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Amministrative 2024, 3.700 Comuni al voto e le Regionali in Piemonte: da Firenze a Bari e Cagliari, le sfide più importanti

I dieci candidati sindaco di Firenze

 
L’8 e 9 giugno, insieme alle Europee, seggi aperti anche per le Aminnistrative: 228 i centri al voto con più di 15mila abitanti, 23 sono capoluoghi di provincia
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Più di 3.700 comuni, 23 capoluoghi di provincia e 6 di regione, tra cui Firenze, Bari e Cagliari, senza dimenticare le elezioni in Piemonte. L’8 e il 9 giugno la partita delle Europee si incrocerà con la tornata amministrativa e con la quarta elezione regionale del 2024, dopo quelle di Sardegna, Abruzzo e Basilicata. Un weekend elettorale che coinvolgerà potenzialmente 51,7 milioni di italiani. Circa un terzo di essi (poco più di 17 milioni) sarà chiamato alle urne per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale. Una sfida che vedrà fronteggiarsi un centrodestra compatto quasi ovunque e un fronte progressita unito a macchia di leopardo, soprattutto nei capoluoghi di regione dove l’asse Pd-M5S reggerà solo nella metà dei casi. Diversa la situazione nelle province, in cui l’asse giallo-rosso sarà presente in almeno 2 capoluoghi su 3.

I 29 capoluoghi che andranno al voto sono Ascoli Piceno, Avellino, Bari, Bergamo, Biella, Cagliari, Cesena, Caltanissetta, Campobasso, Cremona, Ferrara, Firenze, Forlì, Lecce, Livorno, Modena, Pavia, Perugia, Pesaro, Pescara, Potenza, Prato, Reggio Emilia, Rovigo, Sassari, Urbino, Verbania, Vercelli e Vibo Valentia. 228 i centri al voto con più di 15mila abitanti e 3.487 quelli pari o inferiori a 15 mila. Il turno di ballottaggio - che riguarderà eventualmente solo i comuni sopra i 15 mila - si svolgerà domenica 23 e lunedì 24 giugno. Ecco le sfide più importanti.

Bari e Firenze

Si parte dalle due città in cui il centrodestra tenterà la spallata dopo anni di governo a sinistra. Non solo: Bari e Firenze negli ultimi mesi sono state teatro di scontri durissimi all’interno dell'opposizione. In Puglia la spaccatura tra dem e pentastellati ha avuto una risonanza nazionale, con il M5S deciso a rompere il patto in ottica comunali sulla scia delle inchieste che hanno coinvolto il centrosinistra a trazione dem al livello cittadino e regionale. A contendersi il dopo-Decaro (sindaco molto apprezzato e ora in lizza per Bruxelles) saranno il candidato del Pd Vito Leccese, l’avvocato Michele Laforgia appoggiato da M5S e il leghista Fabio Romito sostenuto da tutto il centrodestra. Secondo i sondaggi usciti prima dello stop alla pubblicazione, Leccese è destinato ad aggiudicarsi il primo turno e a confermarsi al secondo, forte della possibile convergenza dell’elettorato schierato con Laforgia.

I cinque candidati sindaco di Bari 

Stesso copione a Firenze: sindaco uscente candidato Ue (Nardella correrà con i dem nella circoscrizione Centro), centrosinistra spaccato (questa volta in tre) e centrodestra compatto sul civico Eike Schmidt, ex direttore degli Uffizi. Dovrà vedersela con la candidata appoggiata da Italia Viva Stefania Saccardi, strappata alla giunta regionale del dem Giani e pronta a dare del filo da torcere al M5S di Lorenzo Masi e ad un Pd orfano dell’appoggio di Renzi nel feudo del renzismo. Nonostante ciò, anche qua, in vantaggio nei sondaggi è la candidata dem Sara Funaro, ma non prima del secondo turno.

LO SPECIALE: TUTTI I CANDIDATI DI FIRENZE

Cagliari, secondo round in Sardegna

Nel capoluogo va in scena il secondo tempo della sfida che alle regionali del febbraio scorso ha visto trionfare il campo largo della 5s Alessandra Todde. Anche questa volta, seppur in formato locale, la partita è tra il fronte giallo-rosso e il centrodestra, che tenterà di rimanere al governo della città amministrata proprio dal candidato sconfitto alle regionali, il meloniano Paolo Truzzu. La sfida sarà tra Massimo Zedda, ex Sel e sindaco dal 2011 al 2019, e la quasi omonima Alessandra Zedda, ex vicepresidente della giunta Solinas. Anche qua le chance di vittoria proponendo più verso il centrosinistra. Secondo un sondaggio di Bidimedia, realizzato quando la candidatura del centrodestra non era stata ancora ufficializzata, l’ex sindaco viaggerebbe sopra il 50 per cento delle preferenze.

Zedda contro Zedda a Cagliari 

A Perugia il centrosinistra sogna la riconquista

Dopo decenni di dominio rosso, nel 2014 la città è passata in mano al centrodestra guidato dal forzista Andrea Romizi. Ora, a dieci anni di distanza, il centrosinistra tenta la riconquista con un campo larghissimo, che va da +Europa a Rifondazione comunista, passando per il Pd e il M5S. A guidarlo sarà Vittoria Ferdinandi, 37 anni, Cavaliere al merito per aver aperto e gestito con successo un ristorante in cui lavorano persone con problemi psichici. A difendere il contro-assalto alla roccaforte sarà un’altra donna: Margherita Scoccia, 45 anni, assessora uscente di Romizi. Gli ultimi sondaggi prefiguravano un testa a testa dall’esito incerto.

Piemonte, Cirio verso la riconferma

Anche alla Regione Piemonte le divisioni tra Pd e M5S hanno prevalso. E forse nemmeno l’unità tra le forze di opposizione basterebbe per rinvigorire le speranze di una vittoria nella Regione che nel 2019 passò dal dem Chiamparino al forzista Alberto Cirio, vicesegretario di FI in corsa per il bis. Dall’altra parte, la candidata del Pd Giulia Pentenero e la pentastellata Sarah Disabato, ma anche Alberto Costanzo, sostenuto da Libertà di Cateno De Luca, e la consigliera regionale ex 5s e nota attivista No Tav Francesca Frediani. Secondo una rilevazione dell’Istituto Piepoli, uscita lo scorso 24 maggio, Cirio si attesterebbe intorno al 53 per cento, contro il 30 del centrosinistra a trazione dem e il 12 per cento del M5S. Se i pronostici venissero confermati, con nuova legge elettorale il centrodestra potrebbe incassare il 60 per cento dei seggi in palio per il consiglio.

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