Amministrative, la posta in gioco dei partiti. Da Bari a Firenze, da Perugia a Bergamo, le sfide-chiave per il futuro di leadership e alleanze
di Giovanna CasadioPer Elly Schlein sarebbe grave perdere Bari, Firenze e Lecce. Ma sarebbe un punto sul pallottoliere dei vincitori incassare la maggioranza a Perugia, confermarla a Bergamo e magari riuscire nel difficile colpo di sottrarre Ferrara al leghista Alan Fabbri. Riprendersi Cagliari con Massimo Zedda. Sull’altro fronte del centrodestra in ballo c’è la guida della Regione Piemonte, dove Alberto Cirio è certo della riconferma. Gli occhi però sono puntati anche su Perugia, che è stata fin qui governata dal forzista Andrea Romizi, che ha passato il testimone a Margherita Scoccia, assessora uscente della giunta Romizi. Ecco Perugia è un caso di scuola: qui si vede come la posta in gioco di queste amministrative sia davvero tutta da giocare, perché Vittoria Ferdinandi, 37 anni, cavaliere al merito per l’impegno sociale, è il nuovo che avanza. È anche riuscita nel miracolo di tenere insieme un campo larghissimo, che va da + Europa al M5Stelle con il Pd come fulcro.
Per Elly Schlein sarebbe grave perdere Bari, Firenze e Lecce. Ma sarebbe un punto sul pallottoliere dei vincitori incassare la maggioranza a Perugia, confermarla a Bergamo e magari riuscire nel difficile colpo di sottrarre Ferrara al leghista Alan Fabbri. Riprendersi Cagliari con Massimo Zedda. Sull’altro fronte del centrodestra in ballo c’è la guida della Regione Piemonte, dove Alberto Cirio è certo della riconferma. Gli occhi però sono puntati anche su Perugia, che è stata fin qui governata dal forzista Andrea Romizi, che ha passato il testimone a Margherita Scoccia, assessora uscente della giunta Romizi. Ecco Perugia è un caso di scuola: qui si vede come la posta in gioco di queste amministrative sia davvero tutta da giocare, perché Vittoria Ferdinandi, 37 anni, cavaliere al merito per l’impegno sociale, è il nuovo che avanza. È anche riuscita nel miracolo di tenere insieme un campo larghissimo, che va da + Europa al M5Stelle con il Pd come fulcro.
Tutti presi dalle europee, i leader hanno affidato ai responsabili dell’organizzazione una partita altrettanto delicata e con una alta posta in gioco: le amministrative. Non solo sono un test vasto (3.700 comuni), di cui 23 capoluogo e 6 di regione (Bari, Firenze, Cagliari, Campobasso, Perugia, Potenza). Significa circa 17 milioni di elettori. Ci sono anche le regionali in Piemonte. E per ora la gara locale finisce qui, anche se, una volta eletto in Europa Stefano Bonaccini, capolista del Pd nel Nord est, anche l’Emilia Romagna, orfana del governatore, andrà al voto. Quindi l’Umbria.
Ma la scommessa politica è anche quella di sondare la tenuta delle alleanze. Nel centrosinistra il fronte progressista resiste a macchia di leopardo: sì nelle città emiliano-romagnole – da Reggio Emilia a Modena a Ferrara – ; sì anche a Perugia e a Cagliari, ma divisi a Bari, a Firenze, a Bergamo. Un bel puzzle da (ri)comporre. A Bergamo per dire, che esce dai dieci anni del dem riformista Giorgio Gori, per Elena Carnevali ex deputata del Pd, è strada in salita. I 5Stelle hanno preferito la corsa in solitaria con Vittorio Apicella, mentre la destra procede unita con Andrea Pezzotta. A Bari la lacerazione del centrosinistra comincia a farsi sentire, dopo settimane di apparente fair play tra Vito Leccese, il candidato dem erede di Antonio Decaro, e l’avvocato Michele Laforgia voluto dai 5Stelle. È scontro.
A Firenze è stato Matteo Renzi a rompere l’unità e ha messo in campo Stefania Saccardi; i grillini si sono smarcati con Lorenzo Masi e in solitaria va Cecilia Del Re, ex dem. Così la candidata del Pd, Sara Funaro, data come molto forte, se la deve vedere con molti sfidanti che insidiano di certo una vittoria al primo turno. Nell’altro fronte c’è Eike Schmidt, che è stato direttore degli Uffizi, candidato tra molte polemiche e alla fine con l’appoggio di tutto il centrodestra che tenta la mission quasi impossibile di conquistare la città.
Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia sono riusciti a non spaccarsi, eccetto che a Avellino e Vibo Valentia, e certo questo è un forte vantaggio. Anche se a destra non c’è grande ottimismo, eccetto che per le regionali in Piemonte. Si parla di poco fortuna in queste amministrative dove i progressisti sono agguerriti. A Lecce ad esempio, Carlo Salvemini, uscente, l’ha spuntata e ha tenuto insieme uno schieramento progressista che era sul punto di dividersi. A Pesaro lascia dopo dieci anni il sindaco dem Matteo Ricci, candidato alle europee affidando la riconferma a Andrea Biancani, consigliere regionale del Pd. A Cagliari Massimo Zedda, leader della sinistra sfida Alessandra Zedda della destra in una città che fino all’altro ieri è stata governata da Paolo Truzzu che ha tentato il salto come presidente di Regione, benedetto da Giorgia Meloni, ma è stato sconfitto. A Livorno il sindaco Pd Luca Salvetti punta alla riconferma e però a sfidarlo la destra unita più Azione ha candidato Alessandro Guarducci.