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Mulè (FI): “Autonomia, serviva più tempo. E se sbagliamo il Sud ci punirà”

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Intervista al forzista che ha presieduto l’aula di Montecitorio durante la maratona notturna
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ROMA – “I ‘paletti’ messi da noi forzisti con gli ordini del giorno diventeranno norme, per evitare che l’autonomia differenziata sia un autogol per il centrodestra”. Giorgio Mulè, storico esponente di Forza Italia, ha presieduto l’aula di Montecitorio durante la maratona notturna: dieci ore consecutive e neppure un incidente. Ha un mantra: “Ci vuole buonsenso”.

Mulè, Forza Italia ha nel Sud un suo granaio di voti. Con il via libera all’Autonomia sarete in difficoltà?

“I voti a FI alle europee sono una cambiale in bianco che va onorata con i fatti. Non possiamo sbagliare sull’autonomia perché non ci verrebbe perdonato”.

Però è molto malumore per nulla: il regionalismo è passato come ha voluto la Lega.

“L’Autonomia è stata ‘sistemata’ come ha voluto Forza Italia al Senato e poi sono stati messi alcuni paletti con gli ordini del giorno a Montecitorio”.

ROMA – “I ‘paletti’ messi da noi forzisti con gli ordini del giorno diventeranno norme, per evitare che l’autonomia differenziata sia un autogol per il centrodestra”. Giorgio Mulè, storico esponente di Forza Italia, ha presieduto l’aula di Montecitorio durante la maratona notturna: dieci ore consecutive e neppure un incidente. Ha un mantra: “Ci vuole buonsenso”.

Mulè, Forza Italia ha nel Sud un suo granaio di voti. Con il via libera all’Autonomia sarete in difficoltà?

“I voti a FI alle europee sono una cambiale in bianco che va onorata con i fatti. Non possiamo sbagliare sull’autonomia perché non ci verrebbe perdonato”.

Però è molto malumore per nulla: il regionalismo è passato come ha voluto la Lega.

“L’Autonomia è stata ‘sistemata’ come ha voluto Forza Italia al Senato e poi sono stati messi alcuni paletti con gli ordini del giorno a Montecitorio”.

Ma quegli ordini del giorno che valore hanno?

“Possono essere, e spesso sono, tigri di carta, e addirittura alcuni parlamentari li definiscono carta igienica, soprattutto quando c’è la formula che invita il governo a ‘valutare l’opportunità di’ : è quella che viene utilizzata nei nostri ordini del giorno. Ma la serietà e l’affidabilità del governo si misurerà nel trasformare questi odg in norme”.

Quindi pensate a cosa? A una Autonomia cambiata?

“I punti dei nostri ordini del giorno vanno trasformati in legge. Prescrivono lo stop ai negoziati con le Regioni fino alle definizioni dei Lep con legge delega anche se il confronto è stato avviato prima dell’ok alla legge. Inoltre una relazione tecnica sull’impatto finanziario da accompagnare ai decreti legislativi sulle intese. Analisi dell’impatto del trasferimento di eventuali materie non Lep da presentare al vaglio delle Camere. Infine applicazione rigorosa della facoltà del Cdm di limitare l’ambito delle materie oggetto di intesa. E poi ci sono altri paletti”.

Sa come si dice: chi di speranza vive…

“E’ vero che gli ordini del giorno spesso equivalgono a dare un contentino al parlamentare, magari da spendere nel suo collegio. Però in questo caso Antonio Tajani per primo ha detto che c’è l’impegno, reale, del governo a renderli esecutivi. Lo verificheremo prestissimo, prima dell’entrata in vigore della legge. Le preoccupazioni del governatore Occhiuto della Calabria, del presidente Bardi della Basilicata e degli altri esponenti forzisti del Sud, solo a quel punto si dissolveranno”.

A lei cosa la preoccupa di più? Che spacchi l’Italia?

“Che si finisca col dare ragione chi dice che la gatta frettolosa fa i gattini ciechi. Bisogna essere obiettivi: questa legge è stata imposta a tappe forzate. Meritava più tempo. Con la stessa fase di decantazione che c’è stata al Senato”.

Ma è una legge sbagliata?

“E’ sacrosanta nel dare responsabilità finalmente agli amministratori che però devono essere messi tutti nelle condizioni di superare questo esame”.

I Lep senza finanziamenti neppure stimati sono una garanzia?

“Le garanzie hanno bisogno di fidejussioni e cioè di moneta. Qualcuno deve garantire che siano finanziati. Apprezzo Calderoli quando dice ‘troveremo i soldi’, ma non si trovano nel campo degli zecchini… altrimenti saremmo dei Pinocchio”.

Per il centrodestra in definitiva potrebbe essere un autogol elettorale al Sud?

“Il rischio c’è, se non si dà seguito a quanto detto fin qui. Non sono limature le nostre, ma cambiamenti incisivi”.

D’altra parte l’autonomia era nel programma di governo.

“Verissimo ma la discussione parlamentare serve a migliorare le cose. E sull’autonomia occorreva l’approccio saggio di FI”.

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