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Gelo Italia-Francia anche al G7, chiuso ogni canale di dialogo. Macron: “I disaccordi ci sono”

A margine del summit di Borgo Egnazia nessun bilaterale con Meloni dopo lo scontro
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BARI — «Non c’è più alcuna voglia di polemica», dice Emmanuel Macron alla fine del vertice della discordia. Le ombre della disfida sui diritti volteggiano ancora sul G7, malgrado il punto di equilibrio trovato dai leader nelle dichiarazioni conclusive del summit. La parola “aborto”, la stessa inserita nella Costituzione francese, non c’è. L’inquilino dell’Eliseo ne prende atto. Si limita a «ringraziare la presidenza italiana»: «Penso che non si debba dare più spazio a questi dibattiti», afferma. Non rinunciando a una nuova puntualizzazione sui rapporti con Giorgia Meloni: «Conosciamo i nostri disaccordi, ci sono. Non li ho messi io sul tavolo. Ho risposto onestamente, come altri colleghi, a un vostro collega italiano. Né più né meno».

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Frasi che non celano distanze evidenti, rilanciate da immagini e parole del vertice dei Grandi. Amplificate persino dal programma: la premier ha avuto un colloquio con il Papa, ha fatto bilaterali con Biden,…

BARI — «Non c’è più alcuna voglia di polemica», dice Emmanuel Macron alla fine del vertice della discordia. Le ombre della disfida sui diritti volteggiano ancora sul G7, malgrado il punto di equilibrio trovato dai leader nelle dichiarazioni conclusive del summit. La parola “aborto”, la stessa inserita nella Costituzione francese, non c’è. L’inquilino dell’Eliseo ne prende atto. Si limita a «ringraziare la presidenza italiana»: «Penso che non si debba dare più spazio a questi dibattiti», afferma. Non rinunciando a una nuova puntualizzazione sui rapporti con Giorgia Meloni: «Conosciamo i nostri disaccordi, ci sono. Non li ho messi io sul tavolo. Ho risposto onestamente, come altri colleghi, a un vostro collega italiano. Né più né meno».

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Frasi che non celano distanze evidenti, rilanciate da immagini e parole del vertice dei Grandi. Amplificate persino dal programma: la premier ha avuto un colloquio con il Papa, ha fatto bilaterali con Biden, con Kishida, con Modi, con Sunak. L’unico con cui non ha avuto un incontro ufficiale è stato proprio Macron. Solo conversazioni a margine, che nel rituale dei summit internazionali hanno un valore decisamente diverso. A conferma delle tensioni che permangono, tra un presidente francese indebolito dalla sconfitta del suo partito alle elezioni europee e un capo del governo italiano che, al contrario, ne è uscito rafforzato.

Uno, Macron, non ha mancato di far notare le diverse posizioni sui diritti, additando nei fatti la destra italiana che flirta con Marine Le Pen. L’altra, Meloni, ha accusato il vicino d’Oltralpe di «fare campagna elettorale ai danni del G7». Lontani ma costretti a convivere, per ora. A dialogare sui top jobs europei, a sedersi allo stesso tavolo: accadrà anche lunedì sera a Bruxelles, quando i 27 leader dei Paesi dell’Ue si incontreranno per dare il la all’accordo sui nuovi assetti ai vertici dell’Unione. Meloni finirà per sostenere la stessa presidente di commissione appoggiata da Macron, ovvero Ursula von der Leyen.

Ma il feeling non è mai scattato, il summit pugliese non fa che rimarcarlo. Sempre a distanza i due, guardate le foto ufficiali. E se c’è un’istantanea che vale per tutte, è quella della smorfia traditrice di Meloni davanti al baciamano del collega, giovedì sera al Castello svevo di Brindisi. Bienvenue Emmanuel, ma anche adieu. Senza rimpianti.

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