Da Cagliari a Sassari e Pavia, la rivincita del campo largo
di Giuseppe ColomboROMA - Il centrosinistra avanza, spinto dal campo largo. Sulla mappa dei 29 capoluoghi (6 di Regione e 23 di provincia) chiamati al voto, i colori di Pd e Avs si fanno più vivi. Quelli dei partiti che sostengono il governo di Giorgia Meloni si fanno invece più sbiaditi. Il giallo dei 5 Stelle non si vede più: i grillini perdono Campobasso e Caltanissetta, che vanno al ballottaggio. Ecco l’esito della partita nei luoghi clou delle elezioni amministrative che hanno coinvolto in tutto 3.176 Comuni, oltre al Piemonte.
Ai nastri di partenza, i due schieramenti erano di fatto allineati: 13 sindaci con la casacca del centrosinistra, 12 con quella del centrodestra. Gli altri quattro divisi equamente tra M5S e liste civiche.
Ora già il primo turno (il secondo si terrà il 23-24 giugno) disegna un allungamento delle coalizioni guidate quasi dappertutto da un candidato dem. Come a Firenze, Bari e Verbania, dove il centrosinistra può partire con un discreto vantaggio rispetto al raggruppament…
ROMA - Il centrosinistra avanza, spinto dal campo largo. Sulla mappa dei 29 capoluoghi (6 di Regione e 23 di provincia) chiamati al voto, i colori di Pd e Avs si fanno più vivi. Quelli dei partiti che sostengono il governo di Giorgia Meloni si fanno invece più sbiaditi. Il giallo dei 5 Stelle non si vede più: i grillini perdono Campobasso e Caltanissetta, che vanno al ballottaggio. Ecco l’esito della partita nei luoghi clou delle elezioni amministrative che hanno coinvolto in tutto 3.176 Comuni, oltre al Piemonte.
Ai nastri di partenza, i due schieramenti erano di fatto allineati: 13 sindaci con la casacca del centrosinistra, 12 con quella del centrodestra. Gli altri quattro divisi equamente tra M5S e liste civiche.
Ora già il primo turno (il secondo si terrà il 23-24 giugno) disegna un allungamento delle coalizioni guidate quasi dappertutto da un candidato dem. Come a Firenze, Bari e Verbania, dove il centrosinistra può partire con un discreto vantaggio rispetto al raggruppamento FdI-Lega-Forza Italia. Che non può dire lo stesso per i Comuni che ha amministrato fino ad oggi e che ora sono finiti in bilico. Sono di più, più “pesanti” e soprattutto più a rischio.
La sconfitta più dura da digerire potrebbe prendere forma a Perugia, dove Vittoria Ferdinandi, sostenuta da un campo larghissimo che va dal Pd a +Europa, si gioca la fascia tricolore con Margherita Scoccia. Ieri sera, a scrutinio ancora in corso, le due erano divise da un centinaio di voti. A rischio, per il centrodestra, anche Vercelli, dove Roberto Scheda è fermo al 38,2% contro il 25,1% del candidato del centrosinistra Gabriele Bagnasco.
Il pericolo è ancora più forte a Vibo Valentia, dove Roberto Serafino Cosentino è accreditato del 38,3%, appena cinque punti in più dello sfidante Vincenzo Francesco Romeo. A Forlì l’uscente Gian Luca Zattini è tallonato dallo sfidante Graziano Rinaldini. Al contrario, il colpaccio potrebbe riuscire a Lecce, dove Adriana Poli Bortone è impegnata in una sfida all’ultima scheda con Carlo Salvemini, sindaco uscente del campo progressista. Ma il capoluogo di provincia pugliese è un’eccezione: la bilancia dei Comuni a rischio pende, negativamente, dalla parte del centrodestra.
L’avanzata del centrosinistra è ancora più evidente se si guarda ai Comuni vinti al primo turno. Non solo Reggio Emilia e Modena, ma anche Bergamo, dove Giorgio Gori lascia il testimone a Elena Carnevali. Anche qui campo larghissimo e percentuali già subito sopra la metà dei consensi (54,9%). Per non parlare di Pesaro, dove Andrea Biancani ha quasi doppiato il candidato del centrodestra Marco Lanzi, e Cesena, che registra la conferma di Enzo Lattuca con il 65,1%, a valanga su Marco Casali (26,2%). Soprattutto ci sono le città strappate alla destra: Cagliari, con il trionfo di Massimo Zedda, Sassari e Pavia.
Il centrodestra si consola con la riconferma di Carlo Masci a Pescara, mentre a Ferrara è Alan Fabbri a festeggiare il vantaggio di 21 punti sull’avvocato Fabio Anselmo, legale del caso Cucchi. Ma a parte Rovigo, il fronte comune non pesca nel campo avversario. Ecco la grande frenata.