✕

Tributi, protezione civile, commercio estero e accordi con Ue: l’Autonomia è già realtà. Il Nord prende subito 9 deleghe

Il ddl Calderoli, non appena diventerà legge con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, consente da subito la “cessione” alle Regioni di nove materie. E su alcuni settori in arrivo nuovi enti e la perdita di gestione centrale
3 minuti di lettura

Roma. — Non è vero che il disegno di legge sull’autonomia approvato dal centrodestra non avrà effetti immediati sul Paese perché prima vanno calcolati i Livelli essenziali delle prestazioni, ad esempio su sanità, scuola, trasporti, le materie più “pesanti”. Per nove materie le intese possono partire subito e non si tratta di settori di secondo piano: c’è il commercio estero, i rapporti con l’Unione europea, l’amministrazione della giustizia dei giudici pace, la vigilanza sugli ordini professionali e su banche ed enti di credito locali, e perfino la previdenza complementare e la protezione civile. Con il rischio, anzi la certezza, che subito possano avvenire duplicazioni: Regioni che si creeranno i loro enti che si aggiungeranno a quelli statali. Mentre si prevedono anche nuove difficoltà nel coordinamento delle politiche pubbliche, come già denunciato dalla Commissione europea nel report appena pubblicato sulle economie nazionali: basti pensare alla gestione delle emergenze con venti …

Roma. — Non è vero che il disegno di legge sull’autonomia approvato dal centrodestra non avrà effetti immediati sul Paese perché prima vanno calcolati i Livelli essenziali delle prestazioni, ad esempio su sanità, scuola, trasporti, le materie più “pesanti”. Per nove materie le intese possono partire subito e non si tratta di settori di secondo piano: c’è il commercio estero, i rapporti con l’Unione europea, l’amministrazione della giustizia dei giudici pace, la vigilanza sugli ordini professionali e su banche ed enti di credito locali, e perfino la previdenza complementare e la protezione civile. Con il rischio, anzi la certezza, che subito possano avvenire duplicazioni: Regioni che si creeranno i loro enti che si aggiungeranno a quelli statali. Mentre si prevedono anche nuove difficoltà nel coordinamento delle politiche pubbliche, come già denunciato dalla Commissione europea nel report appena pubblicato sulle economie nazionali: basti pensare alla gestione delle emergenze con venti protezioni civili differenti o ai saldi di bilancio. Ma in concreto quali sono le funzioni che non appena sarà pubblicata la norma potranno essere cedute? Quali sono le Regioni pronte a chiederle?

Ue e commercio estero

Il ddl Calderoli prevede la cessione immediata di nove materie e per ogni materie le relative funzioni, che sono già oltre 180. Uno studio della Fondazione del Mezzogiorno le ha esaminate punto per punto. Ad esempio il commercio estero ha tra le funzioni quella sulle «strategie e interventi della politica commerciale e promozionale con l’estero». In soldoni una Regione potrà avviare accordi autonomi con partner europei e internazionali per prodotti locali. Ma c’è di più: le Regioni potranno creare anche sedi estere per l’internazionalizzazione delle imprese. In sostanza potranno ognuna farsi un propri Istituto per il commercio estero, doppiando i compiti dell’Istituto nazionale. Le Regioni potranno anche «istituire marchi collettivi indicanti l’origine geografica dei prodotti» e contestare eventuali abusi.

Altra materia molto delicata e subito cedibile è quella per i rapporti con l’Unione europea: tra le funzioni c’è ad esempio la «cura dei rapporti per definire la posizione italiana nei confronti dell’Ue nel settore degli aiuti di stato» e la «valutazione, definizione e il raccordo delle attività delle Regioni di rilievo internazionale ed europeo». In sostanza ogni Regione potrà avviare tavoli di confronto con l’Ue su materie prima trattabili solo dallo Stato e richiedere il via libera per aiuti regionali ad alcun e filiere produttive.

Venti Protezioni civili

Altro settore che potrà subito essere regionalizzato è quello della Protezione civile: ogni Regione potrà avere delle sue strutture con vertici autonomi e possibilità di gestire appalti per forniture di materiale e macchinari. Come avviene ad esempio in Sicilia. Di fatto si creeranno delle protezioni civili regionali che si occuperanno dei piani di sicurezza, della campagne di comunicazione, dei volontari e dei mezzi: con strutture centralizzate ma a livello locale e non più nazionale. Tra le funzioni cedibili si legge: «Indirizzi generali per le attività di formazione in materia di protezione civile; promozione di studi e ricerche sulla previsione e la prevenzione dei rischi naturali o connessi con l’attività dell’uomo; programmazione e lo svolgimento, per verificare i piani nazionali, di esercitazioni di protezione civile; definizione dei criteri generali per l’individuazione delle zone sismiche e la partecipazione al processo di elaborazione delle norme tecniche per le costruzioni nelle medesime zone».

Tributi, previdenza e giudici

Altra vulgata sul ddl Calderoli è che al momento non prevede la possibilità di trattenere imposte a livello regionale. Ma non è proprio così perché tra le funzioni cedibili in materia di tributi si aprono le maglie per trattenere subito risorse. Non a caso nelle pre-intese la Lombardia aveva chiesto di trattenere il gettito dell’imposta sostitutiva sui rendimenti dei fondi pensione. E la Regione Veneto la «piena autonomia sui tributi regionali e sulla tassa automobilistica». Le singole Regioni poi potranno incentivare sistemi di previdenza complementare e dare finanziamenti alle imprese in tal senso, oppure chiedere alle aziende che operano nel territorio di prevede l’erogazione di pensioni integrative.

C’è poi una materia che fa gola ai governatori e che il ddl Calderoli consente di trasferire: l’organizzazione della giustizia dei giudici di pace, che in soldoni significa gestire a livello regionale concorsi, assunzioni e trasferimenti dei giudici di pace.

Le Regioni pronte

Veneto e Lombardia, guidate da governatori della Lega, Luca Zaia e Attilio Fontana, sono pronte a chiedere le nove materie subito cedibili: a partire da protezione civile, commercio estero, giudici di pace, tributi e previdenza complementare. Ma il Veneto ha già avviato pre-accordi anche su materie teoricamente legate alla fissazione dei Livelli essenziali delle prestazioni: istruzione, sanità, tutela ambientale e sicurezza sul lavoro. Le materie più pesanti e importanti, con la possibilità di fare contratti diversi per i medici e gli insegnati, ad esempio. Al momento sembra invece in stand-by un’altra Regione che aveva aderito ai tavoli sull’autonomia differenza, l’Emilia Romagna guidata del dem Stefano Bonaccini contrario al ddl Calderoli: «Questa autonomia è una presa in giro, con venti sistemi scolastici differenti faremo ridere il mondo».

Leggi i commenti