Papa Francesco al G7: “L’Intelligenza artificiale uno strumento affascinante e tremendo, bandire l’uso delle armi autonome”
di Iacopo ScaramuzziLo definisce “uno strumento affascinante e tremendo”: papa Francesco interviene sull’Intelligenza artificiale al G7 di Giorgia Meloni in corso a Borgo Egnazia e dopo averne ricordato le potenzialità mette in guardia dai rischi che essa rappresenta in particolare per i paesi e per le persone povere. Una lettura etica della tecnologia che porta il Papa a fare appello, in tempo di guerra, al bando delle armi letali autonome.
“Una riflessione all’altezza della situazione”
Il “vigoroso avanzamento tecnologico rende l’intelligenza artificiale uno strumento affascinante e tremendo al tempo stesso ed impone una riflessione all’altezza della situazione”, ha detto Jorge Mario Bergoglio che, accolto al suo arrivo dalla premier italiana, ha già avuto colloqui bilaterali con i presidenti Zelensky (Ucraina), Macron (Francia), Trudeau (Canada) e con la direttrice generale dell’Fmi Kristalina Georgieva. “Si può dire – ha detto Francesco, seduto tra Meloni e Macron – che tutti noi siamo, anche se in m…
Lo definisce “uno strumento affascinante e tremendo”: papa Francesco interviene sull’Intelligenza artificiale al G7 di Giorgia Meloni in corso a Borgo Egnazia e dopo averne ricordato le potenzialità mette in guardia dai rischi che essa rappresenta in particolare per i paesi e per le persone povere. Una lettura etica della tecnologia che porta il Papa a fare appello, in tempo di guerra, al bando delle armi letali autonome.
“Una riflessione all’altezza della situazione”
Il “vigoroso avanzamento tecnologico rende l’intelligenza artificiale uno strumento affascinante e tremendo al tempo stesso ed impone una riflessione all’altezza della situazione”, ha detto Jorge Mario Bergoglio che, accolto al suo arrivo dalla premier italiana, ha già avuto colloqui bilaterali con i presidenti Zelensky (Ucraina), Macron (Francia), Trudeau (Canada) e con la direttrice generale dell’Fmi Kristalina Georgieva. “Si può dire – ha detto Francesco, seduto tra Meloni e Macron – che tutti noi siamo, anche se in misura diversa, attraversati da due emozioni: siamo entusiasti, quando immaginiamo i progressi che dall’intelligenza artificiale possono derivare, ma, al tempo stesso, siamo impauriti quando constatiamo i pericoli inerenti al suo uso”, ha proseguito Francesco, secondo il quale l’intelligenza artificiale viene alla luce “dal potenziale creativo che Dio ci ha donato”, ma “al tempo stesso, essa potrebbe portare con sé una più grande ingiustizia fra nazioni avanzate e nazioni in via di sviluppo, fra ceti sociali dominanti e ceti sociali oppressi, mettendo così in pericolo la possibilità di una cultura dell’incontro a vantaggio di una cultura dello scarto”.
Baci e abbracci
Al suo arrivo sulla sedia a rotelle nella Sala Arena del resort di Borgo Egnazia, seguito da vicino da Giorgia Meloni, il Papa ha fatto un giro della tavola salutando i diversi leader, a partire da Ursula von der Leyen: l’argentino Javier Milei lo ha abbracciato di slancio, così il re Abdallah di Giordania, Trudeau gli ha dato un bacio, lui stesso ha allargato le braccia per stringere Lula. Si è fermato a parlare con Joe Biden, con il turco Erdogan e con il britannico Sunak.
Le “armi letali autonome”
Nel dire che si tratta di uno “strumento”, il Papa ha voluto sottolineare l’interrogativo etico della sua utilizzazione, come si è riproposta all’umanità sin dall’inizio della storia. Rischi ancor più grandi con uno strumento “sui generis” che può “operare scelte indipendenti dall’essere umano per raggiungere l’obiettivo prefissato”: da qui l’appello ben preciso del Papa su un tema che gli sta molto a cuore, e che ha peraltro già affrontato nel suo ultimo messaggio per la Giornata mondiale della pace: “In un dramma come quello dei conflitti armati”, ha detto Francesco, “è urgente ripensare lo sviluppo e l’utilizzo di dispositivi come le cosiddette “armi letali autonome” per bandirne l’uso, cominciando già da un impegno fattivo e concreto per introdurre un sempre maggiore e significativo controllo umano. Nessuna macchina dovrebbe mai scegliere se togliere la vita ad un essere umano”.
I dieci bilaterali
Jorge Mario Bergoglio non ha letto integralmente il suo lungo discorso, saltano la lettura di diversi passaggi. Una scelta dettata evidentemente dal desiderio del Pontefice 87enne, che peraltro questa mattina in Vaticano ha prima incontrato il presidente di Capo Verde e poi ricevuto un gruppo di comici dei diversi paesi, di conservare energie e fiato per i dieci colloqui bilaterali che ha in programma: dopo la prima serie di colloqui e dopo il dibattito nella sessione plenaria, Francesco incontrerà Samoei Ruto (Kenya), Biden (Stati Uniti), Modi (India), Lula (Brasile), Erdogan (Turchia) e Tebboune (Algeria).
Fake News, chatbots e algoretica
Nel prosieguo del discorso, che ha in parte letto e in parte consegnato ai leader presenti al summit, Francesco analizza nel dettaglio una lunga serie di altre questioni sollevate dall’intelligenza artificiale, dal rischio rappresentato per il diritto all’oblio alla profilatura etnica, dal pericolo dei chatbots ai limiti degli algoritmi fino alla possibilità che si moltiplichino le fake news. Tutti temi che il Papa ha già sviscerato, in realtà, nel messaggio per le Comunicazioni sociali e in quello per la Pace che ha scritto quest’anno. “La decisione etica, infatti, è quella che tiene conto non solo degli esiti di un’azione, ma anche dei valori in gioco e dei doveri che da questi valori derivano”, scrive il Papa, che ricorda l’iniziativa della Pontificia accademia per la vita, guidata da monsignor Vincenzo Paglia, di lanciare, già nel 2000, la “Rome Call for AI Ethics”, un’iniziativa che ha radunato politici e aziende tecnologiche sensibili alla necessità di una “moderazione etica degli algoritmi e dei programmi di intelligenza artificiale che – ricorda Francesco – ho chiamato algoretica”. Il discorso di Francesco si conclude con un elogio della buona politica: “Può funzionare il mondo senza politica? Può trovare una via efficace verso la fraternità universale e la pace sociale senza una buona politica?”, si è domandato Bergoglio: “La nostra risposta a queste ultime domande è: no! La politica serve! Come diceva un altro Papa, è la forma più alta di carità, è la forma più alta di amore. Questo – la conclusione di Francesco – è proprio il caso dell’intelligenza artificiale. Spetta ad ognuno farne buon uso e spetta alla politica creare le condizioni perché un tale buon uso sia possibile e fruttuoso”. Giorgia Meloni ha chiosato ringraziando il Papa: “Grazie davvero ancora per aver accettato il nostro invito, grazie per la prima volta di un pontefice al G7, grazie per le sue parole che sono chiaramente fonte ispirazione per ciascuno noi. E grazie per aver dato la sua disponibilità a rimanere per ascoltare gli interventi degli altri leader, perché sappiamo che è molto impegnativo". Poi la premier ha chiesto agli operatori di lasciare la sala, perché il resto della sessione è a porte chiuse.