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Il monito di Mattarella ai leader del G7: “Sono riapparsi antichi fantasmi”

Il discorso alla cena davanti ai 7 grandi. Critiche alla Russia sostegno all’Ucraina. “In Israele serve una pace duratura”
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BRINDISI — Antichi «fantasmi sono riapparsi nel mondo: non siamo qui insieme soltanto per un coordinamento economico ma per trovare valori comuni». Nel G7 delle polemiche politiche interne ci pensa il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a mettere le cose in ordine e cercare un punto di sintesi che renda il vertice di Borgo Egnazia una «piattaforma per affrontare i problemi del presente, consapevoli tuttavia di non poterlo fare da soli». Partendo da alcune certezze: sostenere «l’indipendenza dell’Ucraina» dopo che «la Federazione Russa si è assunta la responsabilità storica di riportare la guerra in Europa» mettendo così a rischio la «convivenza fra le nazioni, sui quali poggia, dal secondo dopoguerra in poi, la libertà, la sicurezza, la prosperità dei nostri popoli». E in Israele lavorare a una «pace duratura, che non può che fondarsi sulla soluzione a due Stati» dopo il barbaro attacco di Hamas del 7 ottobre del 2023» che ha riaperto una «ferita che continua ad essere ali…

BRINDISI — Antichi «fantasmi sono riapparsi nel mondo: non siamo qui insieme soltanto per un coordinamento economico ma per trovare valori comuni». Nel G7 delle polemiche politiche interne ci pensa il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a mettere le cose in ordine e cercare un punto di sintesi che renda il vertice di Borgo Egnazia una «piattaforma per affrontare i problemi del presente, consapevoli tuttavia di non poterlo fare da soli». Partendo da alcune certezze: sostenere «l’indipendenza dell’Ucraina» dopo che «la Federazione Russa si è assunta la responsabilità storica di riportare la guerra in Europa» mettendo così a rischio la «convivenza fra le nazioni, sui quali poggia, dal secondo dopoguerra in poi, la libertà, la sicurezza, la prosperità dei nostri popoli». E in Israele lavorare a una «pace duratura, che non può che fondarsi sulla soluzione a due Stati» dopo il barbaro attacco di Hamas del 7 ottobre del 2023» che ha riaperto una «ferita che continua ad essere alimentata dal macabro conteggio delle migliaia di vittime civili palestinesi, donne e bambini, che hanno perso la vita negli oltre otto mesi di conflitto».

Le parole del presidente della Repubblica sono arrivate dopo aver fatto, insieme con sua figlia Laura, gli onori di casa. È stato lui infatti ad accogliere all’ingresso del castello di Brindisi i sei leader dei paesi ospiti in Italia. Sei perché Joe Biden ha dato forfait, particolarmente provato dal viaggio e in vista delle prossime ore. Baciamano alla premier italiana, Giorgia Meloni. Foto di rito con tutti gli altri Grandi. A qualche chilometro di distanza si svolgeva la prima tappa del contro G7 con alcuni attivisti tedeschi che hanno portato in città un grande Cavallo di Troia in legno, come simbolo «del vero significato nascosto del G7, ovvero la colonizzazione del sud del mondo».

Per questo mentre i grandi si siedevano a cena, in piazza venivano distribuite frise e cous cous per «chiedere la cancellazione del debito» in un contro evento, il G7 dei social forum, che grazie al lavoro di ascolto e prevenzione condotto in questi mesi dalle forze di polizia (e dal nuovo questore di Brindisi, Giampietro Lionetti) sembra svolgersi senza particolari scossoni: diritto di manifestare e nessuna violenza. In realtà proprio di solidarietà ha parlato il presidente Mattarella ricordando come oggetto del summit sono quelle «nuove tematiche, dallo sviluppo sostenibile del continente africano, ai flussi migratori, alla rivoluzione indotta dall’intelligenza artificiale» che devono essere affrontate proprio per trovare equilibrio e benessere nello «scacchiere mondiale».

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Del menu servito ai leader si è detto molto nei giorni scorsi: fagottini di scorfano ai pomodori secchi, tortelli di gallinella con julienne di pesce serra affumicati, filetti di dentice alle mandorle di Toritto e salsa di topinambur e crema di burrata con crumble di taralli dolci e ciliegie ferrovia. La novità è stata la musica; il presidente Mattarella ha scelto personalmente il sassofono raffinato di Stefano Di Battista. Repertorio italiano, Nino Rota, Morricone, Caruso di Dalla e subito dopo Tu vuò fa l’ammericano di Renato Carosone. «Questo è un mio regalo» ha detto Di Battista a fine serata. E dal suo sax è partita una carezza di Domenico Modugno. Volare.

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