Il centrosinistra ricomincia dalle grandi città italiane
di Giuseppe ColomboROMA - Nelle grandi città si affaccia l’onda del centrosinistra. La formula del campo largo paga. Uniti si vince. Anzi, si stravince. Come a Cagliari, dove la coalizione guidata da Massimo Zedda si avvia ad incassare il ribaltone. Subito, al primo turno. Onda lunga, più del previsto, quella che disegnano i dati del primo exit poll del Consorzio Opinio Italia per la Rai: il secondo bottino pesante si chiama Perugia. Un’altra “scossa” è in vista, un altro passo indietro della destra è vicino: Vittoria Ferdinandi, 37 anni, cavaliere al merito per l’impegno sociale, è davanti a Margherita Scoccia, che guida il fronte dei partiti che sostengono il governo.
Due città, Cagliari e Perugia, “strappate” al centrodestra, rispettivamente a Fratelli d’Italia e Forza Italia. Anche una lezione per il centrosinistra se si guarda alle città dove il campo largo non ha invece preso forma. Come a Firenze e Bari, tra i sei capoluoghi di Regione chiamati al voto, cartina di tornasole del test delle amminis…
ROMA - Nelle grandi città si affaccia l’onda del centrosinistra. La formula del campo largo paga. Uniti si vince. Anzi, si stravince. Come a Cagliari, dove la coalizione guidata da Massimo Zedda si avvia ad incassare il ribaltone. Subito, al primo turno. Onda lunga, più del previsto, quella che disegnano i dati del primo exit poll del Consorzio Opinio Italia per la Rai: il secondo bottino pesante si chiama Perugia. Un’altra “scossa” è in vista, un altro passo indietro della destra è vicino: Vittoria Ferdinandi, 37 anni, cavaliere al merito per l’impegno sociale, è davanti a Margherita Scoccia, che guida il fronte dei partiti che sostengono il governo.
Due città, Cagliari e Perugia, “strappate” al centrodestra, rispettivamente a Fratelli d’Italia e Forza Italia. Anche una lezione per il centrosinistra se si guarda alle città dove il campo largo non ha invece preso forma. Come a Firenze e Bari, tra i sei capoluoghi di Regione chiamati al voto, cartina di tornasole del test delle amministrative che in tutto coinvolge 3.716 Comuni (lo spoglio inizierà oggi alle 14).
Lo schema delle liste separate non paga. Al centrosinistra serviranno i ballottaggi per confermarsi nelle due città, anche se il primo scenario che emerge dalle urne registra comunque un passo in più rispetto ai partiti del centrodestra. A Firenze è avanti la candidata del centrosinistra Sara Funaro, lanciata dal primo cittadino uscente Dario Nardella. La forchetta degli exit poll la colloca tra il 42 e il 46%, davanti all’ex direttore degli Uffizi Eike Schmidt, che si attesta tra il 30 e il 34 per cento. Un vantaggio importante, ma non sufficiente. A rosicchiare voti importanti è Italia Viva: i renziani, con Stefania Saccardi, sono terzi, con un 6-8% di consensi che tiene aperta la partita. Ma la volata di Funaro è frenata anche dalla lista “Firenze Democratica” guidata dall’ex assessore Cecilia Del Re (6%-8%).
Secondo turno anche a Bari, dove è in testa Vito Leccese, il candidato dem erede del sindaco uscente Antonio Decaro: la forchetta si colloca tra il 42 e il 46 per cento. La maggioranza è in vista, ma servirà uno sforzo aggiuntivo per scavalcare il leghista Fabio Romito, alla guida del fronte di centrodestra, che è dato tra il 31 e il 35 per cento. La vittoria al primo turno non riesce perché tra Leccese e la fascia tricolore si è intrufolato il pentastellato Michele Laforgia (20%-25%).
Poi c’è la città della conferma: Bergamo. Dopo la lunga stagione targata Giorgio Gori, Elena Carnevali è pronta ad allungare la scia del centrosinistra. Nel primo exit poll, infatti, è in testa con una forchetta di consensi tra il 53% e il 57%. In difficoltà, invece, il candidato del centrodestra Andrea Pezzotta, tra il 39% e il 43%. Qui l’assenza del campo largo non è stata deleteria: Vittorio Apicella (M5S) è accreditato solo del 3-5 per cento.
Se il centrosinistra può festeggiare, la destra deve invece registrare un arretramento al netto di poche conferme. A Pescara è il sindaco uscente Carlo Masci (FI) ad avvistare la riconferma, ma le percentuali del primo turno (47,5%-51,5%) non lo mettono al riparo dal ballottaggio. Così come potrebbe essere trascinato al secondo turno, seppure senza particolare tensione, anche Francesco Fanelli, a Potenza, dove il centrodestra è comunque avanti con una forbice compresa tra il 47,5% e il 51,5%. La rimonta di Vincenzo Telesca (Pd) è, di fatto, impossibile.
A Campobasso, invece, l’ago della bilancia è il consenso raccolto dal candidato civico Pino Ruta (14%-18%): il centrodestra è avanti, con Aldo De Benedittis (49%-53%) mentre Marialuisa Forte (centrosinistra) è dietro, ferma tra il 31 e il 35%. A Caltanissetta avanti il centrodestra, ma se al secondo turno i voti dei 5S andassero al Pd allora sarebbe un’altra storia. E un’altra batosta per la destra.