Schlein al videoforum di Repubblica, mano tesa a Conte. Attacco a Meloni sui ristori agli alluvionati: “Governa col ricatto invece di scusarsi per i ritardi”
di Giulio UccieroNessuna asticella “perché porta iella” e fa anche rima, ma Elly Schlein ci crede: “Siamo più vivi che mai e io sto sulle barricate”. Ospite dello Speciale Europee, il videoforum di Repubblica con Metropolis in vista del voto dell’8 e 9 giugno, la segretaria del Pd non casca nelle provocazioni della premier: “Non sono un jukebox e lei non può decidere cosa devo dire io”. Poi si concentra sui temi più urgenti: la salute, l’ambiente e i salari. Al campo largo ci penserà dopo: “Con Giuseppe Conte costruiremo insieme l’alternativa, il Pd non ha la presunzione dell’autosufficienza”.
Candidata come capolista nel Centro e nelle Isole, Schlein ha appena finito un tour de force elettorale in 121 tappe e non nasconde che il nemico da sconfiggere, oltre alla destra, è l’astensionismo: “Se non vota la metà degli italiani dobbiamo tutti fare un bagno di umiltà”. Sullo sfondo c’è lo spettro delle ingerenze straniere alle urne, Russia in primis. Incalzata da Gerardo Greco e Carmelo Lopapa, per l…
Nessuna asticella “perché porta iella” e fa anche rima, ma Elly Schlein ci crede: “Siamo più vivi che mai e io sto sulle barricate”. Ospite dello Speciale Europee, il videoforum di Repubblica con Metropolis in vista del voto dell’8 e 9 giugno, la segretaria del Pd non casca nelle provocazioni della premier: “Non sono un jukebox e lei non può decidere cosa devo dire io”. Poi si concentra sui temi più urgenti: la salute, l’ambiente e i salari. Al campo largo ci penserà dopo: “Con Giuseppe Conte costruiremo insieme l’alternativa, il Pd non ha la presunzione dell’autosufficienza”.
Candidata come capolista nel Centro e nelle Isole, Schlein ha appena finito un tour de force elettorale in 121 tappe e non nasconde che il nemico da sconfiggere, oltre alla destra, è l’astensionismo: “Se non vota la metà degli italiani dobbiamo tutti fare un bagno di umiltà”. Sullo sfondo c’è lo spettro delle ingerenze straniere alle urne, Russia in primis. Incalzata da Gerardo Greco e Carmelo Lopapa, per la segretaria “parliamo di un fenomeno preoccupante che vede nell’Italia il Paese più colpito”. E per questo motivo, aggiunge, “serve più Europa”.
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Da questa tornata elettorale, almeno in Italia, è sparito il tema ambientale: “Nessuno se n’è accorto - rimarca Schlein - ma io voglio che il Green Deal continui e che abbia un cuore rosso, per sostenere i lavoratori nella transizione”. Il cruccio di molti lettori, che scrivono a Repubblica via mail, è la guerra in Ucraina e a Gaza: “Decideremo se inviare altre armi a Kiev quando vedremo il nuovo decreto”. A chi le chiede di spiegare le posizioni anti-Nato del candidato Marco Tarquinio, la segretaria ricorda che “la sua è una candidatura indipendente e la linea del Pd la scelgo io”.
L’emergenza principale, per la leader dem, resta una: la sanità. “Sulle liste d’attesa negli ospedali Meloni ha prodotto una scatola vuota, prenda i soldi del taglio dell’Irpef e gli 800 milioni per l’Albania e li metta sulla salute”. E sull’aborto attacca: “L’unica cosa concreta fatta da Meloni in un anno e mezzo di governo è stata l’apertura ai Pro Vita nei consultori, è la differenza lampante tra leader femminile e femminista”.
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Sulla possibilità di una presidenza della Commissione Ue per Mario Draghi invece si sfila: “Come socialisti indichiamo Nicolas Schmit”. I nomi più citati in studio sono però due: Giorgia Meloni e Giuseppe Conte. Schlein ricorda che il suo avversario non sono i grillini ma questa destra: “La premier la smetta di fare demagogia sulla pelle dei più fragili”. Con il presidente dei 5S è aperta al dialogo: “Sediamoci, troviamo dei temi. Dalla salute mentale al congedo parentale, la strada con le opposizioni più che naturale è obbligata”. Nei comizi, giura, nessuno le chiede di trovare un federatore, ma tutti auspicano più unità a sinistra: “Un passo alla volta, intanto riportiamo il salario minimo in Parlamento”. Di alleanze se ne riparlerà dopo il voto, ma una cosa è certa: Elly Schlein sente “la responsabilità di costruire un’alternativa”.
Infine l’attacco sui ristori agli alluvionati: “Invece di scusarsi usa toni ricattatori”. “Dopo un anno di ritardi – dice Schlein – il governo Meloni anziché scusarsi per i ristori promessi usa toni ricattatori. Come se i ristori agli alluvionati non fossero un diritto ma un favore da erogare in cambio del silenzio e della simpatia politica. Non si governa col ricatto”.