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Al G7 proteste senza scontri, Brindisi supera il test. Il questore Lionetti: “Abbiamo garantito il diritto a manifestare”

Giampietro Leonetti ha guidato la macchina della sicurezza dietro alla riunione dei grandi: “Ci sono stati momenti critici, sono stati gestiti in modo costruttivo”
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C’è un G7 che non si è visto. Dunque, è stato un grande successo. “Vuol dire che siamo riusciti a non fare andare tutto bene…” sorride, ma non scherza Giampietro Lionetti, il questore di Brindisi che ha guidato la macchina della sicurezza della riunione dei grandi.

Migliaia di uomini sul territorio, con tutte le professionalità. Tiratori scelti nei luoghi sensibili, sommozzatori “perché tra le difficoltà di questo G7 c’è stato anche il mare così vicino…”, un sofisticato sistema di videosorveglianza, una rete di protezione (grazie al lavoro degli esperti della Postale e del Cnaipc, il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche) per gli attacchi informatici. “E la capacità di poter prevedere e intervenire rispetto a un qualsiasi tipo di evento critico” spiega oggi Lionetti. “È un G7 che si è tenuto nel mezzo di due conflitti internazionali, con una tensione altissima. Ma c’era anche il rischio che qualcuno buttasse delle uova contro i g…

C’è un G7 che non si è visto. Dunque, è stato un grande successo. “Vuol dire che siamo riusciti a non fare andare tutto bene…” sorride, ma non scherza Giampietro Lionetti, il questore di Brindisi che ha guidato la macchina della sicurezza della riunione dei grandi.

Migliaia di uomini sul territorio, con tutte le professionalità. Tiratori scelti nei luoghi sensibili, sommozzatori “perché tra le difficoltà di questo G7 c’è stato anche il mare così vicino…”, un sofisticato sistema di videosorveglianza, una rete di protezione (grazie al lavoro degli esperti della Postale e del Cnaipc, il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche) per gli attacchi informatici. “E la capacità di poter prevedere e intervenire rispetto a un qualsiasi tipo di evento critico” spiega oggi Lionetti. “È un G7 che si è tenuto nel mezzo di due conflitti internazionali, con una tensione altissima. Ma c’era anche il rischio che qualcuno buttasse delle uova contro i grandi del mondo” dice Lionetti. “Ci sono stati momenti critici, ma per fortuna siamo riusciti a fare andare tutto come doveva, anche grazie alla qualità del lavoro che il capo della Polizia, Vittorio Pisani, ha messo a disposizione sul campo”.

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Lionetti è un poliziotto con un curriculum molto specifico. È stato per anni il capo della Digos di Roma. Ha gestito sul campo alcuni dei momenti più delicati della storia recente del nostro Paese – dagli attacchi di Forza Nuova alla Cgil, sino al lockdown con i no vax e no Pass pronti ad attaccare i palazzi della politica – e proprio per questa sua esperienza specifica e capacità è stato scelto per gestire l’ordine pubblico del G7. Negli occhi tutti hanno ancora Genova che, per la Polizia e per la democrazia, resta il punto più basso che non potrà mai più essere toccato. È rimasto un ricordo: in Puglia ci sono state le manifestazioni previste, nessun accenno di violenza. E questo grazie alla collaborazione tra manifestanti e forze di Polizia. Non è stato un caso. Ma il frutto di un lavoro specifico.

Di più: un precedente che può servire da scuola anche per il futuro prossimo, con le manifestazioni in piazza pro Palestina e la situazione delle università sempre calde. Le immagini delle cariche di Pisa sono inaccettabili. E non replicabili. “Noi” spiega Lionetti, “dobbiamo essere consapevoli che il diritto a manifestare, il diritto di esprimere pubblicamente, dissenso non può e non deve essere mai compresso. Anzi: il nostro compito è anche quello di garantire quel diritto. È chiaro, però, che tutto questo deve avvenire dentro delle regole, senza violenza. Ma per poterlo ottenere è necessario avere contatti con i gruppi di manifestanti costruttivi e mai distruttivi. Se durante questo G7 non è successo proprio nulla, è perché abbiamo capito questo. Sia noi forze di Polizia. Sia i manifestanti, che hanno avuto tutta la visibilità che giustamente pretendevano”.

Il riferimento è alla manifestazione che si è tenuta a Brindisi, mercoledì, durante la cena inaugurale con i gruppi antagonisti tedeschi che hanno portato un cavallo di Troia in piazza, per denunciare “le politiche dei grandi del mondo”. O alla manifestazione di sabato, con circa duemila persona in piazza nel centro di Fasano. Dove tutto si è svolto in maniera ordinata tanto da far dire ai residenti che “il livello di sicurezza era stato troppo alto”.

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