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Lasorella: “Efficace la nuova par condicio. Sul silenzio elettorale, AgCom è impotente”

Giacomo Lasorella, presidente di AgCom 
Parla il Garante delle Comunicazioni: “Sulle violazioni nel giorno del voto decidono le prefetture. Una nuova legge sulle campagne elettorali dovrà includere i social”
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ROMA - Soddisfatto perché la nuova par condicio televisiva «ha dato buona prova di sé» portando serenità tra i partiti, alle famiglie, alle stesse emittenti tv. Impotente di fronte alla farsesca rottura del silenzio elettorale di queste ore, che resta competenza dei prefetti.

Giacomo Lasorella, presidente di AgCom, arbitro delle questioni televisive. Per la prima volta nella storia, avete usato la bilancia.
«Per un motivo logico, di buon senso. Un minuto di intervento al Tg1 delle 20 non può valere quanto un minuto alle 2 di notte».

Il tempo di parola di un candidato andava soppesato in base agli ascolti dei tg come dei programmi.
«E questo abbiamo fatto, con una metodologia accorta e con l’aiuto decisivo dei nostri uffici. Nello stesso tempo, abbiamo dialogato con le emittenti tv per capire se ragioni editoriali serie hanno giustificato un momentaneo scostamento dalla par condicio».

La rinuncia ad apparire di un esponente politico non può tramutarsi in una responsabilità dell’emitten…

ROMA - Soddisfatto perché la nuova par condicio televisiva «ha dato buona prova di sé» portando serenità tra i partiti, alle famiglie, alle stesse emittenti tv. Impotente di fronte alla farsesca rottura del silenzio elettorale di queste ore, che resta competenza dei prefetti.

Giacomo Lasorella, presidente di AgCom, arbitro delle questioni televisive. Per la prima volta nella storia, avete usato la bilancia.
«Per un motivo logico, di buon senso. Un minuto di intervento al Tg1 delle 20 non può valere quanto un minuto alle 2 di notte».

Il tempo di parola di un candidato andava soppesato in base agli ascolti dei tg come dei programmi.
«E questo abbiamo fatto, con una metodologia accorta e con l’aiuto decisivo dei nostri uffici. Nello stesso tempo, abbiamo dialogato con le emittenti tv per capire se ragioni editoriali serie hanno giustificato un momentaneo scostamento dalla par condicio».

La rinuncia ad apparire di un esponente politico non può tramutarsi in una responsabilità dell’emittente

Serie, che vuol dire?
«È capitato, ad esempio, che un programma abbia invitato sia un rappresentante della maggioranza e sia una dell’opposizione. Ma la seconda, per una sua scelta, non si è presentata in studio. La rinuncia ad apparire non può tramutarsi in una responsabilità dell’emittente».

Peccato per il mancato confronto tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein a maggio.
«Noi non abbiamo certo vietato quel faccia a faccia. Abbiamo ricordato che, celebrato quello, anche gli altri leader avrebbero avuto diritto a confrontarsi. Se i duelli tv alla fine sono saltati è per questioni politiche ed editoriali».

Sarebbe ora che il Parlamento riscrivesse la legge generale sulla par condicio, datata 2000.
«Da tempo segnaliamo al Parlamento l’urgenza di varare nuove regole: l’ultima volta, dopo le politiche del 2022. Troppe cose sono cambiate».

In Italia non ci sono più due grandi schieramenti che si combattono. Oggi, soprattutto alle Europee, assistiamo semmai a una sfida di tutti contro tutti

La prima?
«In Italia non ci sono più due grandi schieramenti che si combattono. Oggi, soprattutto alle Europee, assistiamo semmai a una sfida di tutti contro tutti, in una logica proporzionale».

E non c’è più il duopolio tv.
«Per fortuna, tanti editori si contendono l’attenzione degli italiani puntando soprattutto su programmi che miscelano informazione e intrattenimento».

La legge sulla par condicio del 2000 è addirittura centrata sulle vecchie Tribune elettorali.
«Che oggi sono abbastanza marginali, come impatto e ascolti. Mentre sono infinitamente più influenti i social».

A proposito di social: ha visto che gustosi siparietti nella prima giornata del voto, ieri, in piena violazione del silenzio elettorale?
«La materia resta di competenza delle Prefetture, dunque del ministero dell’Interno».

L’augurio è che maggioranza e opposizione si siedano al tavolo per scrivere norme eque e condivise

Basterebbe una riga nella nuova legge: nelle giornate del voto, politici, parlamentari e candidati non possono usare i social, neanche per siparietti da avanspettacolo.
«Sono convinto che il Parlamento guarderà anche a questo caso. L’augurio, più in generale, è che maggioranza e opposizione si siedano al tavolo per scrivere una nuova legge, equa e condivisa».

Seppelliscano l’ascia di guerra, qualche volta.
«È il mio stesso auspicio».

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