“Come va il tuo rapporto con Conte?”. Risposta: “Ottimamente. E il tuo con te?”. Inizia così "l'intervista a sè stesso" che il garante del M5s, Beppe Grillo, pubblica sul proprio blog. Un video che arriva a stemperare i toni dopo il botta e risposta a distanza con l'attuale leader pentastellato. Grillo lo commenta così: “Come si fa ad avere un cattivo rapporto? Ci ho provato ma non ci sono riuscito: non si scompone mai, ogni parola si scioglie... Siamo d'accordo, però, che non vogliamo scioglierci anche noi”.
Accordo totale? Non proprio: "Sono d'accordo con tutte le cose che dice. Che poi sono tre. D'altra parte come si fa a non essere d'accordo sul fatto che la guerra, la povertà e le malattie siano cose brutte?". Fronti aperti, però ne restano. E Grillo dice chiaramente che è in piedi quello della regola del doppio mandato che Conte vorrebbe superare: "È comprensibile che chi oggi si trova al secondo mandato vorrebbe eliminarla. D'altronde l'istinto di sopravvivenza proviene dalla nostra natura animale, ed è insopprimibile. Ma lo scopo di ogni regola, in fondo, è di arginare i nostri istinti animali nell'interesse comune. Il limite alla durata dei mandati è non solo un principio fondativo del movimento, ma è anche un presidio di democrazia fin dai tempi dell'antica Atene. Come ho detto più volte, dovrebbe diventare una legge costituzionale, quantomeno per le cariche più importanti”.
E poi c’è la collocazione del Movimento: “Non possiamo discutere solo di regole di funzionamento interne, ma dobbiamo tornare a proporre idee radicali e visionarie, smarcandoci da una collocazione che è vecchia e superata da decenni. Parlare di sinistra e destra è come parlare di ghibellini e guelfi, anzi forse è meglio parlare di questi ultimi, perché tutti devono seguire l'Elevato”. Ma di questo, dice Grillo, si parlerà nell’assemblea costituente lanciata da Giuseppe Conte.
Nel frattempo commenta Alessandra Todde: “Mi sono stufata di quelli che quando si vince la vittoria è di tutti, mentre quando si perde la sconfitta è di uno solo. Credo che la maturità di un contesto politico si veda dalla reazione della propria comunità: il M5s non è un partito padronale, è una comunità di persone, una classe dirigente che deciderà liberamente cosa fare del proprio futuro". La presidente della Regione Sardegna ed ex vice presidente del M5s aggiunge: “Onestamente sono stufa di chi in maniera estemporanea propone adesso ricette gli stessi personaggi che non ho mai visto in campagna elettorale, e che forse non sono neanche andati a votare. Francamente io mi confronto diversamente. Io ritengo che si debba fare politica con la 'p' maiuscola, una politica matura, soprattutto confrontandosi sui temi e sulla propria identità. È Un percorso che faremo al più presto, e lo faremo con il presidente conte".