ROMA – Onorevole Tommaso Foti, lei ha letto le dichiarazioni di Marina Berlusconi sui diritti civili?
«No, no, non le ho lette», risponde il capogruppo di Fratelli d’Italia.
«Condivido totalmente quello che ha dichiarato Foti», gli fa da spalla ridendo, Francesco Lollobrigida.
È quindi con sarcasmo, in un Transatlantico fitto di parlamentari per l’intervento di Giorgia Meloni, che i colonnelli della destra italiana rispondono al disaccordo con la linea del governo espresso dalla figlia del Cavaliere ieri sul Corriere della Sera. Un’intervista, nata per lanciare il varo della Silvio Berlusconi editore, che segna una specie di manifesto liberale. «Se parliamo di aborto, fine vita o diritti Lgbt mi sento più in sintonia con la sinistra buon senso. Perché ognuno deve essere libero di scegliere», ha messo nero su bianco Marina Berlusconi.
ROMA – Onorevole Tommaso Foti, lei ha letto le dichiarazioni di Marina Berlusconi sui diritti civili?
«No, no, non le ho lette», risponde il capogruppo di Fratelli d’Italia.
«Condivido totalmente quello che ha dichiarato Foti», gli fa da spalla ridendo, Francesco Lollobrigida.
È quindi con sarcasmo, in un Transatlantico fitto di parlamentari per l’intervento di Giorgia Meloni, che i colonnelli della destra italiana rispondono al disaccordo con la linea del governo espresso dalla figlia del Cavaliere ieri sul Corriere della Sera. Un’intervista, nata per lanciare il varo della Silvio Berlusconi editore, che segna una specie di manifesto liberale. «Se parliamo di aborto, fine vita o diritti Lgbt mi sento più in sintonia con la sinistra buon senso. Perché ognuno deve essere libero di scegliere», ha messo nero su bianco Marina Berlusconi.
È una presa di posizione che fa rumore. A sinistra s’infiammano subito. Dal verde Angelo Bonelli all’Arcigay è tutto un esultare. È nata la compagna Marina. Anche perché la presidente di Mondadori, non nasconde la sua preoccupazione per «l’ondata di estremismi di destra». Una circostanza già affiorata in passato: alla prima del film su Ennio Doris, ad aprile, si era augurata un insuccesso dei sovranisti. E adesso, promuovendo i primi autori della sua casa editrice, Tony Blair, l’antiputiniano Alexander Baunov e Walter Siti, le scappa un’altra frase rivelatrice: «Le pare un programma editoriale da Minculpop?». Il ministero della cultura popolare ai tempi del fascismo.
È come se Marina, fresca di cavalierato ottenuto da Mattarella, volesse lanciare una sfida a Meloni, che è insieme culturale e politica. L’invito ad avere un pensiero aperto, occidentale, laico, uscendo così dalla ridotta del Dio padre e famiglia. Con la casa editrice non a caso mira a realizzare «una forma di egemonia culturale». È notoriamente anche il proposito del dioscuri Sangiuliano-Mollicone, soltanto che l’ambizione al momento si è risolta nell’occupazione vorace di ogni casella possibile, dalla Rai alle Film commission.
«Non posso nascondere il profondo disprezzo verso le politiche che la premier e il suo governo stanno portando avanti in tema di diritti» scandisce la cinquestelle Gilda Sportiello in aula alla Camera in tarda mattinata. E «Giorgia», in fondo rispondendo idealmente a «Marina», s’inalbera: «Fate propaganda su aborto e diritti Lgbt perché siete a corto di argomenti. Non siamo intervenuti su queste normative». Non ancora, verrebbe da pensare, visto quel che è avvenuto sull’aborto in alcune regioni governate da Fratelli d’Italia.
Una delle prime a felicitarsi con Marina è stata Francesca Pascale, l’ex compagna di Silvio Berlusconi. Nel giugno 2014 fu proprio la sua adesione all’Arcigay a indurre il Cavaliere a sposare i diritti dei gay: «Da liberale ritengo che si possa raggiungere un traguardo ragionevole di giustizia e di civiltà». È vero, come ha ricordato Antonio Tajani, che dentro Forza Italia c’è sempre stata libertà di coscienza sui temi etici, ma la navigazione del «Silvio nazionale» è stata altrettanto furbesca. Berlusconi faceva il liberale in Parlamento e il bifolco in piazza. «Meglio appassionarsi alle belle ragazze che essere gay», diceva. Raccontava barzellette tipo questa: «Un malato di Aids va dal medico e gli chiede: “Dottore cosa posso fare per la mia malattia?” Il medico risponde: “Faccia delle sabbiature”; “Ma dottore, mi faranno veramente bene?” “Bene no, ma sicuramente si abituerà a stare sotto terra”». Per una vita ha ripetuto che gli omosessuali erano di sinistra, («sono tutti dall’altra parte») e di sé, diffuse questa vanteria: «Mi hanno accusato di tutto: mi hanno dato del mafioso, della persona poco perbene, tranne che sono gay». I suoi figli, in questo, erano più moderni. Già tanti anni fa una giovane Barbara Berlusconi si dichiarò «non contraria» alle unioni tra omosessuali, è giusto che i gay vedano riconosciuti i propri diritti».
Al momento la risposta della destra è data dai Foti e dai Lollobrigida che se la ridono. Fino a quando?