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Weidel (Afd): “Tifiamo Le Pen ma con la leader di FdI non c’è nessuna sintonia”

Co-leader of the far-right Alternative for Germany (AfD) party Alice Weidel reacts after being reelected as co-leader during the party congress of the the far-right Alternative for Germany (AfD) party in Essen, on June 29, 2024. Germany's far-right AfD kicks off a congress June 29, 2024 weeks after scoring record EU election results despite multiple scandals, with fresh mass protests expected against the anti-immigration party. (Photo by Volker Hartmann / AFP) 

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Intervista alla co-presidente del partito di estrema destra tedesca: “Meloni e von der Leyen buttano dalla finestra i nostri soldi. Basta dare fondi ai paesi indebitati”
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ESSEN — Alice Weidel è riuscita in un mezzo miracolo. Unire il più litigioso partito tedesco. Ieri pomeriggio, mentre infuriavano le proteste contro il congresso dell’Afd, i delegati blindati nella “Grugahalle” si ricompattavano come una falange e ritiravano disciplinatamente tutte le mozioni che avrebbero potuto creare scompiglio. Certo, il trauma del “caso Maximilian Krah”, scatenato dall’intervista a Repubblica in cui l’ex spitzenkandidat sosteneva che «non tutte le SS erano criminali», ha lasciato uno strascico pesante, ammette la leader. Anzitutto sulla collocazione europea dell’Afd, cacciata dagli Identitari. E finché c’è Marine Le Pen, ammette Weidel, «non vediamo possibilità di tornare nel gruppo. Ma — aggiunge — ci sono altre strade». In quest’intervista — la prima con un giornale italiano dopo il trionfo elettorale dell’Afd, diventato il secondo partito tedesco — la capa dell’ultradestra si scaglia contro Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni. «Non vogliamo che i soldi del p…

ESSEN — Alice Weidel è riuscita in un mezzo miracolo. Unire il più litigioso partito tedesco. Ieri pomeriggio, mentre infuriavano le proteste contro il congresso dell’Afd, i delegati blindati nella “Grugahalle” si ricompattavano come una falange e ritiravano disciplinatamente tutte le mozioni che avrebbero potuto creare scompiglio. Certo, il trauma del “caso Maximilian Krah”, scatenato dall’intervista a Repubblica in cui l’ex spitzenkandidat sosteneva che «non tutte le SS erano criminali», ha lasciato uno strascico pesante, ammette la leader. Anzitutto sulla collocazione europea dell’Afd, cacciata dagli Identitari. E finché c’è Marine Le Pen, ammette Weidel, «non vediamo possibilità di tornare nel gruppo. Ma — aggiunge — ci sono altre strade». In quest’intervista — la prima con un giornale italiano dopo il trionfo elettorale dell’Afd, diventato il secondo partito tedesco — la capa dell’ultradestra si scaglia contro Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni. «Non vogliamo che i soldi del popolo tedesco vengano buttati dalla finestra da von der Leyen e Meloni». Weidel ribadisce anche la posizione dell’Afd: «l’Ucraina non può far parte dell’Unione europea». E promette: «in Germania butteremo giù i cordoni sanitari eretti contro di noi».

Alle Europee, l’Afd ha preso un risultato storico, il 16%. È il secondo partito tedesco. Ma l’inverno scorso eravate arrivati nei sondaggi al 23-24%. Delusa o contenta?

«Sono contenta. Anche se abbiamo un potenziale maggiore. Abbiamo fatto un grande lavoro di squadra e lavoriamo per crescere ancora. Già adesso nei sondaggi siamo un punto sopra alle elezioni, al 17%».

Quanto vi hanno danneggiati gli scandali che hanno travolto lo spitzenkandidat Krah?

«Krah non è l’unico motivo per il calo. Molte cose si sarebbero potute comunicare meglio. E quell’ultimo incidente di Krah per cui siamo stati cacciati dagli Identitari ha pesato, certo, ma insieme ad altri fattori».

L”incidente” è un’intervista a Repubblica in cui Krah ha negato che le SS fossero tutte criminali. Lei, a proposito, la pensa come lui?

«Io voglio risolvere i problemi di oggi della Germania. Non parliamo del passato. Non ci restituisce le vittime. Non dirò una parola di più».

Ora che siete stati cacciati dagli Identitari, con chi vi alleerete, in Europa?

«Quanto agli Identitari: non credo che al momento ci sia un modo di rientrare. Però alla lunga vorrei ricordare che abbiamo degli alleati, lì. I belgi di Vlaams Belang o l’austriaca Fpoe».

E quindi?

«Mi risulta che Le Pen e Orban vogliono fondare un gruppo; se Le Pen lasciasse gli Identitari, noi potremmo rientrare. Ma se fossimo costretti a fondare un nuovo gruppo, è ovvio che non ci coalizzeremo con chiunque».

Pensa che basterà che Le Pen se ne vada dagli Identitari per farvi rientrare? La Lega che dice?

«Francamente non lo so. È possibile che anche loro non ci vogliano, lo ammetto. Però chissà che la Lega poi non segua Le Pen e Orban in un altro gruppo….Per me sarebbe l’ideale. Così potremmo tornare ad allearci con il resto degli Identitari».

Nei giorni scorsi girava voce che avreste fondato un nuovo gruppo, i “Sovranisti”, ma che alcuni partiti da imbarcare fossero antisemiti.

«Smentisco che fosse prevista una fondazione già la scorsa settimana. Stiamo negoziando, ci stiamo guardando intorno. Magari non si chiamerà neanche così. Ma saremo attenti a chi coinvolgere. E se non funzionerà, resteremo tranquillamente da soli».

Si sente in sintonia con Meloni? Dal palco del congresso ha criticato la premier italiana e von der Leyen.

«Noi non vogliamo che i soldi del popolo tedesco vengano buttati dalla finestra da von der Leyen e Meloni. La Germania è contribuente netto».

Anche l’Italia lo è sempre stata, storicamente. Fino al Recovery Fund.

«Appunto: basta con i Recovery Fund. Non vogliamo dare soldi a Paesi indebitati come l’Italia. Noi rappresentiamo gli interessi della Germania. Basta con i soldi dei contribuenti tedeschi redistribuiti altrove. Devono rimanere in Germania. Inoltre abbiamo una posizione molto diversa rispetto a Meloni sulla guerra in Ucraina».

Cioè?

«Siamo più equilibrati, non ci buttiamo da una parte o dall’altra. Siamo molto più sulla linea di Orban. O Le Pen».

Siete considerati non solo un partito filorusso, ma anche filocinese.

«Guardiamo ai numeri. Viviamo in un mondo multipolare. Per la Germania i partner commerciali più importanti sono la Russia e la Cina. E le sanzioni contro la Russia, così come il blocco di Nord Stream 2, hanno danneggiato la Germania più di ogni altro Paese. C’è una vera e propria guerra commerciale contro di noi che va avanti dal 2014, da quando sono partite le prime sanzioni contro la Russia, volute dalle aziende americane. Io trovo che sia stato un errore madornale. La Germania è stata totalmente ingannata».

Contate di arrivare al governo autunno, dopo le elezioni regionali a Est?

«Lo spero. Siamo il primo partito lì. Mi impegnerò molto nella campagna elettorale a Est. L’anno prossimo, alle politiche, escludo sia già il tempo per noi di andare al governo. Però nel tempo butteremo giù il cordone sanitario eretto contro di noi”.

Oggi si vota in Francia. Cosa augura a Le Pen, che vi ha buttato fuori dagli Identitari?

«Non proviamo alcun rancore, anzi: sarebbe importantissimo se andassero governo in Francia. Bardella sarebbe un premier giovane. Ed è un modello».

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