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Giorgia Meloni superstar oltre i 2 milioni. Bene Vannacci, boom di Decaro e Bonaccini. I flop di Sgarbi, Mussolini e dell’anti Ue Borghi

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Più di 400 mila preferenze per il leader di FI Tajani, vola nel Pd il governatore dell’Emilia-Romagna Bonaccini. Bene Lucia Annunziata. Sotto lo sbarramento Renzi e Calenda. Solo quarta la moglie di Mastella, fuori anche Mussolini e Chinnici
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Roma. La più votata è stata Giorgia Meloni con 2,4 milioni di voti e candidata capolista in tutte le cinque circoscrizioni: dei capilista degli altri partiti sono Roberto Vannacci della Lega e Carlo Calenda di Azione erano candidati in tutte e cinque le circoscrizioni e non arrivano nemmeno a un quinto del risultato della premier. Ma tra exploit inattesi di singoli candidati, come l’ex sindaco di Bari che da solo in una sola circoscrizione raccoglie quasi 500 mila preferenze, e flop di chi ambiva al ruolo di “anti Vannaci”, come Vittorio Sgarbi, non mancano le sorprese in questa tornata per le Europee appena conclusasi che vede il Pd appeso alle calamite del voto e Fdi al voto del Nord.

I più votati in assoluto

Puntava a sforare i due milioni di voti e ci è riuscita, ma non ha superato il record di Silvio Berlusconi che arrivò a sfiorare i 3 milioni di voti in una tornata delle Europee. La premier comunque ottiene trainando di molto il partito 2,4 milioni di preferenze, con un…

Roma. La più votata è stata Giorgia Meloni con 2,4 milioni di voti e candidata capolista in tutte le cinque circoscrizioni: dei capilista degli altri partiti sono Roberto Vannacci della Lega e Carlo Calenda di Azione erano candidati in tutte e cinque le circoscrizioni e non arrivano nemmeno a un quinto del risultato della premier. Ma tra exploit inattesi di singoli candidati, come l’ex sindaco di Bari che da solo in una sola circoscrizione raccoglie quasi 500 mila preferenze, e flop di chi ambiva al ruolo di “anti Vannaci”, come Vittorio Sgarbi, non mancano le sorprese in questa tornata per le Europee appena conclusasi che vede il Pd appeso alle calamite del voto e Fdi al voto del Nord.

I più votati in assoluto

Puntava a sforare i due milioni di voti e ci è riuscita, ma non ha superato il record di Silvio Berlusconi che arrivò a sfiorare i 3 milioni di voti in una tornata delle Europee. La premier comunque ottiene trainando di molto il partito 2,4 milioni di preferenze, con un picco nel Nord Ovest, dove supera le 623 mila preferenze e al Sud 549 mila voti. Ovunque è la più votata e surclassa i generale Vannacci che era capolista in tutte le circoscrizioni per il partito di Matteo Salvini: per l’ex militare in totale 537 mila preferenze. Il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, capolista in quattro circoscrizioni, arriva a 400 mila preferenze. Un buon risultato, ma poco in confronto ad esempio al dem Antonio Decaro che candidato solo al Sud arriva a quasi 500 mila preferenze, oppure se confrontato con un altro dem, il governatore dell’Emilia Romagna che nella sua circoscrizione arriva a 389 mila voti. Molto buono anche il risultato di Cecilia Strada, candidata col Pd nel Nord ovest, che prende 283 mila voti superando un altro ottimo risultato tra i dem nella sua circoscrizione: quello dell’ex sindaco di Bergamo Giorgio Gori che arriva a 210 mila. Restando in area dem troviamo un’altra candidatura tra le più votate, quella della giornalista Lucia Annunziata che al Sud ottiene 241 mila voti, seguita da Raffaele Topo con 127 mila voti e Pina Picierno con 121 mila e Sandro Ruotolo poco dietro. La segretaria dei dem, Elly Schlein, capolista in due circoscrizioni ottiene 127 mila preferenze al Centro e 84 mila nella Isole, arrivando ad un totale di 221 mila voti. Oltre quota centomila preferenze anche i dem Nicola Zingaretti e Dario Nardella. A sorpresa gli altri volti che hanno ottenuto più preferenze personali si trovano in casa Alleanze verdi e sinistra: Ilaria Salis ottiene 126 mila preferenze nel Nord Ovest e 50 mila al Sud, per un totale di quasi 180 mila voti. Mimmo Lucano, tornato anche sindaco di Riace ieri, ottiene in totale 188 mila preferenze nelle quattro circoscrizioni nelle quali era in lista. Oltre le cento mila preferenze si trovano infine un forzista, Edi Tamajo che nelle Isole ottiene 121 mila preferenze e Nicola Procaccini di Fdi al Centro. Tra i 5 stelle il più votato invece è stato Giuseppe Antoci con 60 mila preferenze

I flop e gli appesi a un filo

Le loro liste non hanno superato lo sbarramento, nonostante i consensi presi a livello personale. E resta il flop, quindi, per Matteo Renzi, che candidato in quattro circoscrizioni ottiene 195 mila voti, mentre Emma Bonino, sua alleata in Stati Uniti d’Europa, in lista nel Nord Ovest e al Centro sfiora le 70 mia preferenze. A Renzi non è servito nemmeno candidare la moglie di Mastella, Sandra Lonardo, che arriva quarta in lista con 30 mila preferenze appena. Oppure il conduttore tv Alessandro Cecchi Paone, appena 3 mila preferenze. Altro flop quello di Carlo Calenda, candidato ovunque e che si ferma comunque a 80 mila preferenze: qui flop nel flop pure per l’ex sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, che nel Nord Est ottiene 11 mila preferenze. Sempre in Azione flop per Cuno Tarfusser, il sostituto procuratore di Milano che ha chiesto la revisione del processo sulla strage di Erba, che ottiene appena 2 mila voti. Ci sono poi dei fallimenti elettorali se si valutano alcune aspettative: il critico d’arte Vittorio Sgarbi candidato dalla Meloni al Sud doveva essere l’anti Vannacci, si è fermato a 20 mila voti molto indietro nella lista dei meloniani. Claudio Borghi volto d’attacco della Lega che in campagna elettorale aveva aspramente criticato anche il capo dello Stato Sergio Mattarella reo di essere europeista, non viene eletto a Bruxelles e si ferma ad appena 10 mila voti. Sempre in casa Carroccio nel Nord Ovest batosta per Gianna Gancia moglie di Roberto Calderoli, finita solo al decimo posto mentre rischia anche Angelo Ciocca, uscente noto per le sue sparate in Europarlamento, quarto in lista con 38 mila voti. Fuori dall’Europarlamento anche Vincenzo Sofo, passato dalla Lega a Fdi, europarlamentare uscente sposato con la nipote di Marine Le Pen. In casa azzurra fuori Alessandra Mussolini, candidata in due circoscrizioni per Forza Italia e l’ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini, sesta per preferenze al Centro (poco più di 8 mila). Rischia di restare fuori, nonostante invece il buon risultato elettorale, Caterina Chinnici, finita solo terza nelle Isole pur prendendo 93.263 preferenze. Non ce l’ha fatta nemmeno la ex sardina Jasmine Cristallo, che è finita solo settima nelle liste Pd del Sud. In bilico invece tra i dem al Centro uno tra Alessia Morani e l’ex direttore di Avvenire Marco Tarquinio: entrambi intorno ai 38 mila voti ma mancano 1.500 sezioni di Roma che saranno scrutinate in corte d’Appello: favorito, sulla carta, Tarquinio per una sua maggiore presenza a Roma rispetto alla pescarese Morani.

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