Tajani&Co protagonisti nelle ‘Ztl’: da Torino a Milano, Forza Italia raccoglie voti nei quartieri più ricchi
di Lorenzo PregliascoIl ministro degli Affari Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani
(ansa)Il voto nelle città non è rappresentativo del voto nel Paese. I grandi centri seguono logiche tutte loro, spesso si muovono in controtendenza rispetto al territorio che li circonda. Se avessero votato solo le città con più di 500 mila abitanti, per capirci, le europee sarebbero finite con un trionfo del Pd, primo partito con il 28%, seguito da Fratelli d’Italia al 23. Avs avrebbe sfiorato l’11 per cento, sia Stati Uniti d’Europa sia Azione avrebbero superato il quorum e la Lega non avrebbe raggiunto il 5.
Eppure le mappe elettorali delle grandi città sono uno strumento prezioso, perché ci permettono di vedere chiaramente dinamiche, fluttuazioni, linee di faglia vecchie e nuove. Analizzando in controluce il voto dei quartieri si può scoprire molto di come cambiano gli elettorati. E uno dei dati più interessanti di queste elezioni europee emerge proprio guardando al voto nelle aree più benestanti delle nostre città, quelle chiamate con sintesi giornalistica “Ztl”. Che quest’anno se…
Il voto nelle città non è rappresentativo del voto nel Paese. I grandi centri seguono logiche tutte loro, spesso si muovono in controtendenza rispetto al territorio che li circonda. Se avessero votato solo le città con più di 500 mila abitanti, per capirci, le europee sarebbero finite con un trionfo del Pd, primo partito con il 28%, seguito da Fratelli d’Italia al 23. Avs avrebbe sfiorato l’11 per cento, sia Stati Uniti d’Europa sia Azione avrebbero superato il quorum e la Lega non avrebbe raggiunto il 5.
Eppure le mappe elettorali delle grandi città sono uno strumento prezioso, perché ci permettono di vedere chiaramente dinamiche, fluttuazioni, linee di faglia vecchie e nuove. Analizzando in controluce il voto dei quartieri si può scoprire molto di come cambiano gli elettorati. E uno dei dati più interessanti di queste elezioni europee emerge proprio guardando al voto nelle aree più benestanti delle nostre città, quelle chiamate con sintesi giornalistica “Ztl”. Che quest’anno sembrano avere un nuovo protagonista: Forza Italia.
Le mappe elaborate da Youtrend suggeriscono alcune tendenze di rilievo. Quartieri borghesi con alto profilo socio-economico che tornano a guardare a Forza Italia, che era il partito di riferimento ai tempi d’oro del berlusconismo, ma che da tempo sembrava molto appannata. Partiamo da Torino: tutti e 24 i quartieri più favorevoli a Forza Italia si trovano in aree della città ad alto reddito. In pre-collina e collina (Strada di Pecetto, Valsalice, Cavoretto), dove Forza Italia va dal 10 al 18%. Nella Crocetta della borghesia e dei professionisti: dalle parti dei Giardini del Fante, una tra le zone residenziali più esclusive della città, Fi sfiora il 17%. E poi, nella geografia del voto forzista c’è molto centro storico: tra piazza San Carlo, piazza Carlo Felice e piazza Carignano oscilla tra il 10 e il 13 per cento. Tutte aree che premiarono il Pd renziano fino a disegnare le mappe nettissime del ballottaggio Fassino-Appendino, e che ora sembrano tornare a rivolgere lo sguardo a Forza Italia. Tutte aree in cui i redditi sono tra i più alti d’Italia, sopra i 60 mila euro all’anno in media.
A Milano, a proposito di Ztl, la mappa del voto forzista sembra ricalcare quasi perfettamente i confini dell’Area C. I picchi per Forza Italia cominciano a Pagano-Conciliazione e arrivano a Porta Vigentina, dalle parti di Quadronno e dell’Università Bocconi, passando attraverso il cuore della città, tracciato dalle zone Duomo, Brera e Guastalla-Porta Monforte: 12, 14, 18 per cento dei voti. Ma è il trend che conta. In tutti questi quartieri il partito di Tajani cresce di almeno 5 punti sulle politiche del 2022, in alcuni casi aumentando anche i voti assoluti, nonostante il calo dell’affluenza. La tendenza è notevole in un po’ tutto il Municipio 1, dentro la circonvallazione interna. Più che alla mappa del Partito democratico, quella di FI finisce per assomigliare così a quella dei partiti centristi. Tanto Stati Uniti d’Europa quanto Azione raggiungono i massimi proprio nel Municipio 1: Renzi e Calenda insieme raccolgono il 26% dei voti a Porta Venezia e il 23% a Parco Sempione. Ma per Sue e Azione le performance sono notevolissime anche nelle aree iper-gentrificate della nuova Milano come Tre Torri, dove insieme sfiorano il 20%, e Porta Garibaldi-Porta Nuova, dove si avvicinano al 18. Qui, fuori dal centro storico “tradizionale”, dalla Milano-bene più classica e consolidata, Forza Italia ha, invece, meno presa.
A Roma Forza Italia non brilla (il dato medio in città è solo il 4,6%), ma raccoglie il massimo consenso soprattutto a Roma Nord, in un’ideale direttrice che parte da Pinciano, Parioli e Villa Ada, costeggia lo Stadio Olimpico, si estende verso Tor di Quinto, prende la Cassia. Lungo tutto quest’asse Fi è tra l’8 e il 12 per cento dei voti, oltre il doppio del dato cittadino. Ma Forza Italia “tira” anche in altri quartieri benestanti e centrali. Prati, Salario, il centro storico, l’asse di via XX Settembre intorno al ministero dell’Economia. Dalle parti di Villa Ada, Parioli e Foro Italico avanza di oltre 5 punti rispetto alle politiche di meno di due anni fa, ma la crescita è notevole anche in zona Farnesina-Ponte Milvio, a Fleming vicino a corso Francia, a Acquatraversa. Proprio in queste aree si concentrano, ancora, i redditi più elevati della capitale.
Mappe delle grandi città alla mano, l’impressione è insomma quella di un “ritorno a casa” di un certo segmento di elettori che, dopo la scommessa sul Pd e le tentazioni centriste, puntano oggi sulla gamba moderata della maggioranza di governo. Per Tajani, le Ztl sembrano essere tornate territorio amico.