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Conte si ribella a Grillo e boccia Raggi: “Il campo dei 5S è quello progressista”

(ansa)
Il leader: “Il destino non è nelle mani di Beppe”. L’ex sindaca vedrà Di Battista
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Ci aveva già provato nel 2021, Beppe Grillo. Era un’altra estate caldissima per il Movimento. Quella volta il blitz per scalzare Conte fallì. Non si andò oltre gli improperi via Blog. Stavolta invece, nell’inner circle dell’ex premier, temono che la manovra abbia qualche margine di riuscita. Perché il presidente dei 5 Stelle è in sella da due anni. E perché il conto delle Europee, col crollo sotto al 10%, finisce tutto sul suo tavolo. Virginia Raggi poi scalpita. Tanti sostengono che dietro la sua richiesta di un «ritorno alle origini» ci sia pure la voglia di un Direttorio, di una leadership collegiale, gradita a Grillo.

Ecco perché l’ex presidente del Consiglio ha deciso, ieri, di non derubricare a «battute» gli attacchi del fondatore da…

Ci aveva già provato nel 2021, Beppe Grillo. Era un’altra estate caldissima per il Movimento. Quella volta il blitz per scalzare Conte fallì. Non si andò oltre gli improperi via Blog. Stavolta invece, nell’inner circle dell’ex premier, temono che la manovra abbia qualche margine di riuscita. Perché il presidente dei 5 Stelle è in sella da due anni. E perché il conto delle Europee, col crollo sotto al 10%, finisce tutto sul suo tavolo. Virginia Raggi poi scalpita. Tanti sostengono che dietro la sua richiesta di un «ritorno alle origini» ci sia pure la voglia di un Direttorio, di una leadership collegiale, gradita a Grillo.

Ecco perché l’ex presidente del Consiglio ha deciso, ieri, di non derubricare a «battute» gli attacchi del fondatore dal palco del suo spettacolo: «Conte da vivo ha preso meno voti di Berlusconi morto». Il leader del Movimento, dal Transatlantico, ha risposto per le rime: «Il destino del Movimento non è nelle mani di Grillo, ma di una comunità che si esprimerà nell’assemblea costituente», convocata a settembre. E ancora: «La battuta su Berlusconi? Preferisco quella su Draghi grillino, anche se più dannosa per la comunità M5S...». Conte se l’è presa pure con Raggi, mettendola quasi alla porta. «Ma cosa significa tornare alle origini? - è la replica dell’ex premier - Un rewind? Il contesto è completamente mutato. Se non lo riesci a interpretare, sei sempre più fuori. Se qualcuno ha inclinazioni di destra ne tragga le conseguenze». Parole a cui Raggi ha replicato, ironica: «Evviva il confronto! No alle tifoserie da stadio, credo di meritare rispetto. Io non ho fatto mancare le critiche al governo con la Lega». Come dire: non ho bisogno di patenti di sinistra. Conte è difeso dal grosso dei gruppi parlamentari. Da Pasquale Tridico a Stefano Patuanelli: «Né di destra né di sinistra: lo sento dire da molti anni, da quelli di destra», il tweet del capogruppo al Senato. Inutile dire che i grillini doc hanno subito rilanciato un vecchio post di Grillo, era il 2013, titolato proprio così: «Né di destra né di sinistra».

Il punto è proprio questo: oltre al dualismo Conte-Grillo, nel Movimento è in atto una discussione tutta politica. Della serie: chi vogliamo essere? Una “gamba” del centrosinistra o in mezzo ai poli, soffiando su una spinta populista che però forse si è smorzata troppo? Le dinamiche di potere interne chiariranno quale strada sarà imboccata. Grillo - e con lui Raggi, Toninelli e Di Battista in esilio - ha una via in testa. Conte, con Patuanelli, ma anche Taverna e Fico, un’altra opposta. Nella cerchia dell’ex premier c’è allora chi preme per uno sganciamento definitivo dal fondatore, se il messaggio di Conte (il Movimento non è roba tua) non venisse recepito. Porterebbe a una “cosa nuova”, il famoso partito di Conte. Un piano che l’interessato per ora scarta con decisione, «altrimenti non avrebbe rilanciato la costituente», dicono i suoi. Ma in futuro chissà. Anche dall’altro lato del campo studiano le mosse: Raggi ha convocato l’altro ieri i consiglieri di Roma. Ed è emersa una spinta: mai alleati con Roberto Gualtieri alle Comunali del 2026. Gualtieri che si è abbracciato ieri con Conte a Santi Apostoli. Se il Movimento diventasse giallorosso persino nella Capitale, la lista civica Raggi potrebbe cambiare nome. Diventando “Schierarsi”. Come l’associazione di Di Battista. Dettaglio: con “Dibba” Raggi si incontrerà nel weekend.

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