I derby per l’Europa: in lotta per un voto in più volti noti e big locali
di Matteo Pucciarelli , Giovanna VitaleROMA — Fuori, tutti uniti per il partito. Dentro, è una corsa senza esclusione di colpi. Sono i derby delle preferenze all’interno di ogni lista, fondamentali per staccare il biglietto per Bruxelles.
A destra è quasi una corrida. Partendo da Forza Italia, nel Nord Ovest Letizia Moratti, grande finanziatrice azzurra, potrebbe insidiare il segretario Antonio Tajani. «Anche se l’outsider Massimiliano Salini potrebbe stupire tutti», si racconta a Milano. Al Sud Fulvio Martusciello è l’imperatore delle preferenze, dietro scalpitano tre donne: Giuseppina Princi (corrente Occhiuto), Laura De Mola (voluta da Paolo Barelli) e Antonella Ballone (più vicina a Tajani). Nella Lega, a Nord Ovest, se la giocano Silvia Sardone, eroina sovranista, e Isabella Tovaglieri, portata dal territorio di Varese, cuore pulsante del vecchio leghismo. A Nord Est la sindaca di Monfalcone Anna Maria Cisint, famosa per le sue battaglie anti-moschee, contende il primato a Roberto Vannacci, il generale che né Mas…
ROMA — Fuori, tutti uniti per il partito. Dentro, è una corsa senza esclusione di colpi. Sono i derby delle preferenze all’interno di ogni lista, fondamentali per staccare il biglietto per Bruxelles.
A destra è quasi una corrida. Partendo da Forza Italia, nel Nord Ovest Letizia Moratti, grande finanziatrice azzurra, potrebbe insidiare il segretario Antonio Tajani. «Anche se l’outsider Massimiliano Salini potrebbe stupire tutti», si racconta a Milano. Al Sud Fulvio Martusciello è l’imperatore delle preferenze, dietro scalpitano tre donne: Giuseppina Princi (corrente Occhiuto), Laura De Mola (voluta da Paolo Barelli) e Antonella Ballone (più vicina a Tajani). Nella Lega, a Nord Ovest, se la giocano Silvia Sardone, eroina sovranista, e Isabella Tovaglieri, portata dal territorio di Varese, cuore pulsante del vecchio leghismo. A Nord Est la sindaca di Monfalcone Anna Maria Cisint, famosa per le sue battaglie anti-moschee, contende il primato a Roberto Vannacci, il generale che né Massimiliano Fedriga né Luca Zaia voteranno e faranno votare. Al Sud Vannacci è nel mirino di Aldo Patriciello, ras campano delle preferenze migrato nel Carroccio dopo una vita in FI. In Fratelli d’Italia entreranno molti eurodeputati in più rispetto al 2019 quindi c’è più serenità. Al Nord Ovest Carlo Fidanza punta ad arrivare subito dopo “Giorgia”, dietro scalpitano Mario Mantovani e Vincenzo Sofo, marito di Marion Maréchal, nipote di Le Pen. Divertenti, si fa per dire, le corse della società civile: al Centro, Carla Cappiello, ex presidente ingegneri di Roma e Dorina Casadei, vicepresidente fondazione Telos dei dottori commercialisti; al Sud Mariangela Di Biase (giovani avvocati) e Giovanna Greco (ordine commercialisti).
Il partito dei derby è però senza dubbio il Pd. Che in tutte e cinque le circoscrizioni ha apparecchiato una serie di sfide non solo tra volti noti e signori delle tessere, ma pure tra cordate di correnti: una corsa nella corsa alla fine della quale si potrà misurare il tasso di schleinizzazione della principale forza d’opposizione. A Nord Ovest, dove in palio ci sono cinque seggi, la coppia nazarenica formata dalla capolista Cecilia Strada e dal deputato Alessandro Zan se la dovrà vedere con il tandem ultra-riformista composto dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori e dalla presidente della Commissione Econ Irene Tinagli, con il capogruppo uscente Brando Benifei incalzato dalla veterana Patrizia Toia. A Nord Est, dove ballano tra i 3 e i 4 seggi e Stefano Bonaccini è considerato imprendibile, a contendersi il secondo posto sono due donne: le uscenti Alessandra Moretti ed Elisabetta Gualmini. Sempre che, come qualcuno teme, l’ex segretario generale dei pensionati Cgil Ivan Pedretti non faccia l’exploit. E siccome in pista c’è anche l’ingegnera schleiniana Annalisa Corrado – piazzata n.2 dopo il governatore dell’Emilia – ecco spiegata la doppia candidatura di Zan: il salvagente in caso di en plein riformista per far posto a uno dei nomi graditi dalla segretaria. Al Centro, in base ai pronostici, la coppia Schlein-Zingaretti non avrà rivali. E poiché in grande ascesa è dato anche l’ex direttore di Avvenire Marco Traquinio, il derby per aggiudicarsi il quarto e ultimo posto in ballo, dovrebbero giocarlo due sindaci: il fiorentino Dario Nardella e il pesarese Matteo Ricci. Al Sud sarà invece battaglia tra donne: 3 i seggi in lizza, ma il primo cittadino di Bari Antonio Decaro appare fuori gara, dunque a sfidarsi per il piazzamento saranno Lucia Annunziata e Pina Picierno. Se in mezzo dovesse infilarsi Lello Topo, signore delle tessere campane, una delle due potrebbe rischiare. Più tranquille le Isole: i seggi sicuri sono due, ma lì c’è Schlein, quindi la corrida è risolta. Il senatore Antonio Nicita e l’uscente nonché medico di Lampedusa, Pietro Bartolo, dovrebbero entrare entrambi.
Più rari i derby nelle formazioni minori del centrosinistra: già faranno fatica a superare lo sbarramento, meglio non innescare lotte fratricide. Qualcuno però c’è anche lì. Per Avs corrono al Centro due ex parlamentari del Pd: il già sindaco di Roma Ignazio Marino e l’eurodeputato uscente Massimiliano Smeriglio, il primo sostenutissimo dall’ala verde (Bonelli), l’altro da quella sinistra (Fratoianni). Mentre negli Stati Uniti d’Europa si fanno scommesse fra chi a Nord Ovest e al Centro prenderà più voti fra Emma Bonino e Matteo Renzi. Nei 5 Stelle, infine, le liste sono più “leggere”, in termini di preferenze potenziali. L’exploit in solitaria è atteso solo dall’ex presidente Inps, Pasquale Tridico.