Lega, Salvini riunisce il consiglio federale. Resa dei conti rinviata, ma il leader espellerà i bossiani
di Lorenzo De CiccoA via Bellerio oggi è in programma un “federale”. Gran consiglio del leghismo. Ma più che di resa dei conti, si parla di rendiconto. Questioni di bilancio, formalmente. Così recita l’ordine del giorno. In realtà, nella Lega le acque restano agitate. Anche se la famosa analisi del voto sarà approntata solo dopo i ballottaggi delle Comunali, fra una decina di giorni. Però Matteo Salvini, di ritorno da Bruxelles dopo l’incontro con Marine Le Pen, ha già iniziato a discutere coi suoi colonnelli la strategia per reagire agli attacchi interni.
È soprattutto il “caso Bossi” a imperversare, nelle conversazioni dei big leghisti. Il voto del fondatore per Forza Italia, annunciato a urne aperte da Paolo Grimoldi, per conto del Senatur. Dopo una batteria di prese di posizione, a difesa del fondatore, sia pubbliche che private (da ultimo il governatore lombardo, Attilio Fontana), Salvini ha deciso di “salvare” il vecchio Capo. Dunque no, Bossi non sarà espulso dal Carroccio. E nemmeno processato, …
A via Bellerio oggi è in programma un “federale”. Gran consiglio del leghismo. Ma più che di resa dei conti, si parla di rendiconto. Questioni di bilancio, formalmente. Così recita l’ordine del giorno. In realtà, nella Lega le acque restano agitate. Anche se la famosa analisi del voto sarà approntata solo dopo i ballottaggi delle Comunali, fra una decina di giorni. Però Matteo Salvini, di ritorno da Bruxelles dopo l’incontro con Marine Le Pen, ha già iniziato a discutere coi suoi colonnelli la strategia per reagire agli attacchi interni.
È soprattutto il “caso Bossi” a imperversare, nelle conversazioni dei big leghisti. Il voto del fondatore per Forza Italia, annunciato a urne aperte da Paolo Grimoldi, per conto del Senatur. Dopo una batteria di prese di posizione, a difesa del fondatore, sia pubbliche che private (da ultimo il governatore lombardo, Attilio Fontana), Salvini ha deciso di “salvare” il vecchio Capo. Dunque no, Bossi non sarà espulso dal Carroccio. E nemmeno processato, cioè deferito alla commissione che si occupa dei provvedimenti disciplinari. Ma i bossiani sì. A cominciare proprio da Grimoldi. L’iter non sarà attivato direttamente da via Bellerio, ma dalla federazione della Lombardia. Come fosse una spinta “dei territori”. L’altro leghista nel mirino è l’assessore del Veneto, Roberto Marcato. Anche lui iper-critico col segretario, in questa fase.
È un segnale del segretario a tutto il corpaccione del partito. In vista dei congressi. Quello nazionale si terrà in autunno, anche se la data ancora non è stata fissata. Prima però si esprimeranno gli iscritti della Lombardia. Nella culla del leghismo, scalda i motori il capogruppo al Senato, Max Romeo, contro il salviniano, commissario uscente, Fabrizio Cecchetti. Romeo nelle ore post elettorali ha iniziato a chiedere un chiarimento sull’esito del voto ai vertici nazionali. Pesa soprattutto il sorpasso di FI, che fino a qualche mese fa non sembrava un partito in perfetta forma, diciamo. Ma per paradosso, l’arretramento della Lega al Nord potrebbe favorire Salvini nell’assise nazionale. Perché al Sud, dove il vicepremier ha sguinzagliato il fedelissimo Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro, la Lega ha tenuto. In alcuni casi, sfiorando la doppia cifra. Addirittura, in alcune regioni meridionali, come in Puglia, il Carroccio è andato meglio che in altre del Settentrione, vedi la Liguria. E da Firenze in giù, i delegati al congresso saranno quasi tutti salviniani.