenze drastica riduzione delle spiagge oggi affidate ai privati. L’aumento del 300 per cento dei canoni e l’avvio immediato delle nuove gare. Sono i punti fondamentali di un disegno di legge che sarà presentato alla Camera da Alleanza verdi e sinistra, primi firmatari Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che proprio stamattina saranno davanti al Twiga di Forte dei Marmi per l’iniziativa “Presa della Spiaggia”.

“Mettiamo fine a questo spreco che danneggia due volte i cittadini, che non possono accedere liberamente al mare e vedono lo Stato incassare canoni irrisori a fronte di fatturati milionari”, dicono da Avs. L’Italia rischia una procedura di infrazione per non aver applicato la direttiva Ue che obbliga a gare pubbliche per dare la concessione ai lidi. Il Consiglio di Stato recentemente con diverse sentenze ha bocciato la legge Meloni che ha prorogato le vecchie concessioni fino a dicembre e inviato a Bruxelles…

ROMA – La riduzione del 70 per cento delle attuali concessioni con conseguenze drastica riduzione delle spiagge oggi affidate ai privati. L’aumento del 300 per cento dei canoni e l’avvio immediato delle nuove gare. Sono i punti fondamentali di un disegno di legge che sarà presentato alla Camera da Alleanza verdi e sinistra, primi firmatari Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che proprio stamattina saranno davanti al Twiga di Forte dei Marmi per l’iniziativa “Presa della Spiaggia”.

“Mettiamo fine a questo spreco che danneggia due volte i cittadini, che non possono accedere liberamente al mare e vedono lo Stato incassare canoni irrisori a fronte di fatturati milionari”, dicono da Avs. L’Italia rischia una procedura di infrazione per non aver applicato la direttiva Ue che obbliga a gare pubbliche per dare la concessione ai lidi. Il Consiglio di Stato recentemente con diverse sentenze ha bocciato la legge Meloni che ha prorogato le vecchie concessioni fino a dicembre e inviato a Bruxelles un dossier sostenendo che in Italia vi sono tantissime spiagge libere. Adesso Fratelli d’Italia vuole appellarsi alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzione contro il Consiglio di Stato.

Oggi dalle 12 mila concessioni lo Stato incassa circa 100 milioni di auro all’anno, a fronte di incassi molto elevati per i privati, intorno ai 9 miliardi di euro. Solo per fare un esempio: “Il Twiga di Flavio Briatore a fronte di un canone di 21 mila euro fattura circa 8 milioni”, dice Bonelli. Il ddl di Avs prevede innanzitutto un taglio delle concessioni: ”Allo scopo di garantire sulle aree demaniali marittime l’adeguato equilibrio tra modalità concessoria e la libera, generalizzata e gratuita fruizione, una quota non inferiore al 70 per cento della spiaggia ricompresa nel territorio di ogni singolo comune costiero in zone di balneazione consentita è inderogabilmente riservata al pubblico e gratuito uso”, si legge nel testo che sarà presentato in Parlamento. E comunque l’accesso sarà sempre garantito ai liberi bagnanti: “Nelle spiagge in concessione è sempre garantito il libero e gratuito accesso anche ai fini della balneazione e per il raggiungimento della battigia”.

“Le spiagge italiane sono le più privatizzate e cementificate d’Europa – dice Bonelli - sulle spiagge si sono realizzati e consolidati privilegi inaccettabili negli anni. Canoni così bassi da rasentare il ridicolo. Un principe qatariota ha una concessione demaniale in Sardegna per la spiaggia dell’hotel super lusso Cala Volpe e paga 10 mila euro anno. Con la nostra legge sanciamo che le spiagge sono beni comuni inalienabili dello Stato e che le regioni hanno l’obbligo di mantenere libere da ogni attrezzatura il 70% delle spiagge italiane. Anche in Francia è così noi vogliamo difendere le spiagge dalla privatizzazione considerato che il governo vuole invece dare ai privati le ultime spiagge rimaste libere e per raggiungere questo scopo e aggirare la direttiva Bolkestein in una relazione tecnica di palazzo Chigi ha allungato le coste italiane di 3 mila km portandole da 8.000 a 11.000 km”. Aggiunge Fratoianni: “Vogliamo liberare il mare per restituirlo ai cittadini e alle cittadine che oggi se lo vedono troppe volte negato. Un bene comune che i costi altissimi hanno trasformato in un privilegio”.

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