✕

Carriere separate, i magistrati si mobilitano: l’opinione pubblica va coinvolta. La maggioranza li attacca, Sisto (FI): “Non avete la rappresentanza del popolo”

Il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto

 
A Radioanch’io scontro a distanza tra il segretario generale dell’Anm Casciaro e il deputato di Forza Italia patron della separazione delle carriere. Che insiste: “Tutti devono rispettare il Parlamento e le sue decisioni”. Il 15 giugno l’assemblea generale delle toghe da cui partirà il primo annuncio dello sciopero
2 minuti di lettura

ROMA - A distanza, eccoci al primo scontro tra il governo e l’Anm sulla separazione delle carriere. Dice il segretario generale dell’Anm Giuseppe Casciaro: “Anche l’opinione pubblica deve conoscere le conseguenze di una riforma come questa”. E di rimando il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto: “All’amico Casciaro dico che il dissenso è il sale della democrazia, ma tutti devono rispettare il Parlamento e le sue decisioni”. E poi quel “mi preoccupa molto quando gli sento dire che vogliono interessare la pubblica opinione, perché i magistrati non hanno la rappresentanza del popolo italiano”. E ripete: “È il Parlamento che per Costituzione lo rappresenta”. Se non è un altolà, poco ci manca.

Va in onda a Radio anch’io, la trasmissione radiofonica di Giorgio Zanchini che alle 7 e trenta di questa mattina ha affrontato a più voci il tema del giorno, lo scontro sulla giustizia tra governo e toghe. Da una parte c’è il segretario generale dell’Anm Salvatore Casciaro, toga di Magi…

ROMA - A distanza, eccoci al primo scontro tra il governo e l’Anm sulla separazione delle carriere. Dice il segretario generale dell’Anm Giuseppe Casciaro: “Anche l’opinione pubblica deve conoscere le conseguenze di una riforma come questa”. E di rimando il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto: “All’amico Casciaro dico che il dissenso è il sale della democrazia, ma tutti devono rispettare il Parlamento e le sue decisioni”. E poi quel “mi preoccupa molto quando gli sento dire che vogliono interessare la pubblica opinione, perché i magistrati non hanno la rappresentanza del popolo italiano”. E ripete: “È il Parlamento che per Costituzione lo rappresenta”. Se non è un altolà, poco ci manca.

Va in onda a Radio anch’io, la trasmissione radiofonica di Giorgio Zanchini che alle 7 e trenta di questa mattina ha affrontato a più voci il tema del giorno, lo scontro sulla giustizia tra governo e toghe. Da una parte c’è il segretario generale dell’Anm Salvatore Casciaro, toga di Magistratura indipendente. Dall’altra il berlusconiano Francesco Paolo Sisto, che ci tiene subito a sottolineare di essere “un avvocato, e anche di una certa esperienza”. Il tema, ovviamente, è lo sciopero dei magistrati contro la separazione delle carriere appena annunciata dopo il consiglio dei ministri. E la prima risposta delle toghe - la convocazione per sabato 15 giugno del Comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati - preannunciata dal presidente Giuseppe Santalucia nell’intervista a Repubblica si materializza subito già oggi con la convocazione dei partecipanti appena partita da piazza Cavour dove, nel “palazzaccio”, ha sede l’Anm.

Casciaro da una parte e Sisto dall’altra - senza parlarsi direttamente - espongono la loro tesi. Casciaro contro la separazione, “un mostro giuridico”. Sisto entusiasta perché si realizza lo storico sogno di Berlusconi, lo stop ai “giudici che vanno col cappello in mano dai pm”. E siamo al clou, cosa farà l’Anm contro la riforma. Dice testualmente Casciaro: “Lo sciopero? Lo deciderà il Comitato direttivo centrale, convocato per il 15 giugno, in cui si discuterà anche delle iniziative di protesta e di mobilitazione”. E poi prosegue: “Anche l’opinione pubblica, che ben conosce come la magistratura garantisce le sue libertà anche nei confronti poterei forti, deve conoscere le conseguenze di una riforma come questa”. E conclude così: “Il Parlamento è sovrano, ma il dibattito pubblico è il sale della democrazia”.

Un paio d’ore dopo la stessa Anm fa partire la convocazione ufficiale del cosiddetto “parlamentino” per il 15 giugno, un sabato mattina che si preannuncia caldissimo.

Ma ecco che a Radio Anch’io Zanchini dà la parola a Sisto. Protagonista, negli ultimi due giorni, della maratona per illustrare ai suoi stessi colleghi di partito, tra Camera e Senato, il testo della riforma. Ha mostrato le tre pagine - diventate cinque alla fine tra il frontespizio e l’ultimo foglio - poi giunte, pur con le modifiche imposte dal colloquio al Colle, a palazzo Chigi.

Ed eccoci a Sisto, cui Zanchini chiede di replicare a Casciaro. Attenzione, i due invitati alla trasmissione non dibattono direttamente tra di loro. Sisto mette subito i puntini sulle “i”: “Mi preoccupa molto quando sento Casciaro dire che vogliono interessare la pubblica opinione”. E poi, durissimo: “I magistrati non hanno la rappresentanza del popolo italiano, è il Parlamento che per Costituzione lo rappresenta”. Poi insiste ancora: “Il dissenso è il sale della democrazia, ma tutti devono rispettare il Parlamento e le sue decisioni”. E conclude. “Se ci sarà il referendum saranno i cittadini a decidere”.

Due ore dopo, da piazza Cavour, parte la convocazione per il Cdc di sabato 15. Lì si discuterà la linea dell’Anm. Sono tutti contro la riforma, tranne Articolo 101, che non fa parte del governo del sindacato dei giudici, e che da sempre è favorevole al sorteggio, ma non alla separazione delle carriere. Inutile attendersi una convocazione ad horas dello sciopero, che, se deciso, deve rispettare le regole della stessa Anm. Prima un’assemblea generale degli iscritti, che non si potrà tenere prima di luglio, e poi in quella sede il via libera allo sciopero. Che è facile prevedere, in tempo di ferie, potrà essere programmato per settembre. Nel frattempo si vedrà se il Parlamento adotterà la linea “speedy” sulla separazione.

Leggi i commenti