Ilaria Salis è eletta: “Pronta a lottare”. Exploit di Avs: rossoverdi oltre il 6 per cento
di Giuliano Foschini«Ma davvero? Sono emozionata, è una notizia straordinaria. Sono pronta a lottare». Le prime parole dell’onorevole Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, sono al telefono con chi l’ha voluta in lista: il segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni. È lui che l’ha voluta fortemente in lista, dopo averla vista in catene nell’aula al secondo piano del palazzo di giustizia di Budapest, «perché in quelle catene c’era un pezzo di storia di Europa». Ed è lui insieme con Angelo Bonelli che la porterà fuori dagli arresti nell’Ungheria di Orbán. Avs ha raggiunto il risultato «straordinario» scandiscono Fratoianni e Angelo Bonelli del 6,8 per cento, «così lontani dal 4 e così vicini al 7», una cifra che significa tanto da queste parti: il record era stato nel 2004 con il 6.06 per cento raccolto dalla Rifondazione comunista di Fausto Bertinotti. La ricetta è stata una ricetta politica chiara, «fatta di pace, tutela dei lavoratori, ambiente e politiche sociali. Ha perso il partito della guerra, …
«Ma davvero? Sono emozionata, è una notizia straordinaria. Sono pronta a lottare». Le prime parole dell’onorevole Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, sono al telefono con chi l’ha voluta in lista: il segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni. È lui che l’ha voluta fortemente in lista, dopo averla vista in catene nell’aula al secondo piano del palazzo di giustizia di Budapest, «perché in quelle catene c’era un pezzo di storia di Europa». Ed è lui insieme con Angelo Bonelli che la porterà fuori dagli arresti nell’Ungheria di Orbán. Avs ha raggiunto il risultato «straordinario» scandiscono Fratoianni e Angelo Bonelli del 6,8 per cento, «così lontani dal 4 e così vicini al 7», una cifra che significa tanto da queste parti: il record era stato nel 2004 con il 6.06 per cento raccolto dalla Rifondazione comunista di Fausto Bertinotti. La ricetta è stata una ricetta politica chiara, «fatta di pace, tutela dei lavoratori, ambiente e politiche sociali. Ha perso il partito della guerra, di Marcon e di Scholz» dicono, «ora è il tempo di costruire un fronte democratico anche in Italia». Ma a dare un’accelerata è stata «la politica, con la scelta dei candidati».
Ilaria Salis ha fatto incetta di preferenze sia nella circoscrizione Nord Occidentale sia in quella delle isole. Ma benissimo ha fatto anche il sindaco di Riace, Mimmo Lucano (primo nel Nord Est e al Sud) e l’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, in testa nella circoscrizione al Centro. Diventeranno quasi certamente tutti parlamentari europei. Ilaria Salis, su tutti.
Lo sa anche Roberto Salis, in fondo alla sala, quasi sperso: è al telefono con Ilaria; una parte del risultato di Avs sarà anche merito della sua candidatura, della sua testimonianza, perché quelle catene che le stringevano caviglie e mani, al di là di ogni valutazione di merito (ancora ieri Matteo Salvini ha ripreso a picchiare con le parole) rappresentano un monito di come anche la civile Europa possa dare cittadinanza alla barbarie. Roberto Salis è probabilmente la cosa più bizzarra di questa campagna elettorale: un ingegnere, liberale, un signore che appena qualche anno fa era (come ha ricordato lui stesso nei giorni scorsi) era amministratore delegato di una multinazionale che fatturava 50 milioni e aveva 120 dipendenti, e che in campagna elettorale si è trovato a girare per mondi e luoghi apparentemente per lui così lontani. Se fosse un film, sarebbe una straordinaria storia di amore di un padre e di una figlia. «E invece è la nostra cronaca» racconta Fratoianni, appena rientrati dalla cena pre maratona elettorale in un ristorante di sushi. «All’inizio Roberto diceva che ci avrebbe fatto diventare liberali. E invece…».
Invece è possibile che sua figlia Ilaria diventi una delle parlamentari più di sinistra nel parlamento più di destra della storia delle istituzioni di Bruxelles. «Ora è troppo presto per dire qualcosa» spiegava Roberto al telefono con Budapest. Ma è chiaro che l’onda di ultradestra – che dalla Francia all’Austria, passando per la Germania – che sembra aver attraversato l’Europa ha sconvolto Ilaria. Anche per quello che potrebbe accadere da oggi in poi. Secondo tutti gli esperti di diritto europeo che sono stati interpellati non ci dovrebbe essere alcun dubbio che al momento della proclamazione, in caso di elezione, Ilaria dovrebbe essere immediatamente liberata. E potrebbe muoversi per il territorio europeo, raggiungendo l’Italia. Secondo alcuni, però, l’Ungheria potrebbe appellarsi al fatto che trattandosi di un arresto in flagranza di reato non potrebbe valere l’immunità. Così come un Parlamento così spostato a destra potrebbe decidere di votare a favore di un’eventuale autorizzazione a procedere richiesta dall’Ungheria. Ma è presto per parlarne. Qui c’è più del 6 per cento. E anche i dati ungheresi, dove Fidesz, il partito di Viktor Orbán, per la prima volta ha perso la maggioranza assoluta, scivolando al 44 per cento, nove punti in meno rispetto al 2019. Abbastanza per far sentire i rumori degli applausi e degli abbracci, a Roma come a Budapest. E cancellare, si spera per sempre, il suono delle catene.