M5S, crisi profonda per Conte: è il dato più basso dal 2013. “Apriamo una riflessione”
di Gabriella CeramiSi materializza nella sede in via di Campo Marzio, in una notte turbolenta, la previsione più nera: il risultato più basso di sempre. Il Movimento 5 Stelle si ferma al 10,5%, stando alla quarta proiezione del Consorzio Opinio Italia per Rai. Così, con il passare delle ore si vanifica ogni speranza di arrivare a quel 15% previsto dai sondaggi.
Il Sud ha voltato le spalle al partito di Giuseppe Conte e i voti un tempo grillini sono andati verso destra e in parte anche verso sinistra, ma ancor di più sono stati prosciugati dall’astensionismo. Alle due di notte, tra i volti scuri dello stato maggiore grillino, arriva l’ex premier che non nega la sconfitta. Anzi, «prendiamo atto di questo risultato molto deludente. Potevamo - dice - sicuramente fare meglio. Avvieremo una riflessione interna per cercare di approfondire le ragioni di questo risultato». Poi aggiunge che proverà a tessere un filo con gli altri partiti del centrosinistra, a partire dal Pd: «Si rafforzano le ragioni del dia…
Si materializza nella sede in via di Campo Marzio, in una notte turbolenta, la previsione più nera: il risultato più basso di sempre. Il Movimento 5 Stelle si ferma al 10,5%, stando alla quarta proiezione del Consorzio Opinio Italia per Rai. Così, con il passare delle ore si vanifica ogni speranza di arrivare a quel 15% previsto dai sondaggi.
Il Sud ha voltato le spalle al partito di Giuseppe Conte e i voti un tempo grillini sono andati verso destra e in parte anche verso sinistra, ma ancor di più sono stati prosciugati dall’astensionismo. Alle due di notte, tra i volti scuri dello stato maggiore grillino, arriva l’ex premier che non nega la sconfitta. Anzi, «prendiamo atto di questo risultato molto deludente. Potevamo - dice - sicuramente fare meglio. Avvieremo una riflessione interna per cercare di approfondire le ragioni di questo risultato». Poi aggiunge che proverà a tessere un filo con gli altri partiti del centrosinistra, a partire dal Pd: «Si rafforzano le ragioni del dialogo con le opposizioni». Mariolina Castellone, la vicepresidente del Senato in quota M5s, ospite a Porta a Porta, attribuisce all’esecutivo la colpa dell’astensionismo al Sud: «Fossi nel governo, una domanda me la farei». Sta di fatto però che il crollo 5Stelle è avvenuto nel Mezzogiorno come nelle Isole, solide roccaforti del grillismo, dove storicamente i pentastellati hanno incassato consensi proponendo il reddito di cittadinanza. Tema che parlava alla pancia degli elettori e che il nuovo governo ha cancellato.
Dunque, queste elezioni europee certificano un cambiamento e più di sei punti percentuali in meno rispetto alle europee del 2019, quando i 5Stelle erano al 17,1% con Luigi Di Maio capo politico e Conte premier. Senza andare troppo lontano nel tempo, in meno di due anni M5s, che alle elezioni politiche del 2022 ottenne il 15,4% dei voti, ha disperso quattro punti percentuali.
Un fallimento che, secondo alcuni esponenti M5s, non potrà non avere ripercussioni interne in un partito dove il fondatore Beppe Grillo è abituato a fare incursioni e a far saltare ogni schema, soprattutto se non è quello vincente. D’altronde sotto traccia, pronta ad emergere, c’è quella fronda che negli ultimi mesi ha contestato le scelte del presidente Conte, le ultime prese anche in chiave elezioni europee. Come ad esempio la mancata candidatura di Virginia Raggi.
D’altronde, già qualche giorno fa, il capogruppo in Senato Stefano Patuanelli lasciava intravedere lo spettro del 10%. Numero che l’ex premier aveva derubricato a semplice «scaramanzia» di chi è stato eletto in Campania. E invece era la sensazione, affatto lontana dalla realtà, che si stava diffondendo da Nord a Sud tra i pentastellati alla luce di una campagna elettorale in cui Beppe Grillo, il leader catalizzatore di voti, non è mai comparso.
Conte ha preferito invece immergersi in un tour solitario, da non candidato, nelle piazze e nei teatri. Una scelta inedita, quest’ultima, che sembrava ricalcare un format caro al fondatore M5s ma che nella realtà era profondamente distante. Così come sono distanti, oggi, il fondatore grillino e il presidente del partito.
La campagna elettorale vissuta così, puntando anche a cancellare qualsiasi prospettiva di campo largo, non ha premiato. E dall’interno del Movimento, nelle ultime settimane, a Conte è stata contestata anche l’assenza nelle liste di nomi forti e volti noti del partito, capaci di intercettare voti. La capolista nell’Italia centrale, Carolina Morace, ex allenatrice della nazionale di calcio femminile, Pasquale Tridico, ex presidente dell’Inps, e Giuseppe Antoci, ex presidente del Parco dei Nebrodi, non hanno portato i risultati sperati. E se dopo le elezioni europee del 2014, con il risultato del 21,1%, Grillo si presenterò in video con le bustine di Maalox per placare i nervi, adesso ciò che rimane della galassia stellata attende un segnale del fondatore, che potrebbe anche immaginare una nuova leadership.