Separazione delle carriere, ecco cosa cambia: per pm e giudici binari distinti, anche il Csm si sdoppia e si nomina per sorteggio
di Liana MilellaVia libera in Consiglio dei ministri alla riforma della magistratura che separa le carriere di pm e giudici. Ecco cosa prevede il disegno di legge costituzionale.
Il ddl costituzionale
Quattro pagine. Otto articoli. Firmati dal Guardasigilli Nordio e dalla premier Meloni. Con questo titolo: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.Nella parte bassa della pagina l’indicazione della “Bozza ore 13.00”. L’ultima di molte bozze che in queste settimane si sono sovrapposte.
Due carriere separate
Cambia l’assetto della Costituzione e cambia soprattutto l’articolo 104. La magistratura resta “un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”. Sarà composto “dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente”. Giudici e pm, come ha sempre chiesto Berlusconi, avranno due vite professionali distinte e mai intercambiabili.
Via libera in Consiglio dei ministri alla riforma della magistratura che separa le carriere di pm e giudici. Ecco cosa prevede il disegno di legge costituzionale.
Il ddl costituzionale
Quattro pagine. Otto articoli. Firmati dal Guardasigilli Nordio e dalla premier Meloni. Con questo titolo: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.Nella parte bassa della pagina l’indicazione della “Bozza ore 13.00”. L’ultima di molte bozze che in queste settimane si sono sovrapposte.
Due carriere separate
Cambia l’assetto della Costituzione e cambia soprattutto l’articolo 104. La magistratura resta “un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”. Sarà composto “dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente”. Giudici e pm, come ha sempre chiesto Berlusconi, avranno due vite professionali distinte e mai intercambiabili.
I due futuri Csm
Nel terzo articolo del ddl costituzionale c’è un’altra modifica radicale. L’attuale Consiglio superiore della magistratura, che esiste dal 1956, diventa doppio. Uno per i giudici. E l’altro per i pm. Per numeri e composizione saranno fotocopie. Costi raddoppiati ovviamente. Ma un solo presidente, il capo dello Stato. Una diversa soluzione avrebbe depotenziato gli stessi Csm. Di cui faranno parte anche il primo presidente della Cassazione e il procuratore generale della Suprema corte. Che però faranno un lavoro doppio.
Il sorteggio
Anche se in forme diverse, l’estrazione a sorte varrà sia per i togati, sia per i laici. Per questi ultimi però nella bozza votata a palazzo Chigi fa di nuovo capolino il voto. Perché “mediante elezione” le Camere mettono assieme un elenco di professori e avvocati su cui solo dopo si estraggono a sorte i laici vincenti. Mentre per i togati il sorteggio resta “secco”. I due Csm “assegnano, trasferiscono, valutano la professionalità” di pm e giudici.
L’Alta corte disciplinare
Sarà un’Alta corte a occuparsi esclusivamente della “giurisdizione disciplinare”. Con 15 giudici, tre scelti dal capo dello Stato, tre estratti a sorte dal Parlamento da un elenco votato dalle Camere stesse, e ancora da 3 pm e 6 giudici, anche quelli a loro volta estratti a sorte. Il presidente sarà un laico tra quelli indicati dal Quirinale e dal Parlamento. Chi viene condannato potrà presentare ricorso ma sempre davanti alla stessa Alta corte. L’ipotesi di adire la Cassazione chiesta dal Quirinale ieri è saltata.
La legge ordinaria
L’ultimo articolo, l’ottavo, recita che il Parlamento dovrà scrivere le nuove leggi su Csm, ordinamento giudiziario e disciplinare “entro un anno dall’entrata in vigore della legge costituzionale”. Dunque prima dovrà concludersi tutto il percorso della legge costituzionale, con le quattro votazioni nelle Camere e, in assenza dei due terzi, con il successivo referendum. Solo “un anno dopo l’entrata in vigore” potranno essere scritte le legge attrattive. Un percorso lungo che potrebbe richiedere anni.