ROMA - Il cardinale Matteo Zuppi allarga le braccia, sorride, e con romana imperturbabilità commenta: «Quello che dovevamo dire lo abbiamo detto, si vede che non ci hanno preso sul serio... che dobbiamo fare?». Santa Romana Chiesa non cambia atteggiamento sull’autonomia differenziata. Prende atto che la maggioranza ha tirato dritto e ripropone con lo stesso aplomb le proprie perplessità.
Nei mesi scorsi i vescovi hanno ripetutamente impallinato il disegno di legge voluto dalla Lega, si sono espressi singoli presuli calabresi, siciliani, pugliesi, campani, interi episcopati regionali del Mezzogiorno e da ultimo il “parlamentino” Cei. Il Governo non ha gradito, i vescovi hanno tenuto il punto, senza drammatizzare né fare marcia indietro.
Una posizione condivisa, pur nella di…
ROMA - Il cardinale Matteo Zuppi allarga le braccia, sorride, e con romana imperturbabilità commenta: «Quello che dovevamo dire lo abbiamo detto, si vede che non ci hanno preso sul serio... che dobbiamo fare?». Santa Romana Chiesa non cambia atteggiamento sull’autonomia differenziata. Prende atto che la maggioranza ha tirato dritto e ripropone con lo stesso aplomb le proprie perplessità.
Nei mesi scorsi i vescovi hanno ripetutamente impallinato il disegno di legge voluto dalla Lega, si sono espressi singoli presuli calabresi, siciliani, pugliesi, campani, interi episcopati regionali del Mezzogiorno e da ultimo il “parlamentino” Cei. Il Governo non ha gradito, i vescovi hanno tenuto il punto, senza drammatizzare né fare marcia indietro.
Una posizione condivisa, pur nella distinzione dei ruoli, Oltretevere. Sono questioni «italiane», sottolinea il cardinale Pietro Parolin interpellato dai cronisti, la Santa Sede non ha «una competenza specifica per intervenire»; ma l’autonomia differenziata dovrebbe «permettere di non approfondire ulteriori sperequazioni», aggiunge il Segretario di Stato, e anzi favorire la solidarietà «verso le parti più vulnerabili e più deboli dell’Italia».
I rapporti col Governo rimangono cordiali. Zuppi e Parolin hanno partecipato ieri a un convegno della rete di associazione Sui tetti insieme a Eugenia Roccella e Alfredo Mantovano. Non sono ossessionati dalle riforme: in una Roma afosa e punteggiata da cantieri, Parolin è anche andato al Senato per parlare di pace, Zuppi a Trastevere per presiedere una veglia per i migranti. Senza però rinunciare a togliersi qualche sassolino dalle scarpe. A chi gli fa presente che la Lega ha sventolato in Aula la bandiera veneta, Parolin, vicentino, risponde sornione: «I veneti si sono sempre distinti per una grande apertura nei confronti degli altri: abbiamo avuto tantissimi missionari, un grande movimento di solidarietà… dobbiamo ritrovare quell’anima».