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Rai, l’ad Sergio nega la censura del 25 aprile: “Bortone andava licenziata. Scurati assente perché non pagato”. Lo scrittore: “Falso, dia le prove”

Serena Bortone

 

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Bufera sull’amministratore delegato di viale Mazzini per l’attacco alla conduttrice e all’autore di “M”. Sul nuovo cda il manager assicura: “Rossi sarà ad e io direttore generale”. Ma è gelo di FdI
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ROMA — Spara a zero su Serena Bortone («andava licenziata»), su Lucia Annunziata («se n’è andata perché voleva candidarsi col Pd»), su Antonio Scurati («non è venuto perché non è stato pagato») e soprattutto prova ad auto-imbullonarsi alla poltrona di diggì: «Non c’è nessun problema». E invece c’è, eccome. Le parole di Roberto Sergio su Bortone e Scurati scatenano un putiferio, protestano il Pd e l’UsiGrai. «Smentisco categoricamente quello che dice su di me – incalza lo scrittore, autore di “M” – È semplicemente falso che non avrei partecipato al programma perché non pagato. Ed è l'ennesima affermazione denigratoria nei miei confronti. A me nessuno ha mai proposto di partecipare gratuitamente. Lo sfido a fornire prova del contrario».

Quanto al prossimo cda della tv pubblica, dentro FdI, da ieri sera, ha ripreso a montare l’insofferenza proprio verso Sergio. L’ad della Rai, arrivato a fine corsa, alla festa del Foglio a Venezia, ha spacciato per chiusa una partita che invece non lo è …

ROMA — Spara a zero su Serena Bortone («andava licenziata»), su Lucia Annunziata («se n’è andata perché voleva candidarsi col Pd»), su Antonio Scurati («non è venuto perché non è stato pagato») e soprattutto prova ad auto-imbullonarsi alla poltrona di diggì: «Non c’è nessun problema». E invece c’è, eccome. Le parole di Roberto Sergio su Bortone e Scurati scatenano un putiferio, protestano il Pd e l’UsiGrai. «Smentisco categoricamente quello che dice su di me – incalza lo scrittore, autore di “M” – È semplicemente falso che non avrei partecipato al programma perché non pagato. Ed è l'ennesima affermazione denigratoria nei miei confronti. A me nessuno ha mai proposto di partecipare gratuitamente. Lo sfido a fornire prova del contrario».

Quanto al prossimo cda della tv pubblica, dentro FdI, da ieri sera, ha ripreso a montare l’insofferenza proprio verso Sergio. L’ad della Rai, arrivato a fine corsa, alla festa del Foglio a Venezia, ha spacciato per chiusa una partita che invece non lo è affatto.

«Un anno fa - è la tesi di Sergio - mi è stato chiesto di completare il mandato di tre anni con l’uscita di Fuortes. Io ho accettato e ho nominato come direttore generale Giampaolo Rossi, che stimavo e continuo a stimare. Ora lui sarà il prossimo amministratore delegato e io sarò il prossimo diggì».

A via della Scrofa

Il guaio, per Sergio, è che a via della Scrofa non la pensano così. Non è detto che la staffetta ci sarà: il posto di nuovo ad sarà di Rossi, meloniano di ferro, l’uomo che per conto della leader di FdI segue le vicende Rai da anni. La poltrona di presidente andrà a FI, verosimilmente a Simona Agnes. Ma Sergio è più che in bilico.

Alcuni “Fratelli” non hanno gradito le mosse del manager, che ora bazzicherebbe in zona Lega, e che avrebbe lavorato dietro le quinte, in questi mesi, per restare coi galloni di ad. Ecco perché FdI preferirebbe cambiare cavallo.

E non è nemmeno detto che il ruolo di direttore generale sarà confermato. Potrebbe essere spacchettato in due direzioni.

Siamo TeleOpposizioni

Sergio starebbe allora tentando l’all in. E anche per questo avrebbe deciso di alzare il tiro. Negando «TeleMeloni, che semmai è TeleOpposizioni». E riacutizzando lo scontro con Bortone, censurata per il caso Scurati e che nei nuovi palinsesti finirebbe dimezzata: in onda solo il sabato.

«Bortone doveva essere licenziata e non è stata licenziata. Non è stata punita», sostiene l’ad uscente di viale Mazzini, che ricorda come il procedimento disciplinare a carico della conduttrice sia ancora in corso: «L’11 rappresenterà le sue tesi e valuteremo, ma certamente a nessun dipendente di nessuna azienda sarebbe consentito di dire cose contro l’azienda in cui lavora».

Il Pd e l'Usigrai

Frasi che hanno subito allarmato il Pd: «Parole vergognose e arroganti», a sentire Francesco Verducci, membro della Vigilanza. Che imputa all’ad un doppiopesismo: «Di Sergio ricordiamo perfettamente le uscite social contro l’azienda Rai, ai tempi di un Sanremo».

Il sindacato dei giornalisti UsigRai, mentre difende Bortone, si chiede come mai Sergio possa annunciare il nome del nuovo ad, a dispetto di regole e procedure. L’ad non replica. Ma parla di palinsesti, convinto di strappare il nuovo incarico: «Non ci sarà una trasmissione con Pio e Amedeo. Fiorello? Inizierò il pressing su di lui da metà luglio». Sempre che resti in sella.

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