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Donno (5S): “In cinque contro di me. Roba da squadristi. Farò denuncia”

Il parlamentare finito in infermeria dopo essere stato aggredito durante la seduta sul ddl autonomia
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ROMA — «Ho il referto medico con me, vuole che glielo leggo?». Leonardo Donno, 38 anni, parlamentare del Movimento 5 Stelle alla seconda legislatura, pugliese come Conte, è appena uscito dall’infermeria di Montecitorio. «Mi hanno preso a calci, un pugno mi ha colpito dritto allo sterno», racconta. La destra, anziché scusarsi per il tiro al piccione su un deputato, replica così: «È cascato da solo».

Che dice il referto?

«Altro che simulazione, ecco il testo: “Durante la seduta ha ricevuto un colpo allo sterno, presentando difficoltà a respirare per alcuni secondi, senza perdere conoscenza. Trasferito in terapia intensiva, parametri vitali normali”. Dopo 7-8 elettrocardiogrammi, mi hanno anche somministrato un antidolorifico».

Le immagini sono piuttosto caotiche. Il leghista Iezzi di sicuro ci prova, ad assestarle un destro. E già questo è grave. Ma l’ha colpita?

«Non so se sia stato lui, avevo i commessi intorno. Di sicuro mi è arrivato un pugno fortissimo, ho visto proprio la mano che…

ROMA — «Ho il referto medico con me, vuole che glielo leggo?». Leonardo Donno, 38 anni, parlamentare del Movimento 5 Stelle alla seconda legislatura, pugliese come Conte, è appena uscito dall’infermeria di Montecitorio. «Mi hanno preso a calci, un pugno mi ha colpito dritto allo sterno», racconta. La destra, anziché scusarsi per il tiro al piccione su un deputato, replica così: «È cascato da solo».

Che dice il referto?

«Altro che simulazione, ecco il testo: “Durante la seduta ha ricevuto un colpo allo sterno, presentando difficoltà a respirare per alcuni secondi, senza perdere conoscenza. Trasferito in terapia intensiva, parametri vitali normali”. Dopo 7-8 elettrocardiogrammi, mi hanno anche somministrato un antidolorifico».

Le immagini sono piuttosto caotiche. Il leghista Iezzi di sicuro ci prova, ad assestarle un destro. E già questo è grave. Ma l’ha colpita?

«Non so se sia stato lui, avevo i commessi intorno. Di sicuro mi è arrivato un pugno fortissimo, ho visto proprio la mano che mi colpiva lo sterno. Anche un commesso della Camera ha preso una sberla. Quando sono crollato per terra non respiravo, sudavo tantissimo, mi sento ancora indolenzito. Iezzi della Lega mi ha sfiorato l’occhio con un pugno, questo lo ricordo, e ha tentato di darmene altri 4 o 5, ma non mi pare ci sia riuscito. Ma mica era il solo: c’erano pure Amich, Cangiano e Mollicone di FdI. E un altro leghista, Candiani».

E chi l’ha centrata?

«Non so se Mollicone o gli altri che mi circondavano. Nella confusione, non l’ho capito. In ogni caso è una follia. Roba da squadristi. A tutti è capitato di fare a botte, magari, da ragazzi. Ma in Parlamento? È inaccettabile. Dobbiamo forse avere paura di venire qui?».

Autonomia, rissa alla Camera per il tricolore: leghista prende a pugni deputato 5S

La Lega sostiene che sia stato lei a cominciare...

«Io non ho fatto nulla di violento, volevo dare il Tricolore al ministro Calderoli, che non lo ha voluto. Forse comunicativamente sono aggressivo, ma violento mai. La verità è che me l’avevano promesse, in questi mesi».

Chi?

«Sia dalla Lega che da FdI».

Si sono scusati?

«Scusati? Continuavano a insultarmi, pure mentre stavo in carrozzina».

E che le dicevano?

«Buffone, cogl…».

Nemmeno Fontana l’ha chiamata?

«Per il momento no. Ora con il capogruppo Silvestri vedremo se chiedere la sospensione dall’aula di chi è stato violento. Di sicuro rivedrò le immagini e sporgerò denuncia».

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