La sfida delle amministrative: il centrosinistra prova a superare le sue divisioni e fermare la destra
di Giovanna CasadioROMA - Per Elly Schlein sarebbe una batosta perdere Bari, Firenze e Lecce. Ma sarebbe un punto sul pallottoliere della vittoria incassare la maggioranza a Perugia, confermarla a Bergamo e riprendersi Cagliari con Massimo Zedda. Sull’altro fronte del centrodestra in ballo c’è soprattutto la guida della Regione Piemonte, dove Alberto Cirio corre verso la riconferma. Gli occhi però sono puntati anche qui su Perugia, finora governata dal forzista Andrea Romizi, che ha passato il testimone a Margherita Scoccia. Ecco, il capoluogo umbro è un caso di scuola: qui si vede come la posta in gioco di queste amministrative sia davvero tutta da giocare, perché Vittoria Ferdinandi, 37 anni, cavaliere al merito per l’impegno sociale, è il nuovo che avanza. È anche riuscita nel miracolo di tenere insieme un campo larghissimo, che va da +Europa al M5Stelle, con il Pd come fulcro.
Il bilancio dell’election day 2024 non si tirerà solo sulle Europee, dunque. È alta la posta in…
ROMA - Per Elly Schlein sarebbe una batosta perdere Bari, Firenze e Lecce. Ma sarebbe un punto sul pallottoliere della vittoria incassare la maggioranza a Perugia, confermarla a Bergamo e riprendersi Cagliari con Massimo Zedda. Sull’altro fronte del centrodestra in ballo c’è soprattutto la guida della Regione Piemonte, dove Alberto Cirio corre verso la riconferma. Gli occhi però sono puntati anche qui su Perugia, finora governata dal forzista Andrea Romizi, che ha passato il testimone a Margherita Scoccia. Ecco, il capoluogo umbro è un caso di scuola: qui si vede come la posta in gioco di queste amministrative sia davvero tutta da giocare, perché Vittoria Ferdinandi, 37 anni, cavaliere al merito per l’impegno sociale, è il nuovo che avanza. È anche riuscita nel miracolo di tenere insieme un campo larghissimo, che va da +Europa al M5Stelle, con il Pd come fulcro.
Il bilancio dell’election day 2024 non si tirerà solo sulle Europee, dunque. È alta la posta in gioco delle amministrative. Un test vasto, in una Regione e 3.715 Comuni, di cui 23 capoluoghi di provincia più 6 di regione: Bari, Firenze, Cagliari, Campobasso, Perugia, Potenza. Significa circa 17 milioni di elettori. Delle 29 città capoluogo, 13 avevano una giunta di centrosinistra (oltre a Firenze e Bari, Bergamo, Cremona, Verbania, Rovigo - poi con commissario -, Reggio Emilia, Modena, Prato, Livorno, Pesaro, Cesena, Lecce), 12 di centrodestra (Ferrara, Vercelli, Biella, Pavia, Forlì, Ascoli, Pescara, Vibo Valentia, Cagliari, Sassari, Potenza), due dei 5Stelle e altrettante civiche. E la gara locale finisce qui, ma solo per ora, perché una volta eletto a Bruxelles Stefano Bonaccini, capolista del Pd nel Nord Est, anche l’Emilia Romagna, orfana del governatore, andrà al voto. Poi toccherà all’Umbria.
La scommessa politica è innanzitutto nelle sfide di valore nazionale di Firenze, Bari e Cagliari e delle regionali piemontesi. Servirà pure a sondare la tenuta delle alleanze. Nel centrosinistra il fronte progressista resiste a macchia di leopardo: sì nelle città emiliano-romagnole – da Reggio Emilia a Modena a Ferrara con l’avvocato di Cucchi e Aldovrandi, Fabio Anselmo - sì anche a Perugia e a Cagliari, ma divisi a Bari, a Firenze, a Bergamo. Un bel puzzle da (ri)comporre. Firenze è esemplare: Sara Funaro, assessora dem del popolare sindaco uscente Dario Nardella, è insidiata da tanti sfidanti nel suo stesso fronte. Matteo Renzi ha spezzato a sua volta l’unità mettendo in campo Stefania Saccardi e i grillini si sono smarcati con Lorenzo Masi. Funaro se la deve vedere con Eike Schmidt, ex direttore degli Uffizi, poi passato a Capodimonte e ora in aspettativa, che ha il sostegno di tutto il centrodestra. Anche Saccardi ha frecce al suo arco, la frammentazione che sembra condurre al ballottaggio.
Faro acceso su Bari: dopo l’inchiesta per voto di scambio e la campagna della destra contro la giunta di Antonio Decaro, i progressisti si sono lacerati. Lo scontro tra Vito Leccese, il candidato dem erede dell’uscente Decaro, e Michele Laforgia, sostenuto dai grillini, si è inasprito nonostante i tentativi di fair play per non consentire la scalata a Fabio Romito in quota Lega. Il centrodestra, va infine notato, è riuscito a non spaccarsi quasi ovunque. Ma il centrosinistra è agguerrito. A Lecce ad esempio, Carlo Salvemini, uscente, l’ha spuntata e ha tenuto insieme uno schieramento progressista. Nulla da fare a Bergamo, che esce dai dieci anni del dem riformista Giorgio Gori: il Pd candida Elena Carnevali, i 5Stelle hanno preferito la corsa in solitaria con Vittorio Apicella, mentre la destra procede unita con Andrea Pezzotta. A Cagliari sull’onda del successo regionale di Todde, il centrosinistra è ottimista nel duello tra il suo Massimo Zedda e l’omonima di centrodestra Alessandra Zedda. Per le città più grandi si annuncia decisivo il ballottaggio, il 23 e 24 giugno.
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