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Antonio Nicita, il dem anti-Vannacci in tour nelle Isole a caccia di voti: “Servono strade e infrastrutture non il Ponte sullo Stretto”

Antonio Nicita 
Il senatore di Siracusa candidato del Pd alle europee, figlio d’arte e padre di due ragazzi di origine congolese adottati 17 anni fa, ha una visione agli antipodi rispetto a quella dei competitor della destra
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Per tenere testa ai ritmi della campagna elettorale, Antonio Nicita, senatore candidato in Europa nelle liste del Pd, ha deciso di prendere in affitto una casa insieme allo staff che lo supporta tappa dopo tappa nel tour siciliano in vista delle elezioni dell’8 e del 9 giugno. “Viviamo a stretto contatto, condividiamo gioie e dolori come una famiglia", dice. Ma fare base sull’Isola è una scelta quasi obbligata se l'itinerario è serrato e la caccia alle preferenze è condizione essenziale per far scattare il seggio. Un'altra storia rispetto alle liste bloccate con cui fu eletto nel 2022. “Pochi giorni fa siamo rimasti senza benzina, ci hanno soccorso degli agricoltori che non sapevano neanche delle elezioni. Almeno i loro voti speriamo di averli recuperati…”, scherza al telefono mentre si dirige - questa volta a serbatoio pieno - verso l’ennesima tappa.

“Ne avremo fatte più di cento dall'inizio della campagna”. Ora è il momento del rush finale, ma solo lunedì Nicita saprà se l'odis…

Per tenere testa ai ritmi della campagna elettorale, Antonio Nicita, senatore candidato in Europa nelle liste del Pd, ha deciso di prendere in affitto una casa insieme allo staff che lo supporta tappa dopo tappa nel tour siciliano in vista delle elezioni dell’8 e del 9 giugno. “Viviamo a stretto contatto, condividiamo gioie e dolori come una famiglia", dice. Ma fare base sull’Isola è una scelta quasi obbligata se l'itinerario è serrato e la caccia alle preferenze è condizione essenziale per far scattare il seggio. Un'altra storia rispetto alle liste bloccate con cui fu eletto nel 2022. “Pochi giorni fa siamo rimasti senza benzina, ci hanno soccorso degli agricoltori che non sapevano neanche delle elezioni. Almeno i loro voti speriamo di averli recuperati…”, scherza al telefono mentre si dirige - questa volta a serbatoio pieno - verso l’ennesima tappa.

“Ne avremo fatte più di cento dall'inizio della campagna”. Ora è il momento del rush finale, ma solo lunedì Nicita saprà se l'odissea elettorale sarà servita a qualcosa. La posizione in lista è buona: la segretaria Elly Schlein lo ha voluto al secondo posto dopo di lei. Dovrà vedersela con il più discusso degli sfidanti: Roberto Vannacci, generale toscano catapultato da Matteo Salvini nelle liste isolane del Carroccio. Nicita, invece, è un siciliano doc. Classe 1968, originario di Siracusa e professore universitario con un curriculum ricco di esperienze di primo livello, dall’Agcom alle istituzioni Ue. Il padre, Santi Nicita, fu anche presidente della Regione all’inizio degli anni ‘80. Si dimise per una vicenda giudiziaria che si concluse con un proscioglimento in Cassazione. Dopo la diaspora democristiana contribuì a fondare il Pd, unico partito in cui Nicita jr abbia mai militato. La politica è una cosa di famiglia: figlio d’arte e cugino dell'ex ministra forzista Stefania Prestigiacomo, ma - avverte il senatore - “non ho mai sfruttato i miei legami familiari, ho iniziato a fare politica solo dopo la morte di mio padre”.

Molto amico di Enrico Letta, che nel 2021 lo chiamò nella segreteria dem, da parlamentare si è occupato di digitale, insularità e migrazioni. Salì agli onori delle cronache quando nel 2022 decise di imbarcarsi per cinque giorni sulle Ong cariche di migranti tenute ferme nel porto di Catania per effetto dei decreti Piantedosi. Si dice contrario agli accordi con la guardia costiera libica (“vanno interrotti”) e favorevole alla creazione di “una agenzia europea dell'accoglienza in Sicilia”. Una visione agli antipodi rispetto a quella dei competitor della destra. Vannacci in primis, a cui - dice - “ho chiesto un confronto per capire perché secondo i suoi canoni la mia non sarebbe una famiglia italiana". Nicita, infatti, è padre di due ragazzi di origine congolese che ha deciso di adottare diciassette anni fa insieme alla moglie. "Quella del generale è una retorica da destra suprematista - insiste - basata sui peggiori stereotipi e pregiudizi, nonché profondamente anti-europea”. Non ama definirsi “l'anti-Vannacci” ("non vogliamo dargli spazio nella polemica"), ma nei fatti la sua storia personale e politica è l’opposto delle idee propagandate dal militare. Per dire: da commissario in Agcom approvò un regolamento contro l’hate speech e oggi, da parlamentare, fa parte della commissione anti-discriminazione presieduta da Liliana Segre.

Non solo: nel tour siciliano di questi giorni, il senatore è impegnato a smontare un altro cavallo di battaglia leghista, quello del Ponte sullo stretto, leitmotiv del segretario del Carroccio nonché titolare dei Trasporti. “Il vero problema - dice - è che qua non esistono le infrastrutture per raggiungere i servizi essenziali”. I pochi presidi sanitari, secondo Nicita, diventano inaccessibili a causa degli scarsi e inefficienti collegamenti: “Ci si mette una vita per andare da un posto all’altro e come se non bastasse questo governo, per far fronte alle realizzazione del Ponte, ha pensato bene di tagliare i fondi destinati alle infrastrutture essenziali”. Un problema che riguarda anche la Sardegna e che il senatore punta a risolvere al livello europeo attraverso quello che chiama un “Pnrr dell'insularità”, che dia continuità territoriale ai 20 milioni di europei che vivono nelle isole.

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