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L’imbarazzo con Macron, il rimprovero a Biden per il ritardo, il selfie di Giorgia ritoccato. Breviario della foto di famiglia di Meloni al G7

La premier riceve i leader a Borgo Egnazia e attende il presidente Usa 20 minuti: “Joe, ti sei fatto aspettare!”. Del giapponese Kishida la firma più lunga
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“Joe, mi fai attendere!”

Joe Biden si fa attendere. Un minuto, cinque, venti. La telecamera della Presidenza italiana stacca da Giorgia Meloni ferma ad attendere – per fortuna non sotto il sole - e pietosa e si concentra sulle bandiere dei Sette Paesi. Alla fine, il Presidente degli Stati Uniti arriva. E la premier cerca il suo sguardo, sorride, preme l’indice sul polso – come ci fosse l’orologio, e invece ha bracciali e braccialetti, uno almeno di plastica, lo indossa sempre – e gli dice qualcosa che può tradursi con: “Sei in ritardo, Joe, ti sei fatto aspettare!”. Rimprovero scherzoso, ma comunque rimprovero. Lui la bacia, a metà tra la guancia e la tempia, si stringono la mano a favore di telecamere, si concedono qualche altra battuta, richiamo gli altri leader arrivati nell’ora precedente e scattano la foto di famiglia.

“Joe, mi fai attendere!”

Joe Biden si fa attendere. Un minuto, cinque, venti. La telecamera della Presidenza italiana stacca da Giorgia Meloni ferma ad attendere – per fortuna non sotto il sole - e pietosa e si concentra sulle bandiere dei Sette Paesi. Alla fine, il Presidente degli Stati Uniti arriva. E la premier cerca il suo sguardo, sorride, preme l’indice sul polso – come ci fosse l’orologio, e invece ha bracciali e braccialetti, uno almeno di plastica, lo indossa sempre – e gli dice qualcosa che può tradursi con: “Sei in ritardo, Joe, ti sei fatto aspettare!”. Rimprovero scherzoso, ma comunque rimprovero. Lui la bacia, a metà tra la guancia e la tempia, si stringono la mano a favore di telecamere, si concedono qualche altra battuta, richiamo gli altri leader arrivati nell’ora precedente e scattano la foto di famiglia.

Il selfie di Giorgia (con ritocco)

Per ingannare l’attesa di Biden, Meloni – di rosa vestita, le unghie invece rosse fuoco – si concede un selfie con dietro centinaia di operatori della stampa, che poi lo staff diffonderà precisando che c’è stato un lieve ritocco (e d’altra parte, chi non si concede il vezzo di usare qualche filtro, basta non esagerare).

Il registro con i pennarelli appaltato a Patrizia Scurti

Tutti i leader firmano all’arrivo. Con pennarelli colorati, grande passione di Meloni. Accanto a quel librone c’è una hostess in stile country chic e la segretaria particolare e capo staff della premier, Patrizia Scurti. È lei – vestita con una maglia chiara a rete con trasparenze - a guidare la mano dei Sette, poi a indirizzarli verso l’uscita.

(ansa)

La firma infinita del giapponese

Curioso il passaggio in cui a firmare è il premier giapponese Fumio Kishida. Che spende almeno quindici secondi, ricamando sulle lettere e quasi tornando indietro per mettere tre puntini finali. Meloni, da lontano, lo osserva un po’ perplessa, diciamo.

L’imbarazzo con Macron

Tutti gli occhi sono puntati sull’arrivo di Emmanuel Macron. Lui ha perso le elezioni, lei le ha vinte: si metteranno d’accordo su Ursula von der Leyen (che tra l’altro è la prima ad arrivare e mantiene un cauta cordialità con la premier italiana, qualche cenno d’intesa ma senza esagerare, la partita del bis è ancora aperta e chissà come finirà, chissà cosa farà la presidente del Consiglio). Macron si mostra sicuro, Meloni sorridente. I due si toccano il braccio ripetutamente. Bacio sulla guancia. “Come va?”, lo accoglie l’italiana, apparentemente senza ironia. Palpabile è però la sensazione di imbarazzo. E mentre il Presidente francese firma, Meloni guarda altrove, già distante, avvolta nei suoi pensieri.

(afp)

Feeling con Trudeau

Con Justin Trudeau è tutto molto lineare. Dopo un avvio difficile, in occasione del G7 di Hiroshima, quando il premier canadese bacchettò l’Italia per alcune posizioni sui diritti Lgbtq+, la relazione politica ha funzionato. Meloni è stata in visita in Canada, di recente. E la prossemica dimostra cordialità, simpatia, feeling: baci, abbracci, sorrisi.

(afp)

L’ulivo.. secolare

Dopo la foto di famiglia, Meloni apre ufficialmente il summit. I leader sono seduti attorno a un tavolo sorretto dalle radici di un ulivo, simbolicamente. “Questo ulivo… secolare…”, precisa dopo un brevissimo tentennamento la premier, accennando un sorriso, forse rendendosi conto che la pianta evoca in Italia altre esperienze politiche lontane dalla fiamma.

(afp)

Sunak, il caro amico (in uscita)

È l’amico di Meloni. Dimissionario. Nessuno scommette su di lui per la riconferma, le elezioni sono in salita a dir poco. Meloni però mostra affetto per il sodale conservatore. E lui ricambia con complimenti per l’organizzazione, a favore di camere.

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