Europee, croce sul simbolo del partito o preferenza al candidato. Ecco come si vota, la guida completa
di Gabriele BartoloniL’8 e il 9 giugno si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, unica istituzione comunitaria direttamente eletta dai cittadini dei 27 Paesi dell’Unione. Con il cambio di legislatura gli eletti passeranno dagli attuali 705 a 720, per effetto della riforma che ha adeguato il numero dei parlamentari ai cambiamenti demografici degli ultimi anni. All’Italia spettano 76 seggi, ripartiti in 5 circoscrizioni: 20 al Nordovest, 15 al Nordest, 15 al Centro, 18 al Sud e 8 nelle Isole. La legge elettorale prevede un sistema proporzionale con le preferenze e uno sbarramento al 4 per cento. Ecco come funziona.
Come si vota
All’elettore verrà consegnata un'unica scheda con i simboli delle liste contenuti in piccoli riquadri. Per votare è necessario barrare il contrassegno del partito o il riquadro. In aggiunta, è possibile esprimere fino a tre preferenze corrispondenti ai nomi delle persone che i singoli partiti hanno deciso di candidare a seconda della circoscrizione. Fondamenta…
L’8 e il 9 giugno si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, unica istituzione comunitaria direttamente eletta dai cittadini dei 27 Paesi dell’Unione. Con il cambio di legislatura gli eletti passeranno dagli attuali 705 a 720, per effetto della riforma che ha adeguato il numero dei parlamentari ai cambiamenti demografici degli ultimi anni. All’Italia spettano 76 seggi, ripartiti in 5 circoscrizioni: 20 al Nordovest, 15 al Nordest, 15 al Centro, 18 al Sud e 8 nelle Isole. La legge elettorale prevede un sistema proporzionale con le preferenze e uno sbarramento al 4 per cento. Ecco come funziona.
Come si vota
All’elettore verrà consegnata un'unica scheda con i simboli delle liste contenuti in piccoli riquadri. Per votare è necessario barrare il contrassegno del partito o il riquadro. In aggiunta, è possibile esprimere fino a tre preferenze corrispondenti ai nomi delle persone che i singoli partiti hanno deciso di candidare a seconda della circoscrizione. Fondamentale, se si vogliono esprimere due o tre preferenze, è rispettare l'alternanza di genere. Nel primo caso basterà scrivere vicino al simbolo il cognome di un candidato uomo e di una candidata donna. L’ordine è indifferente, ma è necessario che siano di sesso diverso, pena l'annullamento della seconda preferenza. Nel secondo caso (3 preferenze) l'importante è che almeno un candidato sia di sesso diverso rispetto a quello degli altri due, pena l’annullamento della seconda e delle terza preferenza.
Nomi, cognomi e soprannomi
Per esprimere la preferenza è necessario scrivere accanto al simbolo nome e cognome, solo il cognome o il termine con cui il candidato è comunemente noto. Quest’ultimo deve essere specificato nella lista dei candidati attraverso le diciture “detto” o “detta” poste accanto al nome e al cognome del candidato in questione e presente nell’elenco dei candidati di ogni partito.
Preferenza, perché è importante
Come scritto sopra, l'elettore può benissimo limitarsi a barrare il simbolo del partito che è intenzionato a votare. Così facendo aiuterà la lista in questione ad ottenere più seggi e - nel caso dei partiti in bilico - a superare la soglia di sbarramento (4 per cento). Tuttavia se si vuole contribuire a far eleggere un determinato candidato è necessario esprimere almeno una preferenza. La posizione in lista, infatti, non influisce sulla probabilità di essere eletti: i capilista, o i candidati posti in alto, benché godano di maggiore visibilità, hanno le stesse chance di essere eletti di chi è posizionato in fondo. Le preferenze di chi dovesse rinunciare al proprio seggio a Strasburgo (è il caso dei leader di partito che hanno deciso di candidarsi) verranno ripartite tra chi ha ottenuto più preferenze tra i non eletti. Stesso discorso vale per chi, eletto in più circoscrizioni, sarà chiamato a scegliere in quale circoscrizione far scattare il seggio.
Un sistema proporzionale
Le norme comunitarie stabiliscono che tutti i Paesi membri debbano adottare un sistema di tipo proporzionale: la percentuale dei voti ottenuta da un determinato partito viene tradotta - proporzionalmente, appunto - in termini di seggi. Se la lista X, dunque, ottiene il 15 percento delle preferenze otterrà più o meno il 15 per cento dei 76 seggi spettanti all’Italia. Ai singoli Stati membri viene data più discrezionalità sulla soglia minima da ottenere da ciascun partito per poter partecipare alla distribuzione dei seggi. In Italia questa soglia, detta “di sbarramento”, è fissata al 4 percento al livello nazionale.