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Riccardo Magi, in Albania un revival delle contese giovanili con Meloni: “Le ho rovinato lo spot elettorale”

Il leader di +Europa, discepolo di Pannella, è originario della Garbatella come la premier, ma da sempre su fronti opposti. “Il blitz sui migranti? Non cerco pubblicità, faccio il mio dovere di parlamentare”
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ROMA - “Guarda che io non sono venuto qui per un po’ di pubblicità, questo lo stai facendo tu: ti togli il cappello da presidente del consiglio e ti metti quello da candidata allestendo il set fotografico in Albania”. Riccardo Magi ricostruisce lo scontro con Giorgia Meloni finito a strattoni e graffi per l’aggressione della sicurezza: “Sì, sono stropicciato, ma niente…”. Sta per lasciare Tirana, dove ha fatto ieri il blitz che ha mandato su tutte le furie la premier. Davanti al centro di accoglienza di Shengjin (4 container e una tensostruttura, più transenne), Meloni non si aspettava di vedere Magi con tanto di cartello. Manco fossero di nuovo alla Garbatella a incontrarsi per caso tra un bar e una piazza.

Perché Riccardo e Giorgia si conoscono da una vita. Il disobbediente radicale, allievo di Marco Pannella e non violento, e la militante del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Msi che non disdegnava di menare le mani. Strade diverse, frequentazioni diverse, ma coet…

ROMA - “Guarda che io non sono venuto qui per un po’ di pubblicità, questo lo stai facendo tu: ti togli il cappello da presidente del consiglio e ti metti quello da candidata allestendo il set fotografico in Albania”. Riccardo Magi ricostruisce lo scontro con Giorgia Meloni finito a strattoni e graffi per l’aggressione della sicurezza: “Sì, sono stropicciato, ma niente…”. Sta per lasciare Tirana, dove ha fatto ieri il blitz che ha mandato su tutte le furie la premier. Davanti al centro di accoglienza di Shengjin (4 container e una tensostruttura, più transenne), Meloni non si aspettava di vedere Magi con tanto di cartello. Manco fossero di nuovo alla Garbatella a incontrarsi per caso tra un bar e una piazza.

Perché Riccardo e Giorgia si conoscono da una vita. Il disobbediente radicale, allievo di Marco Pannella e non violento, e la militante del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Msi che non disdegnava di menare le mani. Strade diverse, frequentazioni diverse, ma coetanei: classe 1976 Magi, del 1977 Meloni. Quindi ci si vede in giro per il quartiere popolare. Ci si conosce comunque. Quando è stato eletto segretario di +Europa, a novembre del 2023, lo stesso giorno in cui Elly Schlein è diventata leader del Pd, gli è stato chiesto della sua conoscenza con l’altra testa d’ariete politica, Meloni. Lui ha risposto: “La conoscevo da ragazzo. La vedevo in giro. Era già una militante del Fronte della Gioventù. Ma le sue idee non mi interessavano”. Non che Magi fosse uno di sinistra, ma cominciava a muoversi verso la militanza radicale. Decisivo l’incontro con Pannella, come ancora ripete, e le battaglie insieme con Emma Bonino.

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Con la premier Meloni è una storia politica di scontri. Da quando appena eletta, dopo il discorso programmatico, Magi le chiede: sia più esplicita, signora presidente, perché non si capisce lei che Europa vuole? Meloni lo bacchetta: “Lei, Magi, pensa ci sia un modo solo per intendere l’Europa, ma noi siamo per l’identità degli Stati”. Su sponde opposte. Poi c’è stata la volta della cannabis nella manifestazione antiproibizionista “Se non ci pensa lo Stato, ci pensa la mafia”. Anche qui polemica accesissima. Fino al culmine di ieri sul suolo albanese, con Magi piombato all’improvviso. “Le ho guastato la scena che era stata preparata con cura: uno spot pre-europee”. È lì che Meloni chiede alla sicurezza di lasciarlo andare, perché è un parlamentare italiano. E lui replica: “Se fanno così con un parlamentare, figuriamoci con dei poveri cristi… “ “Seee, poveri cristi”, sbotta la premier con inflessione della Garbatella riprendendo e negando le parole del disobbediente.

In realtà nulla di male ad andare a verificare cosa viene allestito in Albania per i migranti che l’Italia vuole tenere in una fase di decompressione all’estero. “Fa parte del sindacato ispettivo dei parlamentari andare a controllare”: ricorda Magi.

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Meloni replica su un altro piano: che lo sa benissimo, da antica militante, cosa si fa per ottenere qualche punto percentuale in più e superare la soglia necessaria: nel caso delle europee è del 4%. E per Stati Uniti d’Europa, la lista che Magi ha contribuito a creare, questa è la sfida. Perciò Magi le grida: “Guarda che io non sono qui per un po’ di pubblicità, ho sempre fatto e sempre farò quello che sto facendo per sorvegliare che i diritti non siano violati”. Poi tutto si confonde nel rumore delle auto che sgommano.

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