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Campo extra-largo, diritti e solidarietà: lo schema Perugia sogna la Vittoria

Vittoria Ferdinandi 
I Comuni al voto. Dal Pd al M5S, dai cattolici ai rossoverdi: il centrosinistra compatto su Ferdinandi. Dall’altra parte, la voracità di Meloni punta sull’assessora uscente Scoccia
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PERUGIA – Pomeriggio al quartiere popolare Ferro di cavallo, il signor Rolando Mattioli, 78 anni, barista con una certa passione politica («ero nel Pci e da bambino ho vissuto la Perugia contadina e solidale, quando i coltivatori si prestavano le giacche per le cerimonie e se uno si ammalava gli altri gli curavano la terra») è quasi sicuro: «Con lei torniamo a vincere, è una persona diversa, abbiamo ritrovato il senso e l’entusiasmo». Parla mentre un torpedone di militanti attraversa a piedi le strade di questa frazione, fermandosi a parlare con commercianti e cittadini. Un caseggiato casca a pezzi, le serrande al pian terreno sono chiuse, abbandonate da anni, la bocciofila è infestata dalle erbacce: a cosa serve chiudere il bilancio comunale con 5 milioni di disavanzo se poi ci sono posti così?

La “lei” che coinvolge Mattioli è Vittoria Ferdinandi, 37 anni, insignita Cavaliere al merito da Sergio Mattarella perché nel 2019 ha aperto nel centro storico un ristorante di successo dove l…

PERUGIA – Pomeriggio al quartiere popolare Ferro di cavallo, il signor Rolando Mattioli, 78 anni, barista con una certa passione politica («ero nel Pci e da bambino ho vissuto la Perugia contadina e solidale, quando i coltivatori si prestavano le giacche per le cerimonie e se uno si ammalava gli altri gli curavano la terra») è quasi sicuro: «Con lei torniamo a vincere, è una persona diversa, abbiamo ritrovato il senso e l’entusiasmo». Parla mentre un torpedone di militanti attraversa a piedi le strade di questa frazione, fermandosi a parlare con commercianti e cittadini. Un caseggiato casca a pezzi, le serrande al pian terreno sono chiuse, abbandonate da anni, la bocciofila è infestata dalle erbacce: a cosa serve chiudere il bilancio comunale con 5 milioni di disavanzo se poi ci sono posti così?

La “lei” che coinvolge Mattioli è Vittoria Ferdinandi, 37 anni, insignita Cavaliere al merito da Sergio Mattarella perché nel 2019 ha aperto nel centro storico un ristorante di successo dove lavorano persone con problemi psichici. Ora è riuscita in un altro miracolo: far sì che il campo largo diventasse sconfinato, dal Pd al M5S, da Azione a Rifondazione, dai cattolici a +Europa, dai socialisti ai rossoverdi. Il patto è stato uno: «Qui si parla di programmi e partecipazione, i vecchi metodi e accordi non entrano da quella porta», racconta Ferdinandi. Sul tavolinetto di fronte al divano di casa sua ha un libro di Aldo Capitini, il pioniere del pacifismo italiano, il perugino che si inventò la marcia fino ad Assisi. Ripete in continuazione parole come “inclusione”, “ascolto”, “giustizia sociale”, “confronto”, “dignità”, “diritti”. Il punto è che sembra crederci sul serio e la sua biografia sta lì a dimostrarlo. Vincesse, sarebbe la prima sindaca donna di Perugia.

Ma bisogna fare un passo indietro per raccontare tutta questa storia, tornare cioè al 2014. Perugia, una delle diverse città rosse considerate inespugnabili per decenni, viene invece conquistata dal centrodestra. Non se lo aspettava nessuno, è uno choc, la sinistra paga l’eccesso di tracotanza e un sistema di potere che, senza alternative, diventa per forze conservatore. Un’epoca finisce, e così Andrea Romizi di Forza Italia fa anche il bis nel 2019. Centrosinistra a pezzi, nel frattempo cade anche l’Umbria dopo gli scandali – poi si è rivelata più che altro una tempesta in un bicchier d’acqua – che avevano travolto Catiuscia Marini, la presidente del Pd; anche la non lontana Terni, vecchio cuore operaio, aveva ceduto alle sirene leghiste e dopo al qualunquismo con Stefano Bandecchi.

Ora rieccoci qui, nel presente. Ferdinandi dovrà vedersela con Margherita Scoccia, 45 anni, assessora uscente di Romizi ma esponente di Fratelli d’Italia: la voracità del partito di Giorgia Meloni nel reclamare con gli alleati i posti di comando è ormai un tratto caratteristico del centrodestra in tutta Italia. Scoccia è architetta, ha due figli, due bellissimi cani, tutti in posa sembrano la famiglia del Mulino Bianco. La città – etrusca, romana, medievale - è bella di suo, ma amministrare 160 mila abitanti sparsi in 52 frazioni non è facile e la miglior trovata culturale della destra è stata inventarsi la riedizione di un palio che non è mai esistito, Perugia 1416.

Il modello di Ferdinandi è Damiano Tommasi, con il quale c’è uno scambio di consigli e vedute. David Grohmann, prof universitario di 50 anni – da giovane faceva musica in un gruppo ska noto della zona e aveva in tasca la tessera della Fgci – con alle spalle iniziative tipo l’orto sociale al dipartimento o l’organizzazione della notte europea dei ricercatori, ha deciso di buttarsi: «Mi candido, sì, mi sono fatto trascinare da Ferdinandi. Ha empatia ed umiltà, ti chiede come sta e le interessa la risposta». Cioè la sinistra nominale che si fa fattuale: a Perugia basta questo per risvegliare campi giusti, o larghi, o enormi.

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