✕

Bonelli e Fratoianni: “Saremo la sorpresa delle Europee. I domiciliari a Salis la risposta alla sua candidatura con noi”

Ascolta l'audio

I leader di Avs al videoforum di Repubblica con Metropolis: “Orbán non deve presiedere il prossimo consiglio Ue”. E domani la capolista detenuta in Ungheria sarà in collegamento per la chiusura della campagna elettorale a Torino
2 minuti di lettura

“Sui migranti da Meloni solo propaganda”. Sono la coppia di fatto, come li definisce Flavio Briatore mentre protestano sotto al suo Twiga, e a sentirli saranno anche “la sorpresa di queste elezioni”. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, uniti nell’Alleanza Verde e Sinistra, promettono battaglia contro “questa destra nemica dell’ambiente” e non fanno giri di parole: “Vogliamo la patrimoniale”. Poi guardano alla prospettiva post europee: “A Conte e Schlein ricordiamo sempre la necessità di un’alternativa, il nome del federatore viene dopo”.

Ospiti allo Speciale Europee, il videoforum di Repubblica con Metropolis in vista del voto dell’8 e 9 giugno, Fratoianni e Bonelli partono dalla candidatura più identitaria della loro lista: Ilaria Salis, l’insegnante detenuta a Budapest che domani sarà in collegamento per la chiusura a Torino della campagna elettorale di AvS. “I domiciliari sono stati la risposta al nostro rumore, non al silenzio del governo come dice Tajani”, attacca Fratoianni…

“Sui migranti da Meloni solo propaganda”. Sono la coppia di fatto, come li definisce Flavio Briatore mentre protestano sotto al suo Twiga, e a sentirli saranno anche “la sorpresa di queste elezioni”. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, uniti nell’Alleanza Verde e Sinistra, promettono battaglia contro “questa destra nemica dell’ambiente” e non fanno giri di parole: “Vogliamo la patrimoniale”. Poi guardano alla prospettiva post europee: “A Conte e Schlein ricordiamo sempre la necessità di un’alternativa, il nome del federatore viene dopo”.

Ospiti allo Speciale Europee, il videoforum di Repubblica con Metropolis in vista del voto dell’8 e 9 giugno, Fratoianni e Bonelli partono dalla candidatura più identitaria della loro lista: Ilaria Salis, l’insegnante detenuta a Budapest che domani sarà in collegamento per la chiusura a Torino della campagna elettorale di AvS. “I domiciliari sono stati la risposta al nostro rumore, non al silenzio del governo come dice Tajani”, attacca Fratoianni: “Il corpo di una donna antifascista fa venire l’orticaria alla destra illiberale”. Per il deputato verde, il premier ungherese Viktor Orbán “non deve presiedere il prossimo Consiglio dell’Ue”. In studio Gerardo Greco e Carmelo Lopapa chiedono se non temono di mancare la soglia di sbarramento, ma il 4% non preoccupa i due: “Abbiamo messo in campo nomi forti, faremo bene perché diciamo cose scomode”. Il possibile exploit dei sovranisti minaccia di cambiare i rapporti di forza a Bruxelles: “Dobbiamo impedire - dice il leader di Sinistra italiana - la vittoria dell’ultradestra o non è detto che l’Europa domani ci sarà”. Il tema centrale per l’Unione di domani è la guerra. Davanti ai conflitti a Gaza e in Ucraina, Fratoianni dice di “non voler abbandonare Kiev” ma non vede alternative all’escalation: “Abbiamo sempre detto di no all’invio di armi, ora che le abbiamo mandate guardate dove siamo arrivati”. Gli va dietro Bonelli, che nota all’orizzonte un’economia di guerra: “La pace non è una bestemmia”. Poi precisa: “Siamo comunque favorevoli a un esercito unico europeo”.

Capitolo Albania. Mentre Giorgia Meloni è a Tirana insieme al premier Edi Rama, i leader di Avs bocciano la politica anti-immigrati del governo: “Piuttosto - dice Fratoianni - venga in Parlamento e cancelli la Bossi-Fini”. Altri temi che vedono la loro netta opposizione sono il Ponte sullo Stretto, che definiscono “bancomat di Stato”, e il nucleare, scelta “anti-economica” per la transizione green.Quello che alla fine resta, ricordano Greco e Lopapa, è la divisione del campo di sinistra. I lettori di Repubblica, via mail, chiedono perché Avs non si sia unita al Pd. Arriva netto il giudizio di Fratoianni: “Parlarne oggi è una sciocchezza”. Bonelli prende di mira Michele Santoro, in campo con la sua lista pacifista: “Non capisco perché abbia creato un suo partito, nel nostro campo è vivo il virus della frammentazione”. “Ma voi due non litigate mai?”, chiedono in studio: “Solo quando Nicola sostiene di cucinare meglio di me”, chiosa il deputato verde.

Leggi i commenti