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Caso Signorelli, Serracchiani: “L’Antimafia indaghi sui legami tra la destra e i clan criminali”

Intervista alla responsabile giustizia del Pd: “Dalle intercettazioni emerge un grave antisemitismo. La premier si attivi”
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ROMA — «Quanto emerso dagli atti dell’inchiesta sull’omicidio Diabolik, impone di avviare al più presto un’istruttoria dell’Antimafia sulla vicenda e sugli inquietanti rapporti intrattenuti da un collaboratore del governo con ambienti della criminalità organizzata e del terrorismo nero», attacca Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd. «Confido che la presidente Chiara Colosimo condivida la stessa urgenza e agisca di conseguenza. E che la premier Giorgia Meloni non faccia come al suo solito finta di niente e si attivi per sanare il vulnus aperto nelle istituzioni».

Perché è tanto urgente?

«Stiamo parlando di una persona chiamata a ric…

ROMA — «Quanto emerso dagli atti dell’inchiesta sull’omicidio Diabolik, impone di avviare al più presto un’istruttoria dell’Antimafia sulla vicenda e sugli inquietanti rapporti intrattenuti da un collaboratore del governo con ambienti della criminalità organizzata e del terrorismo nero», attacca Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd. «Confido che la presidente Chiara Colosimo condivida la stessa urgenza e agisca di conseguenza. E che la premier Giorgia Meloni non faccia come al suo solito finta di niente e si attivi per sanare il vulnus aperto nelle istituzioni».

Perché è tanto urgente?

«Stiamo parlando di una persona chiamata a ricoprire un incarico importante all’interno di un ministero per volontà di Francesco Lollobrigida, il quale ha un ruolo cruciale nell’esecutivo, dentro Fratelli d’Italia ed è molto vicino alla presidente del Consiglio».

Cosa raccontano le conversazioni intercettate?

«Intanto un atteggiamento antisemita gravissimo. A riprova di quanto FdI fatichi a liberarsi del passato. E poi una certa consuetudine della destra con ambienti vicini all’eversione, in questo caso condita da riti pagani e trasferte simboliche in luoghi cari al fascismo».

L’autosospensione di Signorelli è sufficiente?

«No perché per gli incarichi negli uffici di diretta collaborazione non è prevista l’autosospensione ma solo le dimissioni o la risoluzione del rapporto di lavoro. Ed è deplorevole che né il ministro Lollobrigida, né la premier siano ancora intervenuti in tal senso».

Il ministro cosa dovrebbe fare?

«Risolvere subito il rapporto di lavoro di Signorelli».

E Meloni?

«Mi auguro che la presidente del Consiglio non faccia anche questa volta il gioco delle tre carte, come già accaduto con ministri e governatori amici: paladina della lotta all’antisemitismo un giorno e quello dopo tollerante verso parole e comportamenti indegni, tenuti da chi riveste ruoli ministeriali di rilievo, figurarsi poi se il collaboratore in questione è stato scelto dal cognato».

E quindi, in concreto?

«Intanto deve pretendere le dimissioni del portavoce di Lollobrigida. E poi verificare che all’interno delle istituzioni non vi siano altri esponenti che si esprimono ed agiscono nel modo in cui è emerso che Signorelli si esprimeva e agiva».

E la commissione Antimafia che ruolo può giocare?

«Quanto appreso oggi impone la fissazione con urgenza di un ufficio di presidenza per l’avvio di un’istruttoria sull’omicidio di Diabolik, le cui indagini stanno svelando profili che attengono alla criminalità di stampo mafioso».

Fonti dell’Antimafia hanno tuttavia precisato che la Commissione si sta già occupando del caso Roma. Basta o dovrebbe fare di più?

«Troppo spesso l’Antimafia si è occupata di altro senza che se ne ravvisasse la necessità. Oggi più che un generico caso Roma, esiste un caso Piscitelli, un caso Signorelli e una certa commistione fra la destra, la criminalità organizzata e il terrorismo nero. Per questo noi del Pd abbiamo chiesto un focus specifico su questa vicenda oscura e sugli eventuali legami tra quei mondi ed esponenti politici di FdI».

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C’è il rischio che, per ovvie ragioni di imbarazzo, l’Antimafia a guida meloniana provi a frenare sull’apertura di un’istruttoria?

«Confidiamo che ciò non sarà, anche considerando l’urgenza con cui la Commissione si è occupata anche di altri casi. Vedi Bari. E confidiamo nell’equilibrio e nel senso delle istituzioni della presidente Chiara Colosimo».

Ma è tollerabile la presenza neofascista e antisemita nelle istituzioni?

«Assolutamente no. Per questo la prima che dovrebbe esigere chiarezza e darsi da fare per sanare quesro vulnus è proprio la presidente del Consiglio».

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