Caso Signorelli: le (forse) dimissioni e i legami con le sorelle Meloni. Le 24 ore di tensione nel quartier generale di Fratelli d'Italia
di Gabriella Cerami e Lorenzo De CiccoGran voglia di chiudere il caso, dentro FdI. Ma di fatto è ancora aperto. Paolo Signorelli ieri si è «autosospeso» da portavoce di Francesco Lollobrigida, dopo che Repubblica ha pubblicato le chat private — zeppe di insulti antisemiti, inni ai terroristi neri, solidarietà a un trafficante albanese — che il giornalista 38enne scambiava cinque anni fa con Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, il narcotrafficante ex capo ultrà della Lazio. Scambi proseguiti fino a poco prima che il leader degli Irriducibili venisse ucciso a colpi di beretta, ad agosto 2019. Quando era già noto a tutti il calibro criminale del personaggio. A via della Scrofa la notizia è il caso del giorno. E da subito, dalla premier in giù, capiscono che non è possibile sminuirla, derubricarla, a poche ore dalle Europee. Soprattutto per i toni antisemiti.
Gran voglia di chiudere il caso, dentro FdI. Ma di fatto è ancora aperto. Paolo Signorelli ieri si è «autosospeso» da portavoce di Francesco Lollobrigida, dopo che Repubblica ha pubblicato le chat private — zeppe di insulti antisemiti, inni ai terroristi neri, solidarietà a un trafficante albanese — che il giornalista 38enne scambiava cinque anni fa con Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, il narcotrafficante ex capo ultrà della Lazio. Scambi proseguiti fino a poco prima che il leader degli Irriducibili venisse ucciso a colpi di beretta, ad agosto 2019. Quando era già noto a tutti il calibro criminale del personaggio. A via della Scrofa la notizia è il caso del giorno. E da subito, dalla premier in giù, capiscono che non è possibile sminuirla, derubricarla, a poche ore dalle Europee. Soprattutto per i toni antisemiti.
Ecco perché dentro FdI accreditano, già nella tarda mattinata, una linea «interventista» di Meloni e della sorella Arianna, responsabile politica del partito. Da loro partirebbe questo input: serve un passo indietro. Le due Meloni, riferiscono fonti dei Fratelli, sentono Signorelli. Che si sarebbe giustificato così: «Facevo il cronista, seguivo la Lazio: per questo avevo un rapporto con Piscitelli». Chiuse le telefonate, il portavoce concorda due comunicati con Lollobrigida. Uno, firmato dallo stesso giornalista, in cui sostiene di «non ricordare» la conversazione «grave» con Diabolik e prova a smarcarsi da «contenuti distanti da me». Il testo servirebbe soprattutto a gettare una prima secchiata d’acqua sul fuoco: «Mi autosospendo». L’altra nota è firmata da Lollobrigida: «Non ero a conoscenza di quelle affermazioni, confido che Signorelli possa smentirle». Ma le frasi, agli atti nella copia forense del telefonino di “Diablo”, non sono smentibili. Perché allora il portavoce non si è dimesso? L’autosospensione giuridicamente non esiste. Lollobrigida infatti parla di «remissione dell’incarico». Ma mancherebbe ancora un atto ufficiale, tanto che all’opposizione c’è chi parla di bluff, di una mossa per temporeggiare.
Signorelli non è un professionista esterno, ingaggiato da FdI. È cresciuto politicamente, umanamente, in quell’ambiente. Nipote di uno dei fondatori di Ordine Nuovo, è stimatissimo da Arianna Meloni, che nel 2021 lo propose come portavoce di Enrico Michetti, sciagurato candidato della fiamma per il Campidoglio. Alla fine della scorsa legislatura approda alla Camera, nel piccolo staff di FdI. Dopo le Politiche, il salto: prima portavoce del capogruppo Tommaso Foti, poi a marzo, pochi mesi dopo la famosa fermata di Lollobrigida a Ciampino, la promozione a capo ufficio stampa del ministro. C’è chi dice che a volerlo lì fosse stata soprattutto Arianna; altri invece riportano una versione opposta: la sorella d’Italia lo avrebbe sconsigliato, vista l’esposizione del ruolo e i rapporti passati, ma il marito si sarebbe incaponito. Ormai il danno è fatto. E va gestito. Certo, nel calderone delle chat di FdI c’è anche chi lo difende, Signorelli, «era un ragazzino», e pressa per accelerare sul ddl Nordio sull’abuso d’ufficio. Il testo, già varato al Senato e ora alla Camera, rende impubblicabili le intercettazioni non penalmente rilevanti.
Caso Signorelli, Donzelli: "Accusato per chat di sei anni fa, la sinistra pensi a Di Cesare"
La sola autosospensione, comunque, non basta alle opposizioni. Il Pd chiede le dimissioni. Per Elly Schlein «c’è un problema di classe dirigente a destra». Francesco Boccia rievoca intanto un episodio del 2020: «Durante il Covid fui minacciato di morte via web dal fratello di Signorelli». Anche dalla maggioranza piovono critiche, in particolare dalla Lega, in chiave anti-FdI. Per Matteo Salvini «se uno è antisemita, è un cretino». Meno belligerante con i meloniani il segretario di FI, Antonio Tajani: «Bene l’autosospensione, frasi inaccettabili».
C’è poi un tema di criminalità organizzata: il Pd in commissione Antimafia chiede alla presidente meloniana Chiara Colosimo «di avviare un’istruttoria sulla morte di Piscitelli». Avs, con Elisabetta Piccolotti, rincara: «Si indaghi sulle connessioni tra la destra italiana, le curve e le mafie». I rossoverdi vorrebbero sentire Signorelli in Commissione e Lollobrigida in Aula. Colosimo fa sapere di avere già chiesto, ad aprile, di aprire un filone sulla mafia albanese e in generale sulla criminalità a Roma. Quanto all’ipotesi di convocare Signorelli, FdI lo esclude. Il partito di Meloni pubblicamente si chiude a riccio. Non parla nessuno. Tranne Giovanni Donzelli, il responsabile Organizzazione, che in un forum della Stampa prova a rovesciare la frittata: «La sinistra pensi a Donatella Di Cesare», la prof della Sapienza che dopo la morte della brigatista Balzerani pubblicò un post con scritto «la tua rivoluzione è anche la mia». Ma Di Cesare non lavora per un ministro.